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Regioni.it

n. 4020 - lunedì 8 marzo 2021

Sommario
- Conferenza delle Regioni e delle Province autonome l'11 marzo
- 8 marzo: per le Regioni le politiche di genere sono una grande questione nazionale
- Campagna vaccinale: Bonaccini, possibile reclutare medici specializzandi, un altro strumento per accelerare
- Vaccini: adeguamento piani e interventi operativi
- Franco: Next Generation Ue passaggio storico
- Vaccino AstraZeneca: Circolare ministero Salute per utilizzo oltre i 65 anni

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8 marzo: per le Regioni le politiche di genere sono una grande questione nazionale

Le dichiarazioni di diversi Presidenti di Regione

(Regioni.it 4020 - 08/03/2021) "Non è possibile che in un paese dove le donne sono la maggioranza della popolazione, siano ancora oggi così poco presenti nei luoghi dove si decide, non solo nelle istituzioni e nella politica ma, ahimè anche nella vita professionale". E non è possibile che le donne "abbiano stipendi che non siano mai coincidenti con quelli degli uomini". Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, partecipando a una iniziativa online organizzata dalla Casa delle Donne di Modena."Stiamo vivendo un periodo molto difficile - ha spiegato Bonaccini -. La crisi colpisce in particolare i giovani e le donne. Dei posti di lavoro perduti negli ultimi mesi la quasi totalità, la gran parte, sono posti occupati dalle donne. E noi dovremmo avere a questo una grande attenzione"". Infatti la Regione "nel recente patto per il lavoro e per il clima sottoscritto con tutte le rappresentanze sociali abbiamo messo il tema dell'occupazione femminile al centro delle politiche". "Penso che nel Recovery Plan che discuteremo a breve con il Governo Draghi serva che il tema delle politiche di genere sia assolutamente presente - ha proseguito il Presidente - proprio per dare un segnale e irrobustire ciò che si deve fare a livello europeo e ovviamente noi a livello italiano e regionale per garantire questo. E' una grande questione nazionale. Serve che ci si occupi di più politiche a sostegno della natalità e della famiglia e serve che si metta in campo garanzie di attuazione e di servizi adeguati"". 
"Il segnale più forte che dovremmo dare è quello dei servizi per le donne, per garantire che possano lavorare: per questo per la prima volta, con la vicepresidente della Regione Elly Schlein che se ne sta occupando, useremo il Fondo sociale europeo per aumentare i posti negli asili nido e abbiamo l'obiettivo, in quattro anni, di arrivare ad azzerare le liste d'attesa", ribadisce il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. "L'Emilia-Romagna - insiste Bonaccini in video - è la prima regione in Italia per numero di posti negli asili ido, storicamente, ma c'è ancora una percentuale troppo alta di  donne e famiglie che non trovano posto negli asili nido pubblici o privati convenzionati. Vorremmo arrivare ad azzerarla- rimarca Bonaccini- per garantire uno dei primi diritti a chi cerca da un lato un'agenzia educativa per i propri bambini, dall'altro un modo per permettere alle stesse donne di poter lavorare, senza che su di loro gravi troppo della vita lavorativa e quotidiana".
"A tutte le donne che ogni giorno superano ostacoli, tracciano nuove rotte, creano possibilità. Alle donne che non si lasciano condizionare da quello che la società si aspetta da loro, ma decidono chi essere, senza preconcetti. E lo fanno in un Paese dove spesso sono ancora costrette a scegliere tra lavoro e famiglia. Dove devono impegnarsi di più, faticare di più per ottenere ruoli apicali, soprattutto in determinati settori, a parità di competenze rispetto ai colleghi". Questa la 'dedica' del Presidente della Regione Liguria e Vicepresidente della Confereza delle regioni, Giovanni Toti, alle donne postata sui social. "In un Paese dove gli uomini guadagnano in media oltre il 20% in più delle donne, per svolgere le stesse mansioni. In un Paese in cui piangiamo troppi femminicidi e la violenza sulle donne è una triste realtà, soprattutto tra le mura domestiche - scrive -. Le donne hanno dimostrato più volte forza, intuito, creatività, coraggio e voglia di sperimentare, dalla ricerca allo sport, dalla musica alla sanità, anche in campi in cui per troppo tempo sono state tagliate fuori ma sanno dare il meglio. Come a Genova, dove l'eccellenza dell'ospedale Gaslini conosciuta in tutto il mondo, è un'eccellenza in rosa, nata e cresciuta grazie all'impegno di tante donne. Per queste donne e per tutte - conclude - lavoro e lavorerò ancora per un Paese che sappia tutelarle e valorizzarle, con un impegno politico concreto. Le donne lottano ogni giorno per conquistare il loro spazio, la loro libertà e dimostrare di poter fare la differenza. Ora tocca a noi esserne all'altezza".
