Atto Costitutivo


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CONFERENZA  DEI PRESIDENTI DELLE REGIONI
E DELLE
PROVINCE AUTONOME

POMEZIA 16 GENNAIO 1981

 

ATTO COSTITUTIVO DELLA  CONFERENZA PERMANENTE DEI  PRESIDENTI  DELLE REGIONI  E  DELLE  PROVINCE  AUTONOME

I Presidenti Delle Regioni, riuniti a Pomezia il 15 e 16 gennaio hanno deciso di costituirsi in Conferenza Permanente.
La decisione è stata determinata dalla volontà di concorrere al superamento delle inerzie e delle resistenze che impediscono al sistema delle autonomie, regionali e locali, di esprimere appieno le proprie potenzialità di apporto per risanamento e lo sviluppo economico e sociale del Paese.
La Conferenza, costituita dai Presidenti delle Regioni a Statuto ordinario, a Statuto speciale e delle Province autonome di Bolzano e Trento, si riunirà periodicamente, di norma ogni trimestre, su convocazione di un Presidente di turno scelto a rotazione tra tutte le Regioni.
La Conferenza dei Presidenti delle Regioni si propone come iniziativa anticipatrice della Conferenza dei Presidenti delle Giunte Regionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la cui costituzione è stata unanimemente proposta dalle Regioni e dalla Commissione Parlamentare per le Questioni regionali. Fin d’ora la Conferenza intende pertanto operare come momento di raccordo delle Regioni con il Governo nazionale, con il Parlamento, con il sistema degli Enti locali. Più in generale la Conferenza dei Presidenti delle Regioni opererà per definire linee comuni di iniziativa e di azione su temi di generale interesse delle Regioni stesse, ritenendo punto di riferimento e di coordinamento anche di tutta una serie di collegamenti interregionali già in atto in diversi settori. La Conferenza si avvarrà di una struttura di supporto tecnica, ed operativa che verrà definita nei prossimi giorni.
Nel corso della riunione la Conferenza dei Presidenti ha trattato i temi che attengono alla definizione del rapporto con il Parlamento e con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai problemi della finanza regionale e locale, ai problemi comunitari.
La Conferenza ha altresì affrontato i problema degli interventi di solidarietà delle Regioni verso le zone terremotate, anche con riguardo alla preannunciata legge quadro per la ricostruzione.
La Conferenza si è riconvocata per i giorni 30 e 31 gennaio e in quella occasione verrà compiuto anche un esame della proposta di piano a medio termine del Governo. Allo scopo di rendere efficace al massimo la partecipazione delle Regioni all’opera di ripresa e di ricostruzione delle zone terremotate è indispensabile concordare e definire alcune linee e criteri operativi.
Partendo dalla considerazione che il ruolo delle Regioni e degli Enti locali non può comunque essere sostitutivo degli interventi che competono al sistema delle autonomie,delle zone terremotate allo Stato, al Commissario di Governo, esso si definisce come azione di supporto e di servizio rispetto alle esigenze straordinarie che gli Enti locali della Campania e della Basilicata sono chiamati a fronteggiare.
In termini schematici i campi ed i settori di attività nei quali le Regioni possono operare sono i seguenti:
1)
      Assistenza per la riorganizzazione ed il rafforzamento degli Uffici comunali con particolare riferimento alle attività anagrafiche, amministrative, tecniche, scolastiche, culturali e sociali.
2)
      Sopralluoghi tecnici per gli adempimenti legati alla attuazione delle leggi sulla ricostruzione.
3)
      Iniziativa del Centro interregionale di coordinamento delle informazioni territoriali (di cui fanno parte anche le Regioni Campania e Basilicata) per la costituzione delle basi cartografiche e di documentazione territoriale già proposta ai vari livelli interessati;
4)
      Organizzazione e coordinamento delle disponibilità tecniche e scientifiche presenti nell’ambito delle Regioni (Università, Ordini professionali, Istituti di ricerca, Enti locali, ecc.) per la costituzione di gruppi di indagine, rilevamento e progettazione.
Questi gruppi sulla base di indicazioni, scelte e direttive dei comuni interessati, integrati con forze locali incaricate, potrebbero operare nell’ambito dei seguenti campi:
4.1)    Individuazione delle aree per la installazione dei prefabbricati, progettazione delle relative opere di urbanizzazione ed eventuale direzione dei lavori.
4.2) Rilevamenti e studi di tipo geologico e geosismico in particolare, con il coordinamento scientifico e le metodologie definite dal CNR.
4.3) Progettazione dei piani di recupero urbanistici e strutturali.
4.4) Revisione o progettazione di strumenti urbanistici e di piani P.E.E.P.
4.5) Progettazione di servizi e di strutture pubbliche.
4.6) Analisi e studi di tipo socio-economico ed eventuali progetti di sviluppo.
4.7) Collaborazione al processo di ripresa delle attività sanitarie di base ed alla realizzazione di specifici programmi d’intervento per le fasce di popolazione più esposte al rischio.
4.8) Consulenza e partecipazione alle iniziative nel campo socio assistenziale.
4.9) Collaborazione alla ripresa delle attività educative e scolastiche.
4.10) Collaborazione con gli organismi locali per la formulazione dei piani di intervento nel settore agricolo e zootecnico ed in particolare per:
-
         azioni di tutela e profilassi degli animali;
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         cura dell’igiene dei ricoveri del bestiame;
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         piano di ricostruzione e di incremento del patrimonio zootecnico;
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         piano di ristrutturazione delle aziende;
-
         piani di ricostituzione e di miglioria dei terreni e delle coltivazioni.
5)
      Coordinamento di altri impegni assunti o proposti a vario titolo da enti, istituzioni, ed associazioni operanti nei rispettivi ambiti regionali.

Nell’ambito di questa elencazione, che vale per la individuazione dei settori nei quali le Regioni e gli Enti Locali possono operare, occorrerà definire con gli organi e gli enti interessati (Commissario di Governo, Regioni, Enti locali) e con riferimento alle singole e specifiche situazioni, il tipo e la dimensione degli interventi da realizzare concretamente.


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