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Errani: rivedere patto di stabilità e sbloccare pagamenti alle imprese

Le Regioni sono al fianco dei Comuni

(regioni.it) Le Regioni sono al fianco dei Comuni nella richiesta al Governo di rivedere il patto di stabilità e così sbloccare i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni alle imprese.
Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha commentando le iniziative promosse dall’ANCI: “Le Regioni sono al fianco dei Comuni, come ribadito sempre in diverse posizioni unitarie, in quest’azione tesa a rivedere il patto di stabilità e a sbloccare i pagamenti dovuti alle imprese dalla pubblica amministrazione”.
“In questo modo – prosegue Errani - diventa possibile innescare un processo virtuoso di crescita e sviluppo, indispensabile per i territori.”.
“Mi auguro – conclude il Presidente della Conferenza delle Regioni - che il Parlamento sia sensibile a queste esigenze e possa essere un alleato prezioso delle autonomie ’’.
( red / 21.03.13 )


 

 

Disegno di legge di stabilità 2013: la posizione delle Regioni

(regioni.it) Le Regioni hanno espresso il loro parere sul disegno di legge di stabilità 2013 attraverso un documento di osservazioni ed emendamento consegnato al Governo nel corso della Conferenza Unificata del 24 ottobre. Si riporta di seguito il testo del documento senza gli emendamenti proposti (il documento integrale è disponibile in formato pdf  nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it ). PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE DI STABILITA’ 2013 Punto 4) O.d.g. Conferenza Unificata La manovra 2013 è sostenuta da 12.9 mld di mezzi di copertura derivanti per 51.8% da maggiori entrate per circa 6,7 mld a fronte di 6,2 mld di minori spese per il 2013. Mentre per gli anni successivi il peso delle maggiori entrate sale a circa il 60%. Le maggiori nuove entrate sono a carico dei contribuenti e dovute principalmente all’aumento della franchigia e taglio delle detrazioni Irpef per circa 2 mld; Tobin tax 1,08 mld; stabilizzazione delle Accise per carburanti sisma Emilia - Lombardia per 1,1 mld; aumento delle riserve tecniche assicurazioni per 623 ml. Il miglioramento dell’indebitamento netto a carico delle regioni per 2,1 mld nel 2013 pari al 56% delle minori spese, per 700 ml sugli enti locali mentre per soli 682 ml per lo Stato pari al 18%. In particolare si segnalano le seguenti criticità per le Regioni:

