Rilancio politiche sociali

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 4 ottobre ha approvato il seguente documento sulle politiche sociali (pubblicato nella sezione "conferenze" del sito www.regioni.it): Documento Approvato - DOCUMENTO PER UN’AZIONE DI RILANCIO DELLE POLITICHE SOCIALI
 
DOCUMENTO PER UN’AZIONE DI RILANCIO DELLE  POLITICHE SOCIALI
In data 13 settembre u.s. una delegazione della Conferenza delle Regioni e P.A. - presente il Presidente Errani – ha incontrato il Ministro Fornero ed il Sottosegretario Guerra, a seguito della mancata intesa sul Fondo Nazionale Politiche Sociali attribuito alle Regioni, ridotto nel 2012 a 10,7 milioni di euro. In tale occasione si è condivisa la necessità di evidenziare alcune sintetiche osservazioni per significare all’attenzione del Governo la grave ed insostenibile situazione in cui versano le Politiche Sociali.
La grave situazione del Paese fa emergere un forte incremento delle richieste di protezione sociale che mal si coniugano con la pesante diminuzione delle risorse finanziarie nazionali, regionali e locali. Le Regioni intendono quindi porre l’attenzione su ciò che sta avvenendo nell’ultimo triennio, che influenza fortemente la domanda sociale:
-
 
forte aumento della disoccupazione (10,7%), con forte riflesso sulla mano d’opera femminile;
-
 
aumento delle povertà assolute e delle nuove povertà, con un incremento negli ultimi anni del 14%;
-
 
crescita del disagio delle famiglie e dei minori per i problemi sopra evidenziati, cui si aggiungono problemi collegati alle fragilità di disabili e anziani, soprattutto se non autosufficienti;
-
 
crescente aumento della domanda alle amministrazioni locali per l’inserimento dei disabili nella scuola per la diminuzione del personale di sostegno.
In sintesi, i livelli di governo territoriali nel 2013, a differenza di quanto avvenuto per l’anno in corso, non riusciranno a compensare le carenze di risorse con manovre straordinarie o con l’utilizzo di fondi residui e ritengono quindi a rischio il sistema dei servizi sociali sul territorio. In tal senso, le Regioni, per ripristinare una sicurezza nell’ambito delle Politiche Sociali, presentano le seguenti proposte e richieste:
1) Definizione degli Obiettivi di Servizio
2) Difesa dell’occupazione nel settore dei servizi alla persona
3) Fondo Unico per le Politiche Sociali
4) Non Autosufficienza
2
1. DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DI SERVIZIO
Le Regioni, anche di fronte agli esiti incerti del processo di Federalismo, si sono impegnate in un lavoro di analisi e sintesi per ridefinire gli
 
"Obiettivi di Servizio" per l’area sociale, ai fini di un riordino e di un rilancio di interventi, anticipatori dei Livelli Essenziali delle Prestazioni, quali:
1. Servizi per l’accesso e la presa in carico da parte della rete assistenziale;
2. Servizi e misure per favorire la permanenza a domicilio;
3. Servizi per la prima infanzia e a carattere comunitario;
4. Servizi a carattere residenziale per le fragilità;
5. Misure di inclusione sociale e di sostegno al reddito (includendo in questo livello anche le misure economiche erogate a livello nazionale).
Tutto ciò, per migliorare e consolidare le politiche sociali verso:
a) livelli di qualità che superino la frammentazione, riducano le inappropriatezze e le forme assistenziali che non stimolano le responsabilità delle persone e dei nuclei;
b) servizi come risorsa occupazionale, prevalentemente mirata alle professioni femminili e all’impiego dei giovani;
c) la riaffermazione di un sistema sussidiario forte, tra Enti e di questi con i cittadini e le loro istanze sociali, per utilizzare tutte le risorse del capitale umano.
RICHIESTA:
La richiesta delle Regioni è quella di proseguire il lavoro avviato per la definizione e l’approvazione degli Obiettivi di Servizio, con indicazione di quelli da finanziare con priorità.
2. DIFESA DELL’OCCUPAZIONE NEL SETTORE DEI SERVIZI ALLA PERSONA
È certo come il sistema dei servizi sia anche un potente, rapido e diffuso strumento di incremento dell’occupazione sul territorio. Dall’indagine
 
