[Comunicato stampa Giunta regionale Liguria]
DIAR MATERNO INFANTILE, FOCUS SUL PERCORSO GRAVIDANZA IN EMERGENZA COVID: DEFINITI GLI SCREENING PER GESTANTI E VIA LIBERA AI FUTURI PAPÀ IN SALA PARTO  

venerdì 24 aprile 2020


Genova, 24 aprile 2020. Via libera ai futuri papà in sala parto, potranno accedere nei casi previsti e condivisi a livello regionale, adottando tutte le misure di sicurezza e prevenzione necessarie: è uno dei percorsi definiti dal Diar materno infantile nell’ambito del focus sul percorso gravidanza e condiviso con i responsabili dei punti nascita della Liguria, insieme alle azioni di monitoraggio e prevenzione della diffusione della infezione Covid 19 nella popolazione delle donne in gravidanza.

Un’azione riguarda la possibilità di sottoporre a screening tutte le donne in prossimità del parto, tramite sierologia e indagine molecolare per Covid-19, da organizzare in ogni presidio ospedaliero: «Abbiamo voluto estendere il monitoraggio e le azioni di prevenzione anche alle donne in gravidanza, adottando modelli omogenei in tutta la regione – sottolinea Sonia Viale, vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria-.  Il Diar materno infantile di Alisa ha previsto un focus dedicato al percorso gravidanza, con una particolare attenzione al coinvolgimento del partner durante il parto. Molti papà non hanno potuto assistere al parto a causa delle misure per il contenimento del contagio in vigore negli aziende e ospedali della Liguria: i nuovi percorsi prevedono la possibilità di farli accedere, adottando tutte le precauzioni necessarie a garanzia della sicurezza dei futuri genitori e degli operatori dei punti nascita coinvolti».

La presenza del partner in sala parto è prevista per i futuri papà asintomatici, muniti di dispositivi di protezione individuale, in tutte le pazienti Covid negative e asintomatiche e in assenza di ulteriori fattori rischio/contatti e con triage negativo.

Non è ammessa la presenza del partner in sala parto in pazienti Covid positive.

Anche per il partner è previsto uno screening ad hoc (sierologico o con tampone) prima dell’accesso alla struttura ospedaliera e alla sala parto che può essere superato in presenza di uno specifico protocollo di valutazione del rischio.