[Comunicato stampa Giunta regionale Liguria]
CORONAVIRUS, REGIONE LIGURIA, PRESIDENTE TOTI: CONTE HA ACCOLTO RICHIESTE DI AUTONOMIA DELLE REGIONI NELLA GESTIONE DELLA FASE 2.REGIONI CHIEDONO AL GOVERNO LINEE GUIDA INAIL ENTRO GIOVEDÌ

lunedì 11 maggio 2020


GENOVA.  “Il governo ha accolto le richieste di autonomia delle regioni. Dal 18 maggio potremo aprire le attività in base alle esigenze territoriali.  In Liguria potranno quindi ripartire le categorie che aspettano da giorni risposte come : ristoranti, bar, negozi di abbigliamento, parrucchieri e centri estetici. Pertanto le proposte del governo verranno integrate con quelle degli enti locali. E su questo faremo un attento monitoraggio. Come presidenti di Regione abbiamo anche chiesto che possano arrivare entro giovedì i protocolli, le linee guida che mancano per tutte le attività su cui stanno lavorando Inail e il comitato tecnico scientifico”. Lo ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti oggi nel corso della video conferenza tra i presidenti di Regione con il premier Conte, il ministro Boccia e il ministro Speranza.

 
“Serve un percorso istituzionale con il governo, soprattutto ora che ci si avvia ad una nuova fase – ha continuato Toti - inoltre serve che nei prossimi provvedimenti che il governo assumerà nel prossimo futuro si distingua bene tra responsabilità nazionali e locali proprio per disinnescare ogni attrito e dare una mano alla ripartenza: bene comunque che il Governo abbia accolto le richieste di autonomia delle regioni nella gestione della Fase 2”.
 
Le Regioni – ha continuato Toti – hanno l’esigenza di dare risposte chiare ai loro territori, ai loro sindaci, compenetrando molteplici esigenze: in primis la salute dei cittadini, ma anche altri diritti costituzionali, come quello di impresa o il diritto alla mobilità”.
Il presidente ha rivendicato un percorso di dialogo, in modo che “ognuno possa rispondere delle proprie responsabilità senza innescare malumore istituzionale”.
 
Toti poi ha espresso le sue preoccupazioni per la situazione finanziaria degli Enti locali “che non possono fare debito per spesa corrente, e per questo si ha la necessità di condividere l’extra deficit che il Governo ha richiesto al Parlamento perché non si crei una situazione per cui i servizi essenziali per i cittadini vengano a soffrirne, a causa dei tagli agli enti locali”.