Regioni.it

n. 2023 - venerdì 27 aprile 2012

Sommario

Lettera di Errani, Castiglione e Delrio al Presidente del Consiglio, Mario Monti

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Protezione civile: Regioni, Anci e Upi, riforma necessaria, ma sia condivisa

Ribadita netta contrarietà a decretazione d'urgenza

(regioni.it) I Presidenti della Conferenza delle Regioni, del’Upi e dell’Anci, Vasco Errani, Graziano Delrio e Giuseppe Castiglione hanno  inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Mario Monti, con cui si ribadisce “la condivisione dell’obiettivo di procedere, in tempi rapidi, alla riforma della protezione civile. Infatti la costruzione di un sistema integrato nazionale e regionale di protezione civile che ne riporti l’operatività all’interno delle funzioni che le sono proprie, potrà contribuire a migliorare complessivamente la capacità di risposta all’emergenza nel nostro Paese”. “La realizzazione di questo indispensabile sistema integrato – scrivono Errani, Castiglione e Delrio -  deve vedere il pieno coinvolgimento di tutte le istituzioni cui sono assegnate funzioni di protezione civile” e per questo motivo “appare opportuno continuare a confrontarsi nel merito delle proposte emendative in discussione ed utili a definire un modello di intervento efficace e condiviso e in tal senso ribadiamo la nostra netta contrarietà alla decretazione d’urgenza”. E’ infine confermata “la disponibilità delle Regioni e degli enti locali a un ulteriore incontro, in tempi brevi, al fine di accelerare il percorso della riforma”.

 



( red / 27.04.12 )

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Istat: primi dati Censimento 2011

I residenti in Italia sono 59.464.644

(regioni.it) Dai primi dati sul censimento elaborati dall’Istat si rileva che sono 59,5 milioni i residenti nel nostro Paese. Per l’esattezza i residenti in Italia sono 59.464.644.
Si tratta ancora dei risultati provvisori del 15/o censimento nazionale. Rispetto al 2001 c’è un incremento di 2.468.900 residenti (+4,3%). Aumenta di quasi 2milioni e settecentomila il numero delle famiglie, ma sono più piccole: i componenti scendono da 2,6 a 2,4.
Più che triplicate in dieci anni le famiglie residenti in Italia che dichiarano di abitare in baracche, roulotte, tende o abitazioni simili: 71.101 contro le 23.336 del 2001.
Nei 150 anni tra il primo Censimento italiano (1861) e il più recente (2011), la popolazione residente in Italia è quasi triplicata, passando da poco più di 22 milioni a circa 59,5 milioni di persone.

I primi risultati del 15° Censimento segnalano un incremento di popolazione nel periodo intercensuario del 4,3%. La popolazione è cresciuta soprattutto al Centronord dove oltre il 70% dei comuni ha registrato un incremento demografico; all’opposto il numero dei residenti è sceso in oltre il 60% dei comuni localizzati nel Sud e nelle Isole.
Il 46% dei cittadini censiti vive al Nord, il 19% al Centro e il 35% al Sud e nelle Isole. Il 70% degli 8.092 comuni italiani ha una popolazione inferiore a 5 mila abitanti; in questi comuni dimora abitualmente il 17% della popolazione, mentre il 23% vive nei 45 comuni con più di 100 mila abitanti.
La popolazione straniera abitualmente dimorante in Italia è quasi triplicata, passando da 1.334.889 persone censite nel 2001 (dato definitivo) a 3.769.518 nel 2011 (dato provvisorio). Un incremento proporzionale si rileva anche nell’incidenza degli stranieri sul totale della popolazione, che sale dal 2,34% al 6,34%.

                       

Primi risultati del 15° Censimento della popolazione e delle abitazioni

       Il Censimento in pillole

       Il Censimento della popolazione straniera

       Il Censimento degli edifici e l'archivio dei numeri civici

       I numeri della macchina censuaria

       Il confronto fra Censimento e Anagrafe

       L'innovazione tecnologica: un vantaggio per i cittadini e per gli enti locali

       Verso i risultati definitivi: i controlli e le elaborazioni ancora necessari

       Insieme per il Censimento

       L'altro Censimento: immagini e (pre)visioni dalle giovani generazioni



( red / 27.04.12 )

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Risorse idriche: parere sul trasferimento funzioni dall'Agenzia al Ministero

(regioni.it) Il decreto relativo al trasferimento delle funzioni dell’Agenzia delle risorse idriche al ministero dell’ambiente e all’Autorità dell’energia e del gas è stato posto all’ordine del giorno della Conferenza Unificata del 19 aprile. In quella sede la Conferenza delle Regioni ha espresso un parere favorevole condizionandolo però all’integrale accoglimento di proposte emendative (sul tema la Conferenza delle Regioni si era peraltro già espressa nella seduta del 4 aprile, cfr. “Regioni.it” n.  2016) approvando uno specifico documento). Gli emendamenti che condizionano il parere positivo delle Regioni sono contenuti in un testo che è stato consegnato al Governo (nella seduta della Conferenza Unificata del 19 aprile) e che è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it . il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=250174&field=allegato&module=news 
Parere su schema di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante il trasferimento delle funzioni dell’Agenzia delle risorse idriche al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e all’Autorità dell’energia e del gas 
Punto 9) O.d.g. Conferenza Unificata
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole condizionato all’integrale accoglimento delle proposte emendative di cui al testo a fronte allegato.
Link all’allegato: http://www.regioni.it/download.php?id=250174&field=allegato&module=news 
Roma, 19 aprile 2012