PATTO DI STABILITA’ Il taglio di un ulteriore miliardo per le RSO e di 500 ml per le RSS si scaricherà sul patto di stabilità (riduzione in termini di indebitamento e fabbisogno PA) mentre il taglio del DL 95/2012 (L. 135/2012) taglierà sostanzialmente il FAS. Per le Regioni “incapienti” si procederà a riversamenti dai bilanci regionali allo Stato. Si ritiene che questa nuova modalità di contributo ai saldi di finanza pubblica sia incostituzionale e dreni ulteriori risorse per investimenti allo Stato centrale. Le Regioni chiedono che non si acceda alla restituzione del taglio di 1 mld (DL 95/2012) attraverso riversamenti di risorse dai bilanci regionali e che venga riproposto almeno per l’anno 2013 il meccanismo del patto di stabilità verticale incentivato per permettere di abbattere l’indebitamento e cedere spazi di spesa ai comuni per aumentare le capacità finanziarie del sistema con l’immissione di liquidità a favore delle imprese e di soggetti che vantano crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione oltre che di riduzione dello stock dei residui passivi per i comuni. A dimostrazione del forte senso di responsabilità delle Regioni, sono i dati dell’applicazione il patto di stabilità verticale incentivato e l’impegno tempestivo stanti i margini temporali ristrettissimi imposti dal DL 95/2012. RISORSE PER IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE Per quanto siano stanziate le risorse per il trasporto pubblico locale tramite il fondo previsto dal DL 98/2011 per un totale di 1.600 milioni a decorrere dall’anno 2013, è stravolto completamente lo spirito dell’Accordo Governo - Regioni del 21/12/2011 in cui si concordava di sottoscrivere un
Patto sul Trasporto pubblico locale dove fossero definite le modalità di fiscalizzazione delle risorse per il TPL in attuazione del Dl.gs.68/2011 sul federalismo fiscale. Tale Accordo era la diretta conseguenza di un ulteriore Accordo Governo - Regioni del 16/12/2010 ove le Regioni e il Governo concordavano l’integrazione delle risorse e la loro fiscalizzazione al livello ante applicazione del DL 78/2010 che ha completamente cancellato i trasferimenti per il TPL (cd “Bassanini”) ormai cristallizati nell’importo dal 1999.
L’articolo presenta numerose criticità, si prevede:
1. la persistenza di un Fondo a livello statale alimentato dall’accisa benzina e gasolio, il totale del finanziamento dal 2013 ammonterebbe a 1,6 mld. Il Fondo verrà poi ripartito fra le regioni secondo precise modalità: si ritorna alla logica dei trasferimenti vincolati dallo Stato alle Regioni, come se non fosse intervenuta la modifica della Costituzione che assegna autonomia finanziaria alle Regioni, la legge 42/2009 per l’attuazione dell’art.119 della Costituzione e il d.lgs.68/2011. È cancellato completamento il principio della responsabilità di entrata correlato alla responsabilità di spesa ritornando alla finanza derivata ante legge “finanziaria Giarda” (L.549/1995). Anche alla luce delle innovazioni contenute nella legge Costituzionale n.1/2012 sul pareggio di bilancio, l’autonomia finanziaria regionale costituisce un prerequisito fondamentale ai fini di consentire a ciascun ente di perseguire questo obiettivo. Si ricorda,inoltre, che la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dei finanziamenti a destinazionevincolata in materie di competenza regionale, infatti anche in ambito sanitario non vi è vincolo didestinazione delle risorse ma solo l’obbligo di fornire i livelli essenziali delle prestazioni;
2. al Fondo confluiscono anche le risorse attualmente fiscalizzate in accisa benzina e gasolio previste dalle legge 244/2007 che sono a copertura del Trasporto pubblico locale su gomma – in parte rinnovo contratti del personale – e di risorse che attualmente sono senza vincolo di destinazione. In particolare le risorse derivanti dalla compartecipazione di accisa benzina derivate dalla legge 549/1995 – art.3, c.12, sono a copertura della soppressione di trasferimenti inerenti anche l’agricoltura, il fondo per i programmi regionali di sviluppo, il fondo comune oltre che i fondo trasporti, pertanto non vincolate al trasporto pubblico locale. Inoltre tale compartecipazione è stata integrata (per 254,99 ml) con legge con l’art.12 bis della legge 549/95 in quanto riconosciuto dal Governo il trend negativo di tale tributo che per sua natura è rigido rispetto alla domanda.
Ulteriori perdite di gettito si sono verificate con le modifiche legislative della manovra finanziaria
del 1998 (Legge 449/1997- art.1, c.58) che ha ridotto la compartecipazione all’accisa sulla benzina che avrebbe dovuto essere pari all’aumento del maggior gettito derivante dall’aumento della tassa automobilistica. Tale invarianza dei gettiti non si è verificata ed è stata riconosciuta alle regioni una compensazione per 342,5 ml derivante da minori gettiti di tassa automobilistica, tributo in libera disponibilità al finanziamento delle politiche regionali.
Pertanto le regioni chiedono che tali risorse, compartecipazione all’accisa benzina (legge
549/1995 per lire 242 al litro) e compartecipazione all’accisa gasolio per le compensazioni di minori entrate per modifiche legislative statali (342,5 ml + 254,99 ml), non convergano nel Fondo per il Trasporto pubblico locale in quanto risorse in libera disponibilità, in analogia alla libera disponibilità del fondo perequativo ex lege 549/1995.
