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Bonaccini: con Draghi poste le basi per un’alleanza istituzionale per attuazione Pnrr, occasione unica e formidabile per la ripartenza del Paese

giovedì 8 aprile 2021

 

Roma, 8 aprile 2021 (comunicato stampa) "Il Recovery Plan è un'occasione unica e formidabile per la ripartenza del nostro Paese dopo l'emergenza Covid. Le Regioni sono pronte a collaborare con il Governo, ribadendo la necessità di un coinvolgimento nella messa a terra di investimenti decisivi per il futuro dell'Italia".
A dirlo il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini, durante la Conferenza Unificata di oggi pomeriggio con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi.
"Ringraziamo il premier per questa occasione di confronto e a lui abbiamo ribadito che le Regioni sono pronte a dare una mano, perché ci preme più di ogni altra cosa il bene del Paese e la sua ripartenza", ha detto Bonaccini. Il Recovery Plan è un passaggio fondamentale per il nostro futuro, "e tutti i livelli istituzionali saranno giudicati in base alla loro effettiva capacità di spendere e spendere bene le risorse messe a disposizione dall’Unione europea”. In questa ottica, "il raggiungimento dell’obiettivo di mettere a terra investimenti per oltre 200 miliardi di euro ha bisogno della partecipazione e della massima collaborazione di Regioni, Province e Comuni".
Bonaccini ha aggiunto: "Sappiamo di avere poco tempo, dunque sono necessari interventi robusti sul piano degli snellimenti procedurali e delle semplificazioni, e penso in particolare al codice degli appalti".
“Su questi e su altri temi sollevati abbiamo riscontrato grande attenzione e sensibilità da parte del Presidente del Consiglio che nonostante i tempi ristretti ci ha anche assicurato che quello odierno è il primo di una serie di confronti fra il Governo, le Regioni e le autonomie locali che avranno luoghi nei prossimi giorni.
Credo davvero che oggi – ha concluso Bonaccini - siano state poste le basi di un’alleanza istituzionale del ‘sistema Paese’ per l’attuazione sinergica del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.






Emergenza sanitaria e PNRR: in audizione Toti e Tesei in rappresentanza della Conferenza delle Regioni

 

