[Comunicato stampa Giunta regionale Emilia - Romagna]
Lavoro. La Regione chiede al Governo e all'Inps il ripristino delle prestazioni economiche accessorie per i lavoratori avviati alle cure termali

sabato 2 maggio 2020


Lettera dell'assessore Colla al ministro Catalfo e al presidente Tridico per sollecitare un'iniziativa dell'Istituto che consenta di ricostituire in tempi rapidissimi l'assistenza a favore dei soggetti ora penalizzati: "Sarebbe una risposta occupazionale importante per gli stagionali, soprattutto donne"

Bologna. La Regione Emilia-Romagna chiede al Governo il ripristino delle prestazioni economiche da parte di Inps dei cicli di cure termali. L’assessore regionale al Lavoro, Vincenzo Colla, ha inviato in questi giorni una richiesta formale al ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo e al presidente Inps, Pasquale Tridico.

Fino al 31 dicembre 2018 il Servizio sanitario nazionale garantiva agli assicurati Inps avviati alle cure termali dall'Istituto, anche il diritto di fruire di prestazioni economiche accessorie per l’assistenza termale e alberghiera presso le strutture termali. Successivamente, dall’1 gennaio 2019, non essendo stati definiti i protocolli, tali prestazioni sono state eliminate senza alcun reale risparmio per lo Stato.

“In realtà, l’impatto reale e diretto del provvedimento- scrive Colla- è stato solo quello di ridurre in modo sostanziale l’assistenza sanitaria a favore degli assicurati e di determinare insormontabili difficoltà a importanti realtà termali del nostro Paese, che negli anni si sono specializzate proprio nell’assistenza degli assicurati dell’Inps”.

Per questo l’assessore ha chiesto un’iniziativa dell’Istituto che rimoduli i protocolli, confermando quelli in vigore al 31 dicembre 2018. “Ciò farebbe anche venir meno la necessità di una modifica legislativa e consentirebbe di ricostituire, in tempi rapidissimi e nell’originaria ampiezza, l’assistenza a favore dei predetti soggetti ora penalizzati”.

Al tempo stesso “si fornirebbe un aiuto immediato a un settore che, come tanti, vive un momento particolarmente difficile, dando una risposta occupazionale importante per i tanti lavoratori stagionali coinvolti, soprattutto donne”.