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Pandemia: Regioni, inviato al Governo il parere sulla bozza di Dpcm  

martedì 3 novembre 2020
Roma, 3 novembre 2020 (comunicato stampa) Il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini ha trasmesso al Governo il parere sulla bozza di DPCM relativo alle ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19.
“La seconda ondata della pandemia – si legge nel parere - sta colpendo in maniera generale tutto il territorio nazionale” per questo le Regioni hanno ribadito “la richiesta di univoche misure nazionali ed, in via integrativa, provvedimenti più restrittivi di livello regionale e locale”.
Nel provvedimento ci sono misure che “destano forti perplessità e preoccupazione” e che “comprimono ruolo e compiti delle Regioni”, attribuendo “al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici”.  Per questo motivo è “indispensabile instaurare un contraddittorio per l’esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi delle Regioni” caratterizzate da scenari elevata o massima gravità.
Secondo le Regioni, si legge sempre nel parere, “Non appaiono chiare le procedure individuate” e “le tempistiche con le quali viene declassificato il livello di rischio”. Per questo è importante che le regioni possano “partecipare al percorso di analisi”, anche per la “ricaduta delle misure a livello regionale”.
 
Le Regioni chiedono poi che “contestualmente all’emanazione del d.p.c.m., sia definito con un provvedimento di legge “l’ammontare delle risorse, unitamente a modalità e tempi di erogazione delle stesse, con le quali si procede al ristoro delle attività economiche che hanno subito e subiscono “limitazioni, sospensioni e/o chiusure”. E “con il medesimo provvedimento – si sottolinea nel parere - è necessario introdurre meccanismi di sospensione dei tributi relativi agli anni fiscali 2020 e 2021 per le stesse attività economiche”.
 
Servono infine “misure normative e adeguate risorse finanziarie per i necessari congedi parentali per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e misure economiche di conciliazione per i lavoratori autonomi”.
 
L’obiettivo deve essere quello conclude il documento - di dare “certezze al fine di scongiurare un effetto depressivo e conseguenti problemi sociali, assicurando la contemporaneità delle misure di contenimento dell’epidemia con quelle di sostegno alle categorie economiche e sociali colpite”.

 



Passa in Conferenza Stato-Regioni Accordo con medici di medicina generale e pediatri per esecuzione tamponi

venerdì 30 ottobre 2020

 

  

Roma, 30 ottobre 2020 (comunicato stampa) “Con la ratifica in sede di Conferenza Stato-Regioni di oggi, ora possiamo dare il via alla fase operativa dell’Accordo per l’esecuzione dei test rapidi di accertamento del Covid da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri”, ha dichiararlo il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
Un passaggio fondamentale, prosegue Bonaccini, “per far partire il rafforzamento e il potenziamento delle attività di prevenzione e controllo del contagio in modo più capillare sul territorio”.
Il presidente ha voluto rinnovare “il ringraziamento ai sindacati e a tutti coloro che hanno permesso di arrivare a questi Accordi Collettivi Nazionali per contrastare la diffusione del Covid-19 e consentire l’effettuazione dei test antigenici rapidi ai MMG e PLS” e ha assicurato che “stiamo già verificando i quantitativi e le modalità di distribuzione dei test. Infatti in collaborazione con il Ministero della Salute e l’Agenas sono già stati avviati in contemporanea i Tavoli tecnici che si occuperanno della quantificazione dei fabbisogni e della distribuzione dei test antigenici”.
 




Pandemia: accordo Regioni con medici di medicina generale e pediatri per eseguire i tamponi

 

 

Roma, 27 ottobre 2020 (comunicato stampa) “Da domani l’esecuzione in modo rapido e in piena sicurezza dei test antigenici di accertamento del Covid è potenziato dal fondamentale contributo dei medici di medicina generale e con quelli dei pediatri”. Lo annuncia il Presidente del Comitato di Settore Regioni Sanità, Davide Caparini, spiegando che è stato sottoscritto con le rappresentanze sindacali di categoria l’accordo collettivo nazionale stralcio per il rafforzamento delle attività territoriali di diagnostica di primo livello e di prevenzione della trasmissione di Sars-Cov-2.

“In questa fase emergenziale – spiega Caparini – è fondamentale assicurare un’assistenza territoriale che sia presente con tutte le sue forze. Grazie al coinvolgimento della medicina del territorio, i medici di medicina generale e i pediatri assumono così un ruolo ancora più attivo nel contrasto alla pandemia. L’obiettivo è di ridurre la pressione sui presidi ospedalieri e sulle strutture sanitarie e diminuire le occasioni di esposizione al rischio contagio”.

“E’ una risposta importante – sottolinea Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni - che i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta hanno dato al Paese contribuendo a migliorare il processo di presa in cura dei pazienti attraverso l’erogazione di un numero maggiore di servizi di diagnostica di primo livello e attraverso l’effettuazione dei tamponi antigenici rapidi per tutto il periodo dell’emergenza.

Voglio ringraziare tutti gli attori, in primo luogo i sindacati, il Presidente del Comitato di settore, il Coordinatore della Sisac e il Ministero della Salute per il gioco di squadra che hanno saputo mettere in campo e che ha consentito di raggiungere un risultato così importante in meno di due settimane. Ora il nostro Paese ha un strumento in più da utilizzare per contrastare la diffusione del Covid-19.

Si allarga così in modo sempre più capillare – aggiunge Bonaccini - la campagna di prevenzione e di contrasto della pandemia. Ormai su larga scala sono coinvolte diverse categorie di operatori sanitari, che meritano sempre il nostro ringraziamento per la loro professionalità e dedizione.

E’ una buona notizia, come quella della grande adesione di candidati al bando della Protezione Civile per potenziare i servizi di tracciamento sanitario della pandemia.

Come vediamo c’è un’Italia che non si abbatte e che vuole superare con forza e in prima fila questo periodo così difficile per il Paese”.

 



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