(Regioni.it 4031 - 23/03/2021) "La pandemia ci ha fatto scoprire  alcune lacune del nostro sistema sanitario, soprattutto in termini di  programmazione. Sono errori di sistema del passato", ha sostenuto Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e Vicepresidente della Conferenza delle Regioni, intervenuto con Donatella Tesei in audizione di fronte alla  commissione per le questioni regionali sui rapporti tra lo Stato e le  autonomie territoriali nell'ambito dell'emergenza sanitaria e  dell'attuazione del Pnrr.
In ogni caso "In questo anno di pandemia, al di là della cronaca dei giornali, c'è stata un'ampia collaborazione tra i governi centrali e i livelli di governo del territorio. Basti pensare che il governo ha impugnato una sola ordinanza dei presidenti di Regione nel corso di un anno e la Conferenza delle Regioni, sia pure in un'interlocuzione talvolta franca, ha sempre garantito l'intesa ad ogni provvedimento del governo".
"Si parla spessvo - ha proseguito Toti - dell'ammodernamento tecnologico" del Ssn, "dell'edilizia sanitaria e dell'opera di restauro, di cui il nostro Paese ha un importante bisogno. Ma soprattutto, dal punto di vista della programmazione e delle professionalita', c'è l'esigenza di borse di studio e formazione per alcuni ruoli che mancano", come alcune specializazzioni mediche, gli "infermieri" e le professioni "tecniche". Nelle prossime settimane "e' indispensabile un piano di programmazione tra Governo e sistemi sanitari regionali, per dedicare alla sanita' l'attenzione che merita. Tutto questo puo' trasformarsi positivamente non solo in un aumento della qualita' dei servizi sanitari per il cittadino ma anche un volano di crescita per il Paese.
Su questo come su altri fronti "il Piano di ripresa e resilienza può essere importante", ha sottolineato Toti, ma quello che dobbiamo ridefinire nel rapporto tra Stato e Regioni, per l'attuazione del Pnrr, è  il corretto livello di governo dell'intero sistema, tenuto conto che le Regioni sono l'unico altro ente legislativo del Paese, oltre il Parlamento nazionale". Quindi serve "un particolare dialogo tra il sistema Regioni e il Parlamento", ha spiegato Toti."Sul recovery non ci siamo sentiti cosi' sollecitati, chiediamo di poter partecipare a tutti i comitati interministeriali sul Recovery altrimenti non so come possiamo far valere le nostre ragioni. Non abbiamo avuto un luogo dove poter discutere ne' di merito ne' di metodo. Se non arrivera' una semplificazione normativa comunque non credo che rispetteremo i tempi del 2025".
"La voce delle Regioni - ha sottolineato Toti - è sempre molto univoca su molte questioni, come ad esempio sulla  valorizzazione delle aree interne e ci piacerebbe essere consultati su questo, ma finora non c'è stato luogo dove poter discutere nè di merito nè di metodo. Auspichiamo di poterci confrontare al più presto e che le Regioni abbiano accesso alle  Commissioni che gestiranno tutto il percorso".
"Auspichiamo - ha concluso Toti - che, visto che il Recovery fund pone anche delle tagliole di spesa piuttosto stringenti, si chiarisca al più presto qual è il percorso di definizione di tutti gli investimenti che andremo a fare, soprattutto quelli che necessitano poi di una programmazione più sofisticata per diventare esecutivi".
Ad oggi, come Regioni - ha aggiunto Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria e coordinatrice della Commissione Affari europei della Conferenza delle Regioni - ci troviamo in una situazione ancora irrisolta, nonostante le nostre reiterate richieste al precedente Governo" a cui "avevamo chiesto di incontrarci per condividere un metodo".
Ancora oggi "le Regioni non hanno chiaro qual e' il ruolo che devono esercitare nell'ambito di questo progetto importantissimo che è il Recovery. Possono partecipare alle scelte progettuali oppure devono considerarsi solo degli enti attuatori?".
Sul Piano di ripresa e resilienza, ha ricordato Tesei, "abbiamo iniziato ad interloquire con il Governo fino ad agosto dell'anno scorso, ma fino ad ora non abbiamo avuto ne' direttive ne' chiarimenti riguardo al nostro ruolo". Prima dell'audizione di oggi - ha sottolineato Tesei -  "con il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, abbiamo incontrato la ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, proprio per capire il ruolo delle Regioni e quali sono effettivamente progetti possiamo portare avanti insieme e declinarli a livello territoriale, ha concluso la presidente della Regione Umbria. 
Un altro argomento che da sempre abbiamo sollevato, e di cui il Governo non può non tenere conto, è la riforma della Pubblica amministrazione. Per essere efficaci e rendere operativo il Pnrr occorre necessariamente mettere mano alla P.a., semplificando e razionalizzando le norme. Solo cosi' potremmo essere in linea con i tempi che ci sono stati dati dalla Commissione europea.
Questi progetti, che dovranno essere presentati entro il mese di aprile, dovranno essere cantierabili dal 2022 e con un termine finale entro il 2026. Se pensiamo di affrontare tutto questo con la legislazione vigente, e tutti gli iter burocratici esistenti, risulta evidentemente difficile che si possano rispettare i termini, ha concluso Donatella Tesei, Per questo, secondo le Regioni è necessaria una riforma del codice degli Appalti per rendere piu' veloce l'esecuzione dei progetti (soprattutto in materia di norme sulle autorizzazioni), per semplificare le procedure di spesa che attualmente sono ingessate e per un piano di rafforzamento amministrativo nazionale che preveda l'immissione di forze fresche negli uffici pubblici, senza creare nuovo precariato".