Anche il presidente del Veneto Luca Zaia ha scelto un post pubblicato sul profilo Facebook. "Rivolgo i miei auguri in questa giornata a tutte coloro che operano negli ospedali e nelle strutture sanitarie del territorio, alle donne che hanno perso il lavoro nei mesi di pandemia, a quelle sulle cui spalle pesa la gestione dei figli, della casa, della propria professione, in modo ancor piu' gravoso nelle attuali restrizioni. Il mio ringraziamento nei loro confronti non riguarda solo oggi 8 marzo, ma ogni giorno dell'anno, perche' sono e saranno sempre piu' una ricchezza crescente, a riprova del fatto che se un modello sociale vuole diventare grande, tanto piu' deve essere capace di offrire alle donne sbocco e sostegno per le loro aspirazioni e progettualita'".
"L'8 marzo e' sempre stata una giornata importante per me come padre, come marito, come uomo e, oggi, come rappresentante della massima istituzione territoriale. Ma lo e' ancora di più oggi, in un periodo particolarmente difficile come quello che stiamo attraversando, nel quale sono tantissime le donne che sono impegnate a fronteggiare il contagio, a prendersi cura delle persone più fragili, a prendersi cura nella scuola delle ragazze e dei ragazzi costretti nelle loro abitazioni, a prendersi cura negli ospedali e nelle terapie intensive di chi sta lottando con il virus", Lo ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.  "E' innanzitutto a loro - continua - che vorrei dedicare questa giornata, in particolare alle tante donne, infermiere, personale medico, dirigenti sanitari che ancora una volta sono costrette a mettere in campo ogni sforzo possibile per lo svolgimento della loro professione e, in tanti casi, contemporaneamente, per prendersi cura della propria famiglia".  "Ho sempre ritenuto che l'8 marzo sia una ricorrenza giusta, e che non debba rappresentare solo una occasione di festa, ma anche e soprattutto per riflettere sui grandi passi in avanti fatti nella uguaglianza di genere - continua il presidente della Regione Basilicata - ma anche e soprattutto sulle tante cose ancora da fare. Concretamente, e non solo a parole. Le parole vanno usate con parsimonia se non sono seguite da fatti concreti. Noi ci stiamo provando", ma "c'e' ancora - prosegue - tanto da fare. I numeri sono ancora impietosi sulla differenza fra uomini e donne in relazione a stipendi, incarichi pubblici e privati, condizioni di lavoro e cosi' via. Bisogna fare di piu', tutti insieme. E ribadisco tutti insieme, con un protagonismo molto piu' attivo degli uomini. Infine, aderisco volentieri all'appello del giornalista Salvatore Giannella, di dedicare una strada dei comuni lucani a Teresa Petrone, madre di Rocco, che da Sasso Di Castalda raggiunse l'agenzia spaziale americana per mettersi alla guida della missione Apollo che ha portato nel '69 il primo uomo sulla Luna. Una storia - conclude - da cui abbiamo tanto da imparare, come persone e come uomini".
"Il ruolo delle donne nella nostra società è fondamentale, imprescindibile. Cittadine, madri, figlie, mogli, lavoratrici, professioniste, rappresentanti delle istituzioni sono pilastri importantissimi per la collettività". Così il presidente della Regione Molise Donato Toma, in occasione della 'Giornata internazionale della donna'. "Ringraziarle e, al contempo, riflettere su quanto è stato fatto e quanto ancora si debba fare per tutelarle, difenderle e valorizzarle in tutti i contesti, a partire da quelli familiari e lavorativi, è, a mio giudizio il senso vero che ha l'8 marzo. Una riflessione, però, che ci deve accompagnare giorno dopo giorno e deve tradursi in atti concreti, al di là del pur giusto evento celebrativo. Le istituzioni hanno il dovere di fare di più e meglio per favorire la parità, il rispetto e la valorizzazione delle donne. Bisogna investire, inoltre, a partire dalle scuole, in campagne disensibilizzazione contro ogni forma di violenza. In quest'anno così complicato caratterizzato dalla pandemia, tra gli operatori  sanitari tantissime sono le donne in prima linea. Con enormi sacrifici, sottraendo tempo alle famiglie, profondono il massimo impegno. A loro va il nostro doveroso ringraziamento e la nostra vicinanza: ci inorgogliscono. Così come sono motivo d'orgoglio i numerosi esempi di eccellenze al femminile che la nostra terra riesce a declinare in ogni campo, il cui numero ci auguriamo possa crescere sempre più. Da parte nostra - ha concluso - faremo di tutto perché ciò accada".
