[Comunicato stampa Giunta regionale Veneto]
PRESIDENTE VENETO, “L’AUTONOMIA E’ LA CURA CONTRO LA MALA GESTIO. E’ IL FUTURO DI RINASCIMENTO PER IL PAESE. NON SI TENTI DI DIVIDERE IL MONDO A META’.”

martedì 20 settembre 2022



“Scorrendo i commenti sull’Autonomia che fioccano in questi giorni, oggi compreso, si ha la sensazione che qualcuno voglia dividere il mondo a metà: tra chi pensa che questo Paese debba guardare a un nuovo rinascimento con l’Autonomia e chi si ostina a credere che la carta vincente sia l’assistenzialismo medievale. A questi ultimi benpensanti ricordo per l’ennesima volta che farebbero meglio a preoccuparsi della malagestio che attanaglia tante aree del Paese, soprattutto al sud. Se qualcuno ha i rifiuti in strada o esporta malati, il problema non è l’autonomia che ancora non c’è, ma la malagestio”.

 

Lo dice il Presidente della Regione Veneto, intervenendo nel dibattito sul tema dell’Autonomia che anche oggi ha visto esprimere numerose e variegate opinioni.

 

“A tutti costoro – prosegue il Governatore – faccio memoria su alcuni punti fermi: si parte dal presupposto che l’Autonomia è stata votata dai cittadini veneti con un referendum autorizzato dalla Consulta e che ai cittadini va sempre portato il massimo rispetto; l’Autonomia è in linea con la Costituzione e di certo non tocca a lor signori dire se è rispettata o no, visto che ne ha confermato la legittimità anche il Presidente Mattarella, unico custode della Costituzione; non mi risulta che i problemi in cui versano varie comunità siano causati dall’Autonomia, che ancora non c’è; il centrodestra ce l’ha nel programma e tutti i partiti dello schieramento l’hanno sostenuta, ma voglio ricordare che anche illustri esponenti veneti dei 5 Stelle, del PD ed altri si sono espressi palesemente a favore. Ma poi, quando si arriva a livello nazionale, la riducono a un risibile aspetto macchiettistico”.

 

“Oggi, con l’affermazione dell’Autonomia – aggiunge il Governatore – dobbiamo prima di tutto rispettare la storia. Dobbiamo applicare l’indicazione dei Padri Costituenti che già dal 1948 la prevedevano (ricordo che Einaudi diceva che “a ognuno dovremo dare l’Autonomia che si spetta”). E se Einaudi era piemontese, allora ci si ricordi di un grande uomo del sud come Don Sturzo che, nel 1949, diceva “sono unitario ma federalista impenitente”.

 

“L’Assistenzialismo medievale al quale ancora qualcuno pensa – conclude il Presidente del Veneto – non porterà da nessuna parte. L’Autonomia costituirà il futuro con un nuovo rinascimento in questo Paese”.