[WebTv] Audizione di una delegazione della Conferenza delle Regioni presso la Commissione parlamentare per le questioni regionali nell’ambito dell’emergenza sanitaria e dell’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza - 23.03.2021


( red / 23.03.21 )



PNRR: Audizione Conferenza Regioni al Senato

lunedì 1 marzo 2021
Roma, 1 marzo 2021 (comunicato stampa) “Le Regioni e le Province autonome si augurano di collaborare presto con il Governo Draghi al piano di rilancio del nostro Paese”, dichiara Donatella Tesei (presidente regione Umbria), coordinatrice della Commissione Affari europei della Conferenza delle Regioni, nel corso di un’audizione alla 5° e 14° Commissione del Senato. Erano presenti anche Davide Carlo Caparini, (Coordinatore della Commissione Affari finanziari e Assessore della Regione Lombardia), Fulvio Bonavitacola, (Coordinatore della Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio e Vicepresidente della Regione Campania), Vito Bardi, (Presidente Regione Basilicata), Arno Kompatscher, (Presidente della Provincia autonoma di Bolzano), Donatella Catalfamo, (Assessore ai Trasporti della Regione Calabria), Barbara Zilli, (Assessore alle Finanze della Regione Friuli Venezia Giulia), Francesco Baldelli, (Assessore Ambiente, Territorio, Lavori pubblici e Trasporti della Regione Marche) e Francesco Calzavara,  (Assessore al Bilancio della Regione Veneto).
“Così come affermato dal Presidente del Consiglio – rileva Tesei - il coinvolgimento delle Regioni è fondamentale alla buona riuscita del PNRR. E’ infatti essenziale per la sua buona riuscita che Governo e Regioni lavorino insieme per rendere più concreta possibile la fase operativa sul territorio.
Non è pertanto più rimandabile un serio confronto con il Governo. Abbiamo infatti il dovere – spiega Tesei - di superare con slancio questa crisi sociale ed economica dovuta alla pandemia. Anche le risorse React EU e della Programmazione di coesione 2021-2027 sono un’opportunità che non possiamo sprecare come quelle del Recovery fund.
La Conferenza delle Regioni ha già predisposto un documento, utile per il lavoro istruttorio, nel quale si indicavano alcune priorità, che è stato consegnato alle Commissioni di Camera e Senato nel corso delle audizioni sul Recovery Fund e successivamente al Governo.
Abbiamo definito il ruolo delle Regioni, le linee di intervento, le modalità operative e di ripartizione delle risorse. Ma nel precedente Governo è mancata una sostanziale interlocuzione, nonostante questo le Regioni hanno continuato a lavorare su priorità progettuali e ambiti tematici individuati. Siamo quindi anche entrati nel merito delle cose da fare e su come realizzarle sul territorio, puntando sulla transizione sostenibile, dalla digitalizzazione alle politiche verdi e di equità sociale.
Le Regioni, infatti, intendono espletare il proprio ruolo istituzionale e trasformarsi in un volano per mandare avanti, unificare e semplificare sul territorio gli investimenti nell’ambito sempre d priorità condivise fra i livelli istituzionali. Vogliamo essere anche un punto di riferimento nella programmazione degli investimenti, perché siamo in grado non solo della messa a terra dei progetti ma di coniugare la loro specificità rispetto alle esigenze territoriali.