"In occasione della Giornata internazionale della donna voglio rivolgere un pensiero a tutte le donne, in particolare a quelle sarde, perché la data odierna sia l'occasione per riflettere su quanto resta da fare per favorire l'uguaglianza di genere, non ancora interamente attuata, condizione necessaria affinché anche la nostra Isola sia terra di inclusione, di accoglienza e di profondo rispetto dell'uomo verso la donna". Cosi' il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas. "È stato un anno tremendamente difficile, che ha penalizzato il mondo femminile e gettato ombre sui timidi passi avanti fatti a livello di sistema Paese per favorire la parita' di genere - spiega il Presidente-. Le donne sono tra le categorie che più di altre hanno pagato un prezzo alto alla crisi sanitaria ed economica che stiamo vivendo, in Sardegna più che altrove, e questo impone una riflessione profonda. Favorire l'inclusione delle donne negli ambienti di lavoro e creare le condizioni affinche' la salute e la maternita' siano perfettamente conciliabili con le esigenze lavorative- continua- sono al centro dell'agenda politica e istituzionale della Regione". Oggi, aggiunga Solinas, "rinnovo a nome di tutta la Giunta regionale l'impegno teso a favorire la parita' di genere e tutte quelle condizioni necessarie a combattere le discriminazioni e a consentire alle donne di realizzare le proprie aspettative lavorative, di vita, culturali, economiche e sociali". Oggi piu' che mai, alla luce di un anno nel corso del quale i fenomeni di violenza sulle donne hanno subito una notevole recrudescenza, secondo il presidente deve essere avviato un processo virtuoso che favorisca il rispetto e l'uguaglianza e veicoli messaggi di pace. "Non posso esimermi dal rivolgere un pensiero a tutte quelle donne che quotidianamente combattono trovando la forza di denunciare, di allontanarsi, di lottare contro quel nemico che spesso e' parte del proprio nucleo famigliare. A tutte loro e a chi concretamente e' impegnato per un mondo libero da pregiudizi e stereotipi vanno i miei auguri", conclude Solinas.
Il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sulla sua pagina facebook scrive "A tutte le donne. Alle lavoratrici, alle volontarie, alle madri e alle figlie, alle donne che non si arrendono e che lottano per un mondo migliore, alle donne che sono la linfa vitale della nostra società. Alle donne, oggi come ogni giorno, grazie!".
Sempre su Facebook, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, scrive "Fuori da ogni celebrazione", piuttosto occorre concentrarsi su "Lavoro, servizi sociali, campagne di screening a tappeto per la prevenzione delle malattie oncologiche, centri antiviolenza: per noi la festa della donna è voler ribadire il nostro impegno su misure concrete per rendere la parità una condizione effettiva".
E su Facebook si esprime anche il Presudente della Regone Lazio, Nicola Zingaretti. L'8 marzo è una "ricorrenza fondamentale, che deve servirci ogni giorno come monito. Anche quest'anno, le donne sono state le più colpite dalla crisi economica. In Italia una donna su due ha visto peggiorare la propria condizione lavorativa, mentre tra quelle che hanno ancora un lavoro, la meta' teme di perderlo. La crisi pesa ancora di piu' se si pensa alle madri e alle fasce piu' giovani; il peggioramento supera infatti il 60% nella fascia di eta' 25-34 anni, un dato sconcertante. Nel nostro Paese come nel mondo, le donne sono quindi vittime di ingiustizie, ma anche portatrici di lotte e cambiamenti, di idee che hanno rivoluzionato il mondo. L'8 marzo e' una giornata in piu' per ricordare e comprendere cio' che dobbiamo perseguire ogni giorno. Oggi e' un giorno - conclude Zingaretti - in cui riflettere e impegnarsi per nuove conquiste e una nuova giustizia".
"Noi abbiamo messo in ordine i pensieri per cominciare. L'Agenda di Genere rappresenta una partenza, non certo un punto d'arrivo". Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo questa mattina al primo incontro di approfondimento dedicato all'Agenda di Genere. La Regione Puglia ha colto l'occasione dell'8 marzo per un momento di confronto per una strategia finalizzata al superamento del divario di genere. "Si tratta - spiega Emiliano - di un approccio politico e metodologico. Partendo dagli obiettivi del Programma di governo, la Regione Puglia intende costruire una Agenda di Genere delle politiche regionali, condivisa e coordinata sui diversi settori e dipartimenti, per declinare in azioni e obiettivi specifici i temi più urgenti che vanno dall'occupazione femminile al welfare, allo sviluppo economico al tema della formazione". Cinque i macro obiettivi: migliorare le condizioni di vita delle donne e promuovere la partecipazione attiva; favorire maggiore presenza femminile nei settori strategici di istruzione-formazione-lavoro; favorire la partecipazione delle donne ai processi di sviluppo sostenibile e all'innovazione; migliorare le condizioni del lavoro delle donne; contrastare la violenza e le discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale e l'identità di genere, contrastare ogni forma di marginalità e discriminazione.