"Il lavoro nel settore dei servizi sociali e le professioni sociali" del 20091 risulta che gli addetti dell’assistenza sociale pubblica e non, (istituzionale e residenziale) superano le 900.000 unità, di cui circa 500.000 inserite nelle istituzioni no-profit e nella cooperazione. A questi vanno aggiunti anche coloro che si occupano del lavoro di cura familiare (badanti e assistenti all’infanzia) stimati in oltre 1.400.000 persone. Ci troviamo quindi di fronte a circa 3 milioni di occupati. In questo ambito, le Regioni registrano quindi la perdita di oltre 40.000 posti di lavoro, soprattutto nell’area della cooperazione e delle imprese sociali, con accesso alla cassa di integrazione per coloro che ne hanno la possibilità.
1 Rapporto a cura del CNR-IRPPS, 2009.
Con la situazione di recessione del Paese, anche la spesa privata per l’aiuto alla cura di minori, disabili e anziani (soprattutto non autosufficienti) che superava i 7 miliardi di euro, subisce un arresto ed una recessione diminuendo l’assistenza e aumentando il lavoro "in nero". 3
Ridurre il budget delle politiche sociali, significa ridurre l’occupazione
nella cooperazione, nel non profit e nell’impresa sociale, producendo effetti moltiplicativi negativi nei territori, particolarmente in quelli più deboli sotto il profilo occupazionale.
RICHIESTA:
rispetto a tale grave situazione, le Regioni chiedono di garantire
 
risorse indispensabili per il sistema dei servizi alla persona anche ai fini di salvaguardare posti di lavoro e quindi la crescita economica.
3. FONDO UNICO PER LE POLITICHE SOCIALI
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha sempre sostenuto e richiesto nelle sedi istituzionali la necessità di superare la frammentarietà dei finanziamenti, spesso di piccole entità, in materia di Politiche sociali e di far confluire in un unico Fondo le risorse assegnate alle Regioni. La richiesta è stata reiterata ai vari Governi nei quali le politiche sociali sono state governate da diversi Ministeri e Dipartimenti, spesso con politiche non sempre
 
convergenti e coordinate fra di loro. La richiesta delle Regioni è quella di Fondo unico, non finalizzato, per una confluenza di risorse che risponda ad un’esigenza di una programmazione regionale organica e strutturata sul territorio.
Il Governo, nonostante sia stato più volte sollecitato dalla Conferenza Unificata, ha ridotto le risorse nazionali a favore delle politiche sociali attribuite alle Regioni, nel quadriennio 2009/2012, del 98%.

Sotto questo profilo alla situazione richiamata si aggiungono i tagli orizzontali nei confronti di Regioni e comuni che non hanno permesso di sostenere nella maniera dovuta i servizi sociali, facendosi anche carico dei mancati finanziamenti nazionali. Da una valutazione della situazione finanziaria degli ultimi anni emerge con chiarezza la flessione della spesa in materia sociale:

 

ANNO

SPESA SOCIALE €

 

FINANZIAMENTO STATALE %

 

2009

 

 

6.978.759.161

 

 

7,42

 

 

2010

 

 

6.662.383.600

 

 

5,70

 

 

2011

 

 

6.362.483.600*

 

 

2,80

 

 

2012

 

 

5.492.483.600**

 

0,2

 



( red / 23.10.12 )

Politiche sociali: fondo al lumicino, Regioni negano l'intesa

Chiesto un confronto urgente con il Governo

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni ha espresso la “mancata intesa” sul riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali per l'anno 2012, prendendo  “atto della consistenza del Fondo” che per il 2012 è “pari a 10,8 milioni di euro, a fronte di un accantonamento tre volte superiore (32,8 ml.) per le spese ministeriali “giudicate indifferibili””. Nel documento con cui le Regioni negano l’intesa al provvedimento, consegnato al Governo nel corso della Conferenza Unificata del 25 Luglio, si pone all’attenzione del Governo “il futuro delle Politiche Sociali”. “Per la gravità del momento e la delicatezza dei problemi sollevati”, la Conferenza delle Regioni  “chiede al Governo un confronto ed un dialogo sugli intendimenti in ordine ai problemi sollevati, per affrontare il prosieguo delle politiche sociali, in ordine ai ruoli istituzionali e agli obiettivi di servizio, selezionando priorità indifferibili che - pur nella difficoltà dei tempi - trovino, per il bene di tutti i cittadini e particolarmente per chi è fragile, risorse adeguate”. I
l Documento consegnato al Governo è stato pubblicato sul sito www.regioni.it ed il link è:

http://www.regioni.it/download.php?id=263514&field=allegato&module=news

Si riporta di seguito il testo integrale.