Insomma il complesso sistema della programmazione del Recovery e le sue tempistiche di attuazione implicano un coordinamento che metta insieme il ragionamento sulle cose da fare (la programmazione) con quello di come fare le cose (l’attuazione).
Voglio anche ricordare – aggiunge Tesei – che le Regioni hanno delle competenze esclusive e concorrenti assegnate dalla Costituzione in molti dei temi e settori toccati dalle risorse del Recovery.
Non è quindi pensabile che siano prese decisioni senza neanche una preventiva discussione con il livello istituzionale competente su aspetti qualificanti come la dimensione territoriale e quella attuativa.
E’ pertanto da chiarire quale deve essere il ruolo istituzionale delle Regioni e delle Autonomie locali in materia di PNRR. E’ ormai chiaro che il nuovo Governo intende rivedere l’impianto ed il merito, le Regioni sono pronte a lavorare su priorità delle cose da fare e l’integrazione e complementarità degli strumenti da utilizzare.
Serve una strategia integrata. Le Regioni – evidenzia Tesei - da luglio 2020 ricordano che Recovery Plan, REACT EU e Programmazione 2021 2027 sono tre parti di una stessa questione, e l’integrazione e la complementarità tra questi strumenti è una questione strategica. Serve una visione complessiva comune.
Del React EU – vero supporto per fronteggiare l’emergenza e favorire la ripartenza - non si è mai parlato con il precedente Governo. Nel PNRR consegnato al Parlamento, il suo utilizzo sembra già “deciso”, senza prevederne un’allocazione nella programmazione regionale, nonostante fonti della Commissione europea segnalino che esso debba essere usato anche nelle programmazioni regionali.
Mentre della Programmazione 2021-2027 non sono mai stati affrontati i nodi politici della complementarità e dell’integrazione dei contenuti e delle risorse finanziarie tra questi strumenti.
Bisogna affrontare queste partite insieme e prevedere meccanismi in cui un maggiore sforzo finanziario sia preso in carico dal Governo e non gravare sui bilanci regionali.
E’ inoltre ancora poco chiaro il livello di dettaglio degli interventi scelti. Ora serve un diverso metodo di lavoro, un disegno condiviso della governance, un confronto serrato su progettazioni, allocazioni territoriali e competenze istituzionali. Le nostre proposte sono sul tavolo da mesi, ma non abbiamo mai avuto interlocuzioni istituzionali.
Poi servono le riforme, che sono necessarie ad attuare gli strumenti e rispettare i tempi di spesa. Servono riforme rivolte a snellire i procedimenti e a semplificare e razionalizzare le norme.
E’ indispensabile una riforma del codice degli appalti che renda più veloce ed efficace l’esecuzione dei progetti. Servono delle semplificazioni in materia di autorizzazioni e delle procedure di spesa per il sistema delle Regioni e degli Enti Locali, “ingessato” dall’attuale normativa;
C’è inoltre l’esigenza di un “Piano di rafforzamento amministrativo” nazionale con l’immissione di nuove forze fresche e di un Fondo rotativo per la progettazione, perché solo una progettazione anticipata e seria permette la messa a terra con celerità degli interventi.
Le Regioni e le Province autonome sono pronte – conclude Tesei - alla sfida per rilanciare l’Italia e renderla capace di spendere le risorse europee, siamo quindi in attesa di un confronto con il Governo che ci permetta di trasferire il nostro lavoro e di renderlo concreto nell’ambito di una leale collaborazione istituzionale”.