 "Un 8 marzo che sia momento di riflessione sulla condizione attuale della donna": così la Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei. "La Giornata internazionale della donna è occasione per guardare alle conquiste fin qui ottenute, - afferma la presidente - basti pensare, tanto per fare un esempio, che meno di 80 anni fa nel nostro Paese il voto era un diritto solo maschile, ma anche per accendere i riflettori su quanto ancora il genere a cui si appartiene possa essere una discriminante nella nostra società. Spesso le donne per ottenere gli stessi risultati, ricevere gli stessi trattamenti e per affermarsi nei vari settori devono faticare più dei colleghi uomini. Senza dimenticare le difficoltà di riuscire a coniugare la vita familiare con la vita professionale. L'augurio per tutte le donne è quello di poter vedere riconosciuti i diritti e avere le stesse opportunità, di poter essere valutate per le loro capacità e non per pregiudizi che non hanno senso di esistere, di poter dare sempre più il loro contributo alla società, di poter arricchire la comunità con la loro visione. Questa profonda crisi provocata dalla pandemia sta mettendo ancor di più in evidenza le disuguaglianze in ambito socio-economico, con le donne che ne pagano maggiormente le conseguenze. Dai dati Istat - evidenzia - emerge come sui 101 mila occupati in meno del 2020, oltre il 98% siano donne. La Regione ha messo in campo e continuerà a farlo delle misure a favore del lavoro, della formazione, dell'occupazione e della continuità lavorativa connesse alle politiche di conciliazione dei tempi di vita. In Italia, infatti, circa due terzi delle donne che abbandonano il lavoro dichiara di avere difficoltà di conciliarlo con la vita familiare". "Per questo motivo da un lato la Regione - ha ricordato ancora la presidente - ha puntato l'attenzione su provvedimenti che facilitano a far coesistere la sfera professionale con quella privata (come i bonus per rette d'asilo, centri estivi e baby sitter), dall'altro ha già fornito ed intende fornire misure di supporto ed incentivi volti a favorire una maggiore partecipazione delle donne al mondo del lavoro e a quello imprenditoriale poiché ritiene con convinzione che l'occupazione femminile sia elemento strategico di sviluppo economico. Alle problematiche in campo occupazionale vanno purtroppo aggiunte quelle in ambito sociale, fatte di soprusi, violenze fisiche e psicologiche e femminicidi sempre più ricorrenti. Sabato scorso eravamo nella sede del Broletto della Regione per ricordare due donne, Margherita e Daniela, uccise qualche anno fa proprio mentre svolgevano il loro lavoro. Ogni giorno veniamo a conoscenza di storie riguardanti donne maltrattate, molto spesso da chi dovrebbe star loro accanto. E nella Giornata internazionale della donna non si può prescindere dal ricordare che tutti questi fenomeni esistono ancora e vanno combattuti, ogni giorno, ognuno con le proprie competenze e la propria sfera d'azione. C'è ancora della strada da percorrere, in alcuni casi una strada che va in parte tracciata. Le donne non chiedono e non vogliono vie preferenziali, ma la possibilità di esprimersi ed essere apprezzate per le loro capacità. Il nostro impegno, come Istituzione - ha concluso Tesei -, è proprio rivolto a creare terreno fertile affinché la donna abbia le possibilità di mettersi in gioco ed ottenere i risultati meritati".

 
8 marzo, Bonaccini: donne poco presenti nei luoghi dove si decide

8 MARZO. BONACCINI: NEL RECOVERY PLAN CI SIANO POLITICHE DI GENERE

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8 MARZO: DE LUCA, 'DIVENTI OCCASIONE PER AFFERMARE IL RISPETTO VERO'

8 marzo: Basilicata; Bardi, "C'e' ancora tanto da fare"

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8 marzo: Acquaroli, alle donne, come ogni giorno, grazie

8 marzo: Tesei, occasione per guardare a conquiste

8 marzo:Emiliano,'Puglia prepara Agenda Genere,stop divario'

Mattarella: «Rispettare e ascoltare le donne vuol dire lavorare per rendere migliore la nostra società» - 08.03.2021


( red / 08.03.21 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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