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[Comunicato stampa Giunta regionale Emilia - Romagna]
Reggio Emilia, 222° anniversario del Primo Tricolore. Il presidente Bonaccini alla cerimonia al Teatro Ariosto: "Non un cimelio, ma simbolo vivo di libertà, di democrazia e dignità"

lunedì 7 gennaio 2019

Alle celebrazioni anche il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Giammaria Manghi, presente all'Alzabandiera in piazza Prampolini e alla Lectio "Le leggi della Costituzione" nella Sala del Tricolore

Bologna - “Non è un cimelio, il Tricolore, ma un simbolo vivo. Di libertà, di democrazia e dignità, principi che stanno alla base di ogni convivenza civile. Dobbiamo tenerci cari questi principi, dobbiamo difenderli e tramandarli a chi verrà dopo noi. E questo vale per tutti, perché ciò che sta alla base della nostra Carta Costituzionale – e il Tricolore ne è uno dei simboli – riguarda ogni cittadino della Repubblica”.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, è intervenuto oggi alla cerimonia, al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, per il 222° anniversario del Primo Tricolore. Il saluto di Bonaccini, quello del sindaco Luca Vecchi e del presidente della Provincia Giorgio Zanni hanno concluso l’evento all’Ariosto, aperto con il discorso di Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato. 
Alle celebrazioni del 7 gennaio ha preso parte anche il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Giammaria Manghi, presente in mattinata all’Alzabandiera in piazza Prampolini e alla Lectio “Le leggi della Costituzione” nella Sala del Tricolore.

“Le celebrazioni di oggi non sono retoriche- ha ricordato Bonaccini- perché hanno l’obiettivo di ricordare, in primo luogo a noi stessi, la storia di questo Paese, di cui il Tricolore rappresenta un emblema, e il cammino fatto per la conquista della libertà”.

“Libertà conquistata a caro prezzo- ha detto il presidente-, da persone che si sono riconosciute nel desiderio comune di fratellanza, uguaglianza, giustizia, indipendenza. Donne, uomini, giovani e meno giovani che hanno voluto costruire la libertà e l’unità del nostro Paese. Da quel lontano 7 gennaio 1797, in quella Repubblica Cispadana dove è nato, il Tricolore è sempre stato presente nelle vicende – a volte tragiche – dei secoli successivi e nella Resistenza. Per trovare, infine, il proprio posto nell’articolo 12 della Costituzione, che gli ha conferito un significato di identità per l’intera nazione”.

“Dobbiamo ascoltare la lezione della storia- ha concluso il presidente Bonaccini- e mettere in pratica ciò che ci insegna. Per questo lavoriamo per difendere la legalità, per promuovere lo sviluppo, per sostenere chi più ha bisogno. Ecco, in quest’orizzonte, per tutti noi, la Bandiera italiana è impegno, speranza, patto di libertà. Per camminare sempre a testa alta, in Europa e nel mondo intero”. /CV