Intesa sullo schema di Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, concernente il riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali per l'anno 2012
 
Punto 5) O.d.g. Conferenza Unificata
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella riunione del 25 luglio 2012 esprime la mancata intesa e chiede l'interlocuzione con il Governo anche per ridiscutere il riparto delle somme previste nello schema di decreto. La Conferenza ha inoltre approvato il seguente Ordine del Giorno.
La Conferenza nel prendere atto della consistenza del Fondo Nazionale Politiche Sociali per il 2012 pari a 10,8 milioni di euro, a fronte di un accantonamento tre volte superiore (32,8 ml.) per le spese ministeriali “giudicate indifferibili”, intende porre all’attenzione del Governo il futuro delle Politiche Sociali. A tale scopo evidenzia che: - ha avviato al suo interno una profonda analisi della situazione in essere degli interventi sociali, formulando un’ipotesi di riordino delle prestazioni locali fortemente differenziate, in “macro obiettivi di servizio” come previsti dal DLGS 68/2011 “Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario”, presentati all’attuale e al precedente Governo che necessita una forte volontà condivisa per proseguire e concretizzare il dibattito,; - assiste dal 2009 ad un pesante depauperamento dei Fondi “strutturali” di carattere sociale da assegnare alle Regioni: dal FNPS (sceso dal 2009 ad oggi da circa 550 milioni a 10 milioni), al Servizio Civile ridotto di oltre il 70%. Tutto ciò è dovuto sia a minori disponibilità, che ai ripetuti tagli lineari (operati anche verso Regioni e Comuni), dalle diverse manovre finanziarie, poste in essere per la grave situazione economica in cui versa il Paese; - in questo contesto, assiste dal 2010 a micro finanziamenti scelti dal Governo, a favore di politiche familiari (25 + 45 ml. tra 2011 e 2012) o Pari Opportunità (15 ml. proposta 2012),interventi mirati solo su malati di SLA, senza che gli stessi siano inquadrati in organici interventi sulle Politiche Sociali a favore della famiglia e dei cittadini; TUTTO QUESTO, senza un Quadro di Riferimento per il Sistema Sociale, alimentando solo interventi parziali che ben poco possono giovare alla crescita organica delle Politiche Sociali La Conferenza, - ben consapevole della gravissima situazione in cui versa il Paese, che mette però in evidenza non solo la crisi finanziaria pubblica, ma anche l’aumento della povertà, del disagio delle popolazioni giovanili, degli adulti che perdono il lavoro e degli anziani con i problemi di non autosufficienza, mentre contestualmente, la necessaria modifica del mercato del lavoro, obbliga la mano d’opera femminile, tradizionale “risorsa sociale” a ritardare la cessazione dalle attività lavorative, aggravando i problemi di cura familiare; - sul versante della Salute, la stretta finanziaria porterà ulteriori problemi alle fasce più deboli, che non troveranno nemmeno l’alternativa dei supporti assistenziali, anche a seguito dell’azzeramento del Fondo per la Non Autosufficienza dal 2011 e per le ridotte possibilità di spesa, sia delle Regioni, che delle Autonomie Locali; - in questo contesto, sono fortemente indebolite, anche le risorse del Terzo Settore e della Cooperazione sociale, mettendo a rischio numerosi posti di lavoro; Per la gravità del momento e la delicatezza dei problemi sollevati CHIEDE AL GOVERNO UN CONFRONTO ED UN DIALOGO SUGLI INTENDIMENTI IN ORDINE AI PROBLEMI SOLLEVATI, PER AFFRONTARE IL PROSIEGUO DELLE POLITICHE SOCIALI, IN ORDINE AI RUOLI ISTITUZIONALI E AGLI OBIETTIVI DI SERVIZIO, SELEZIONANDO PRIORITA’ INDIFFERIBILI CHE - PUR NELLA DIFFICOLTA DEI TEMPI - TROVINO, PER IL BENE DI TUTTI I CITTADINI E PARTICOLARMENTE PER CHI E’ FRAGILE, RISORSE ADEGUATE. Roma, 25 luglio 2012

( red / 26.07.12 )


Rambaudi: Regioni chiedono incontro con Governo su politiche sociali

Sociale: azzerato fondo nazionale

(regioni.it) Lorena Rambaudi, assessore al Welfare della Regione Liguria, e ccordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ha spiegato la richiesta delle Regioni al Governo Monti di un confronto urgente sulle politiche sociali, dopo l’azzeramento del fondo nazionale. Bisogna discutere su come trovare le risorse necessarie per affrontare le emergenze dopo la mancata intesa espressa dalla Conferenza sul riparto del fondo nazionale. La Rambaudi ha infatti presentato la mancata intesa e la mozione nel corso della Conferenza Stato-Regioni del 25 luglio. Le richieste sono contenute in una mozione in cui si sottolinea “l’urgenza di affrontare il tema delle politiche sociali in ordine ai ruoli istituzionali e agli obiettivi di servizio, selezionando le priorità indifferibili che, pur nelle difficoltà dei tempi, trovino, per il bene di tutti i cittadini e, in particolare per chi è fragile, risorse adeguate”.

 

 

                         Proposta-di-Mozione-per-le-Politiche-Sociali.pdf

( red / 26.07.12 )



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