[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Covid 19: regole e informazioni anche in alta quota

lunedì 15 giugno 2020


Oggi il seminario "Rifugi ai tempi del Covid"

L’importanza di avere regole uniformi, chiare e semplici nella comprensione e nell’applicazione, la centralità del ruolo del gestore, anche per una attenta quanto necessaria pianificazione delle escursioni, il grado di attenzione e di rispetto verso gli altri mostrato dagli alpinisti, il mantenimento, nonostante regole nuove, della funzione di ricovero dei rifugi, soprattutto in caso di maltempo: sono questi i temi principali emersi dal seminario “Rifugi ai tempi del Covid”, che ha visto oggi protagonisti i rappresentanti delle associazioni alpinistiche e dei rifugisti del territorio delle Dolomiti. Il seminario, moderato dalla direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO Marcella Morandini, si è svolto nella sala Depero del palazzo della Provincia a Trento, dopo la presentazione del manifesto, curato dalla Fondazione, con le cinque regole per vivere la montagna in sicurezza, proteggendosi da eventuali rischi di contagio da Covid-19.

Georg Simeoni, presidente dell’AVS – Alpenverein Südtirol, ha detto di aspettarsi un’estate come le altre, magari con meno turisti dall’estero. “Però - ha sottolineato - la gente che va in montagna sa che deve comportarsi in una certa maniera”. Da parte di gestori e ospiti, ha aggiunto, c’è soddisfazione per il fatto di avere regole e consigli su come comportarsi. Si è detto però rammaricato per il fatto che le regole siano un po’ diverse nelle varie province e regioni. 

Silverio Giurgevich, presidente del CAI Friuli Venezia Giulia, ha evidenziato che i valori di mutuo soccorso, rispetto reciproco e condivisione, tradizionalmente espressi dal Cai, renderanno più semplice l’approccio alle nuove regole, anche se cruciale sarà il comportamento responsabile di ciascuno. 

Dell’importanza di avere regole uniformi e di veder collaborare i diversi club alpini, che rappresentano centomila soci, e la Fondazione, ha parlato anche Renato Frigo, presidente del CAI Veneto.

Per Claudio Sartori, presidente del CAI Alto Adige, sarà basilare la prenotazione, che è obbligatoria per il pernottamento e consigliata per il pranzo. Le nuove regole, ha ricordato, accentuano l’importanza, non nuova, di programmare e organizzare con attenzione le escursioni. “La gente c’è – ha detto - ed ha voglia di andare in montagna. Importante sarà il rispetto per il prossimo”.

Ezio Alimonta, presidente dell’Associazione Rifugi del Trentino ha ricordato che i rifugi svolgono un’importante funzione di presidio, di ricovero e di aiuto. Tra le azioni concrete che si possono attuare, ha aggiunto, ci sono la riduzione della capacità nelle sale e nelle stanze e l’utilizzo di lenzuola usa e getta. Sul rispetto delle distanze, ha notato, influiranno anche le condizioni meteorologiche.

Mario Fiorentini, presidente dell'Associazione Gestori di Rifugio della Regione Veneto, ha posto l’accento sulla centralità del gestore del rifugio e sul cambio di regole nei rapporti con gli ospiti, che devono essere informati al meglio sulle nuove disposizioni. Oltre all’atrezzatura, ha aggiunto, sarà importante anche la cultura dell’andare in montagna.

Roberto Bertoldi, vicepresidente della SAT – Società Alpinisti Tridentini, ha ricordato, a proposito delle prenotazioni, che in montagna il tempo cambia repentinamente costringendo gli escursionisti a modificare i loro programmi. Per questo sarà comunque indispensabile tenere conto che ci sono situazioni per cui si renderà necessario dare ricovero e rifugio agli escursionisti. Ha ricordato inoltre che esistono strutture, come i bivacchi, che non sono presidiate.