link alla webtv del Senato:

https://webtv.senato.it/webtv_comm?video_evento=163201


PNRR: Audizione di rappresentanti della Conferenza delle Regioni

venerdì 29 gennaio 2021

PNRR: Audizione di rappresentanti della Conferenza delle Regioni

Roma 29 gennaio 2021 (sintesi per la stampa) “Il PNRR è un’opportunità ed è una sfida importante sulla quale non è più rimandabile un confronto serio e definitivo con il sistema delle Regioni italiane”, lo  ha detto Donatella Tesei (presidente Regione Umbria), coordinatrice della Commissione Affari europei della Conferenza delle Regioni, nel corso di un’audizione di fronte alla V commissione della Camera dei Deputati, a cui hanno partecipato anche l’assessore della Regione Lombardia Davide Caparini (coordinatore della Commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni) e il Vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola (coordinatore della Commissione Infrastrutture della Conferenza delle Regioni).

“Esaminando il documento del PNRR - ha spiegato la Presidente dell’Umbria - per il sistema delle Regioni ci sono alcune questioni fondamentali da affrontare.

La prima riguarda il ruolo delle Regioni che hanno competenze costituzionali su molti settori dove il PNRR interviene. Le Regioni si sono proposte come soggetto catalizzatore per realizzare sul territorio gli investimenti nell’ambito delle priorità condivise fra i livelli istituzionali, ma non abbiamo mai avuto risposte. Serve un percorso condiviso per evitare ‘effetti spiazzamento’ con le Politiche di Coesione 2021-2027. Anche su questo le nostre proposte sono sul tavolo da settembre, ma non abbiamo mai avuto interlocuzioni istituzionali.

La seconda riguarda il metodo di lavoro, la governance e l’attuazione del PNRR. Nel prendere atto dei contenuti del PNRR, rileviamo che le idee e le proposte che le Regioni hanno inviato in questi mesi si ritrovano solo in parte nel testo. Ora c’è da capire la “messa a terra” del programma in progetti specifici.

Le Regioni ricordano ancora una volta che quando cominceremo a confrontarci bisognerà inevitabilmente considerare prima di tutto la dimensione territoriale, cioè l’allocazione degli interventi e delle risorse: e non solo tra nord, centro e sud del Paese, ma anche tra aree metropolitane, città medie, aree rurali ed aree interne; perché questo Paese si salva tutto insieme, con le sue peculiarità e specificità.

Proprio la Governance – ha sottolineato coordinatrice della Commissione Affari europei della Conferenza delle Regioni - è il presupposto per la “messa a terra” del PNRR e ne determinerà il successo o il fallimento.

La terza questione riguarda il fatto che il “pacchetto” delle risorse del Recovery Fund va considerato in modo integrato e sinergico con le risorse di React EU e della politica di coesione 2021-2027. Serve – ha proseguito Donatella Tesei - una visione comune. Fino ad oggi, lo abbiamo chiesto più volte, ma non abbiamo avuto alcuna risposta. Leggendo le tabelle del PNRR, l’utilizzo di React EU sembra sia stato già “deciso”, senza prevederne un’allocazione nella programmazione regionale. Le Risorse del REACT EU sono un supporto per favorire la ripartenza e dovrebbero essere utilizzate anche dalle Regioni, perché, non necessitando del cofinanziamento nazionale non appesantiscono i bilanci con il cofinanziamento. Sulla Programmazione 2021-2027 si è svolta una prima interlocuzione con il Ministro Provenzano, ma senza discutere la complementarietà tra PNRR e programmazione 2021-2027 e il tema del cofinanziamento a carico dei bilanci regionali, già prosciugati dall’emergenza pandemica. Occorre affrontare queste partite congiuntamente, e prevedere meccanismi in cui un maggiore sforzo finanziario sia preso in carico dal Governo.

Quarta ed ultima questione: l’attuazione degli strumenti richiede riforme, perché arriveranno molte risorse europee da spendere in pochi anni. Senza snellire i procedimenti e semplificare le norme sarà difficilissimo riuscirci. Negli incontri abbiamo già accennato alla necessità di una riforma del codice degli appalti e delle norme in materia di autorizzazioni, di una semplificazione delle procedure di spesa, di un “Piano di rafforzamento amministrativo” nazionale che preveda un’immissione di forze fresche, di un Fondo rotativo per la progettazione, perché solo una progettazione anticipata e seria permette di mettere a terra con celerità gli interventi.

Tutti temi su cui è necessario fare chiarezza. Temi su sui si gioca il presente ed il futuro del Paese, il benessere e le speranze della nostra e delle generazioni future. Il PNRR, come le altre risorse che arriveranno dall’Europa, sono la benzina per alimentare il motore della nostra ripartenza. Le Regioni – ha concluso la Presidente dell’Umbria - ci sono, sono pronte alla sfida per rilanciare l’Italia e renderla capace di spendere le risorse europee”.

https://webtv.camera.it/evento/17453



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