Si sottolinea che tali risorse sono rilevanti nei bilanci regionali e a copertura delle spese generali del bilancio. Nel caso si procedesse a renderle vincolate si inciderebbe negativamente sugli equilibri di bilancio in quanto si ridurrebbe la capacità di indebitamento delle regioni lasciando già oggi scoperti i mutui autorizzati e non contratti negli esercizi precedenti (fra l’indebitamento appaiono anche i mutui per l’acquisto autobus per cui sono stati cancellati dallo Stato tutti i contributi a questo scopo con i tagli del DL78/2010). Si sottolinea che non sarebbe più possibile sostenere la percentuale limite del 20% del rapporto fra entrate proprie e indebitamento previsto dalla legge.
3. Le Regioni chiedono che la fiscalizzazione delle risorse per il TPL sia effettuata tramite
aliquota addizionale IRPEF secondo la versione originaria del d.lgs.68/2011. L’accisa sulla benzina è un tributo rigido alla domanda con scarsa dinamica, inadatto a finanziare un servizio come il TPL dove il 60% dei costi è riconducibile alla spesa di personale. La razionalizzazione della spesa sicuramente ridurrà dei costi ma non in misura sufficiente rispetto al calo dell’andamento dell’accisa.
4. Il perseguimento dell’equilibrio economico della gestione e dell’appropriatezza della gestione stessa presuppone la definizione di un “fabbisogno standard”, quale obiettivo finanziario a cui ancorare le verifiche in corso d’anno e a consuntivo sull’azione di governo e gestione delle singole Amministrazioni. Tale nozione non è rinvenibile nell’attuale formulazione dell’articolo.
L’assenza di una nozione di fabbisogno standard inficia tutti i vincoli e le prescrizioni successivamente previsti dalla norma.
5. Attualmente le risorse della legge 244/2077 confluiscono direttamente nei bilanci regionali. Con l’approvazione di tale articolo diventeranno un trasferimento determinando anche problematiche di gestione della cassa per le Regioni.
6. È eccessivamente bassa e del tutto inadeguata la percentuale di anticipazione dei fondi (60%) nelle more del decreto di ripartizione del Fondo. Si ricorda che circa il 60% delle risorse va acopertura del solo costo del personale mentre devono essere garantiti anche i costi difunzionamento. In materia sanitaria l’anticipazione delle risorse è del 97% e del 3% a saldo degliadempimenti esaminati dal Tavolo di monitoraggio.
7. Riguardo la governance del sistema che gestisce il Trasporto pubblico locale, si osserva che il
servizio del trasporto pubblico locale è spesso svolto da società non regionali o private o S.p.A per le quali è impossibile, ad esempio, prevedere la decadenza dei direttori generali in caso di mancato equilibrio economico della gestione o inappropriatezza della gestione: in alcuni casi le regioni trasferiscono le risorse agli enti locali che gestiscono il servizio o stipulano un contratto di servizio sul mercato.
8. La previsione che per il 2012 si provvede al riparto delle risorse secondo il criterio storico è stata dichiarata inammissibile perché “norma su esercizio finanziario diverso da quello preso in
considerazione dalla presente legge” dalla V Commissione della Camera.
Riassumendo le Regioni chiedono che:
a) sia eliminato il vincolo di destinazione delle risorse che costituiscono il Fondo perché contrario all’art.119 della Costituzione;
b) siano escluse dal Fondo TPL le risorse che attualmente sono in libera destinazione e che continuino a fluire ai bilanci regionali con il sistema attualmente in vigore;
c) si provveda a una vera fiscalizzazione delle risorse e non si ritorni al sistema della finanza derivata;
d) si provveda alla fiscalizzazione delle risorse tramite aliquota di addizionale IRPEF con la procedura prevista dal D.lgs 68/2011 (riduzione dello stesso importo dell’aliquota statale) ritornando al cespite originario previsto dal d.lgs. ante modifiche del DL 201/2011 che prevede la fiscalizzazione con accisa benzina, in quanto il tributo è rigido e non rispondente al fabbisogno di finanziamento di un servizio in cui il 60% è costo del personale, inoltre l’accisa ha andamento in calo.
e) siano meglio ridefiniti gli aspetti di governance del sistema (emendamento allegato)
SANITA’
Gli ulteriori tagli previsti dopo quelli già approvati dal DL 95/2012 convertito in Legge 135/2012, minano l’equilibrio di bilancio sia delle Regioni che attualmente sono in equilibrio sia quelle che hanno già intrapreso la via del risanamento attraverso l’approvazione dei piani di rientro.
Le ultime manovre finanziarie hanno ridotto il finanziamento del fondo sanitario riportandolo nel
2013 al di sotto del finanziamento previsto per il 2012, senza tener conto del tasso di inflazione ben al di sopra di quello programmato, dell’aumento delle aliquote IVA e dei risparmi di spesa dello Stato addossati ai cittadini con l’aumento dell’addizionale IRPEF nel DL SalvaItalia (DL 201/2011- convertito in Legge 214/2011).
È difficile pensare che possa aver senso un Nuovo Patto per la Salute, poiché il taglio lineare delle risorse senza la revisione dei livelli essenziali di assistenza esistenti, rende la spesa sanitaria non sostenibile dal sistema, è necessario definire politicamente quale è il livello minimo di servizio che si intende garantire a tutti i cittadini e quindi sulla base dei costi standard il finanziamento complessivo.
ULTERIORI CRITICITA’ DI ORDINE FINANZIARIO
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale 223/2012 (incostituzionalità delle trattenute del 5% e del 10% sui redditi maggiori di 90 mila e 150 mila euro e del prelievo sul TFR a carico dei dipendenti) si produrranno impatti sui bilanci regionali e delle Aziende del SSR. Si stima in media circa 600 euro a dipendente. Si richiede un intervento urgente in materia al fine di salvaguardare gli equilibri dei bilanci con particolare riferimento a quelli degli enti sanitari con la restituzione delle somme versate allo Stato.
 
