Conferenza Regioni
e Province Autonome
Doc. Approvato - COMPLETAMENTO SERVIZI POSTALI COMUNITARI

giovedì 15 febbraio 2007


PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 97/67/CE RELATIVA AL PIENO COMPLETAMENTO DEL MERCATO INTERNO DEI SERVIZI POSTALI COMUNITARI

 

La proposta di direttiva in esame, formulata dalla Commissione europea, è finalizzata alla completa apertura dei mercati postali comunitari alla concorrenza entro il 2009, in linea con la scadenza fissata nell'attuale direttiva postale, mediante l’eliminazione di diritti esclusivi e speciali, nell’ottica di una liberalizzazione del settore ed al fine di sbloccare il potenziale di crescita e di occupazione in risposta alle esigenze crescenti dell’economia europea.

Al contempo, la Direttiva opportunamente si pone la necessità di prevedere misure idonee a tutelare la fornitura del servizio universale e a garantire un livello comune del servizio universale per tutti gli utenti in tutti gli Stati membri.

A tal fine la proposta mantiene gli obblighi che incombono attualmente sugli Stati membri nel senso di garantire a ogni cittadino dell'UE un servizio universale di alta qualità. Intende, inoltre, rafforzare la tutela dei consumatori e potenziare il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione.

 

Le Regioni sollecitano il Governo a dare pronta attuazione alla presente direttiva con riferimento all’apertura dei mercati postali alla concorrenza, sottolineando, al contempo, con forza la necessità che le esigenze di liberalizzazione del mercato postale si contemperino con la garanzia nelle forme più opportune di un servizio universale di alta qualità.

Al riguardo, le Regioni sottolineano l’opportunità di un coinvolgimento dei territori nel mantenimento di tale “servizio universale”.

Sia nella fase ascendente che in quella discendente della costruzione della griglia di affidamento del servizio pubblico e di valutazione occorre esplicitare il ruolo degli Enti che rappresentano i territori.

In particolare, con riferimento all’articolo 4, 2° comma, laddove si parla della possibilità per gli Stati membri “di nominare una o più imprese come fornitori del servizio universale per una parte o per la totalità del territorio nazionale..”, bisognerebbe prevedere, nel caso di nomina di fornitori del servizio universale per una parte del territorio nazionale, un coinvolgimento delle Regioni interessate.

Più in generale, si potrebbe ipotizzare un accordo in Conferenza tra Governo, Regioni, Comuni, Province e Comunità Montane sui “livelli essenziali del servizio postale universale”.

Con riferimento, poi, alla previsione per cui gli Stati Membri dovranno indicare le autorità nazionali di regolamentazione, sarebbe opportuno prevedere modalità di interazione tra l’Autorità individuata e le Regioni.

 

Le Regioni pongono, poi, con forza la necessità di garantire il mantenimento del servizio universale in tutti i Comuni. Proprio in virtù dell’indiscutibile ruolo sociale del servizio postale, dovrà essere comunque garantita la fruizione dei servizi postali da parte di tutti i cittadini e in particolare da parte delle popolazioni più sfavorite, mediante modalità che potranno essere concordate con le Regioni interessate.

 

In tal senso, le Regioni evidenziano la necessità di tenere conto delle specificità del territorio montano e delle particolari condizioni di svantaggio e di fragilità che lo caratterizzano. Il servizio postale nelle zone di montagna acquista, infatti, una dimensione territoriale e sociale insostituibile, in quanto ha il carattere di difendere il patrimonio umano in un territorio ad elevato rischio di abbandono. Occorre pertanto che, nel processo di apertura del mercato dei servizi postali alla concorrenza, sia garantito il mantenimento del servizio universale anche nelle zone di montagna, in quanto caratterizzate da svantaggi geografici strutturali permanenti che ne determinano il differenziale dei costi.

 

Le Regioni chiedono, infine, di partecipare alla fase ascendente, partecipando alle delegazioni italiane in sede di Unione europea, così come previsto dall’Accordo attuativo dell’articolo 5 della Legge 131/2003.

 

 

Roma, 15 febbraio 2007