[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
PAT - Risultati e investimenti nella ricerca per i prossimi anni nel Bilancio di Missione FBK

giovedì 17 gennaio 2019


Oltre 100 partner tra le aziende nazionali e più di 200 tra quelle internazionali, circa 360 progetti e 603 pubblicazioni, 25 spin-off che impiegano 150 lavoratori: sono solo alcuni numeri della Fondazione Bruno Kessler, fiore all'occhiello del sistema della ricerca trentina che oggi si è presentata attraverso uno strumento del tutto nuovo, il primo Bilancio di Missione. "Un documento importante che delinea obiettivi di ricerca in modo concreto per i prossimi anni”, come ha detto Achille Spinelli, assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento presente all'incontro assieme al presidente di FBK Francesco Profumo e al presidente di Anvur Paolo Miccoli. Del parterre facevano parte anche Luciano Hinna, presidente del Consiglio italiano delle Scienze Sociali, Ilaria Vescovi, vicepresidente di Confindustria Trentino e Alberto Carli della Federazione Trentina della Cooperazione. Il Bilancio di Missione punta a rendicontare il valore sociale generato dalla Fondazione per le varie categorie di stakeholder ed è uno strumento che vuole stimolare riflessione e dialogo tra tutti i portatori d’interesse.“ Una grande occasione per comunicare all’esterno i risultati raggiunti e le prospettive a breve e lungo termine della Fondazione, oltre a far conoscere le capacità finanziarie che la Provincia mette in campo” ha commentato Spinelli. L'assessore ha annunciato la costituzione di un Tavolo formato da accademici e esperti per aprire la ricerca trentina verso obiettivi di rilevanza mondiale, anche dal punto di vista economico. Importanti, è stato rilevato questa mattina, sono le relazioni con le aziende locali, nazionali e internazionali, perché attraverso la ricerca si possa mantenere salda “la catena della conoscenza”, legata ai due temi della generazione della conoscenza stessa e di come viene utilizzata, come ha spiegato Francesco Profumo, che ha messo l’accento anche sull’importanza di comunicare ad un ampio pubblico i risultati che vengono messi a disposizione della società.

Non è più sufficiente un bilancio civilistico, il tradizionale modo di presentare attraverso numeri investimenti e risultati” ha sottolineato Profumo, precisando che “è necessario qualificare cosa ci sta dietro, perché diventa fondamentale dare risposte all’esterno e cambiare prospettiva”.
“Un punto di arrivo, ma soprattutto di partenza” secondo Luciano Hinna, che ha lanciato la proposta di un laboratorio destinato ad assistere gli enti no-profit nell’elaborazione di un bilancio sociale, in linea con l’esperienza ultradecennale di FBK proprio nel campo delle scienze sociali.
Paolo Miccoli, che si è detto incapace di immaginare il Trentino senza FBK, evidenziando l’intuizione di misurare l’impatto che l’ente di ricerca ha sul proprio territorio, ha anche lodato la capacità della Fondazione di accettare le sfide, tanto da volersi sottoporre volontariamente al processo di valutazione, con risultati peraltro eccellenti. FBK è infatti al primo posto tra i centri di ricerca italiani nel campo dell’Ingegneria e Scienze dell’informazione, delle Scienze storiche e delle Scienze politiche e sociali e al terzo posto per la Fisica.
Per quanto riguarda le relazioni con il mondo dell’imprenditoria, Ilaria Vescovi ha citato le partnership in atto e la prospettiva di relazionarsi con aziende vicine allo standard locale, costituito principalmente da un tessuto di piccole e medie imprese.
Il ruolo di FBK come soggetto “facilitatore” per l’apertura verso l’esterno e le ricadute delle relazioni con le aziende sono state evidenziate anche da Alberto Carli, che ha citato diversi esempi concreti di progetti utili a perseguire la qualità, la sostenibilità e il miglioramento delle produzioni agricole. Uno fra tutti, la realizzazione di uno spettrometro collegato ad uno smartphone che svela attraverso la composizione chimica dei frutti il loro grado di maturazione e aiuta così a definire il momento giusto per la raccolta, un aiuto prezioso per le produzioni dai costi qualitativi molto alti.

(sil.me)