( red / 30.10.12 ) Il testo della Legge di Stabilità 2013 sulla Gazzetta Ufficiale

E' stato pubblicato il 29 dicembre 2012

(regioni.it) La Legge di stabilità 2013 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013)” e il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015” sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale (Serie generale n. 302) del 29.12.2012 (Suppl. Ord. n. 212/L).
I testi pubblicati sulla G.U. possono essere scaricati anche dalla sezione “Gazzetta Ufficiale” del sito www.regioni.it .
Questi  i link ai provvedimenti:
“Legge 24 dicembre 2012, n. 228. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013)”:
http://www.regioni.it/cms/file/Image/upload/GU/Legge_di_Stabilita_2013_GU_302_291212.pdf “Legge 24 dicembre 2012, n. 229. Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015”:http://www.regioni.it/cms/file/Image/upload/GU/Bilancio_previsione_Stato_anno_fin_2013_pluri_2013_15.pdf

Di seguito lo schema dell’iter dei provvedimenti con riferimento all’attività di confronto con le Regioni.

Provvedimento

Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

 

Pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

Parere sul disegno di legge recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (legge di stabilità 2013) e Nota tecnico illustrativa e sul disegno di legge recante: "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015".

Nella seduta del 25 ottobre 2012 ha approvato un documento di osservazioni ed emendamenti.

Nella seduta del 22 novembre 2012 sul punto 7) all’O.d.g. della Conferenza Stato-Regioni:

Intesa sullo schema di decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, recante riparto tra le Regioni a statuto ordinario delle risorse del Fondo per il trasporto pubblico locale per l'anno 2012.

ha espresso l'Intesa e ha approvato un ordine del giorno relativo all'articolo 9 del Disegno di Legge Stabilità 2013.

Nella seduta del 25 ottobre 2012 della Conferenza Unificata è stato reso parere.

Rep. Atti n. 117/CU del 25/10/2012

Nella seduta del 22 novembre 2012 della Conferenza Stato-Regioni è stata sancita l’Intesa.

Rep. Atti n. 222/CSR del 22/11/2012

Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 302 del 29.12.2012, Suppl. Ord. n. 212/L

(158.) Legge 24 dicembre 2012 , n. 228

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013).

(159). Legge 24 dicembre 2012, n. 229

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015

 

 

( red / 14.01.13 )

 


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