( red / 27.04.12 )

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Istat: commercio, segnali positivi

(regioni.it) Salgono le vendite nel commercio a febbraio, con un +0,6% su gennaio, erano ferme da parecchi mesi, ma sono in rialzo i beni alimentari. Lo rileva l'Istat, che indica anche che su base annua sono pressochè‚ ferme, segnando un incremento dello 0,1%, che comunque interrompe una lunga serie di cali.
Inoltre si evidenzia l'andamento positivo degli alimentari: +2,3%. Mentre continuano a soffrire i piccoli negozi (-1,3%), e invece hanno un andamento positivo la grande distribuzione (+1,9%), trainata dai supermercati (+3,4%) che si impongono anche sui discount (+2,9%).
Il rialzo più significativo riguarda 'Giochi, giocattoli, sport e campeggio' (+1,1%).

Bilanci consuntivi delle Camere di commercio Elaborazioni sui bilanci consuntivi dell’esercizio 2010 delle 105 CCIAA presenti sul territorio nazionale Tavole di dati, venerdì 27 aprile 2012

Commercio al dettaglio A febbraio +0,6% su gennaio: aumentano le vendite sia alimentari (+0,7%) sia non alimentari (+0,6%) Comunicato stampa, venerdì 27 aprile 2012

Lavoro e retribuzioni grandi imprese A febbraio 2012 l'occupazione al lordo cig cala dello 0,1% su gennaio e dello 0,8% in un anno Comunicato stampa, venerdì 27 aprile 2012

Fiducia imprese dei servizi e del commercio L’indice del clima di fiducia delle imprese dei servizi di mercato scende da 82,2 di marzo a 76,0 Comunicato stampa, giovedì 26 aprile 2012



( red / 27.04.12 )

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Dipendenza da gioco d'azzardo: relazione delle Regioni

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (nella riunione del 19 aprile) ha approvato una relazione sulla “dipendenza da gioco d’azzardo”, tema che è all’attenzione della XII Commissione della Camera per una indagine conoscitiva. Tale documento è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=250437&field=allegato&module=news 

Si riporta di seguito il testo integrale.
Relazione delle Regioni e Province Autonome sul “Gambling Patologico”, oggetto di indagine conoscitiva della XII Commissione della Camera dei Deputati.
La dipendenza da gioco d’azzardo, detta anche gambling patologico, rimasta latente da sempre, esplode a causa della legalizzazione, da parte dello Stato, dei giochi con vincite in denaro. Il particolare momento di disagio sociale ed economico che sta attraversando l’Italia ha accentuato il ricorso al “gioco”, come fonte di possibile recupero di risorse finanziarie, anche da parte di inoccupati e di coloro che perdono il lavoro.

Sul piano legislativo, come è noto, non esiste, ancora a livello nazionale un chiaro quadro normativo di riferimento, che definisca il “Gioco d'Azzardo Patologico” come un problema di salute e ne stabilisca di conseguenza la responsabilità della cura. Ciò, comporterebbe di dare un mandato al Servizio Sanitario Nazionale individuando i servizi che se ne devono far carico, anche se il recente comma 70, dell'art. 1 della legge 220 del 13 dicembre 2010 (la legge finanziaria 2011) stabilisce per la prima volta con una “norma primaria” l'esistenza di “fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo” necessitanti la definizione di apposite “linee d'azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo”.
Più correttamente si dovrebbe utilizzare il termine “gioco d'azzardo patologico”, cioè disturbo del controllo degli impulsi che si connota come una dipendenza patologica “sine substantia”, caratterizzata da andamento cronico e recidivante, in grado di compromettere lo stato di salute e la socialità della persona affetta da tale disturbo.
La prevenzione, la cura e l'assistenza alle persone con problemi di Gioco d'Azzardo Patologico (GAP) e dei loro familiari, non essendo inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza, sono state lasciate alla sensibilità di alcuni amministratori regionali e di professionisti del settore, sia appartenenti alle Aziende Sanitarie Locali che al privato sociale (Associazioni, Comunità, Gruppi di mutuo-auto-aiuto, etc.). Infatti, nel corso di questi anni alcune Regioni, hanno cercato di fornire risposte alla crescente domanda di aiuto delle persone entrate ormai nei comportamenti compulsivi del gioco d'azzardo e dei loro familiari, per fronteggiare questa nuovo fenomeno sociale.
Le risposte, purtroppo non omogenee sul territorio nazionale e nemmeno sui singoli territori regionali, sono legate in particolar modo alle risorse disponibili che via via sono sempre più limitate. Molto spesso il gambling patologico è accompagnato da altre dipendenze, quali alcool, sostanze stupefacenti, per cui i Servizi Sociali impossibilitati a gestire in autonomia, sempre più spesso si appoggiano ai SERT/SERD, avvalendosi anche della collaborazione dei Centri per la Salute Mentale. Tutto ciò non fa che aumentare l’oneroso carico di lavoro di tali servizi, che, con le sempre più ridotte risorse, trovano molto difficoltoso affrontare nuovi e gravosi carichi di lavoro. Alcune Regioni hanno, inoltre, avviato programmi sperimentali, con fondi propri e distratti dalla destinazione originaria della programmazione socio-sanitaria regionale nel garantire l’erogazione dei L.E.A., producendo materiale soprattutto legato alla prevenzione, per i giovani. Un grosso aiuto, in alcune Regioni, viene dato anche dal settore del privato sociale, testimoniando la gravità e la pericolosa diffusione, in continuo aumento, di questa nuova emergenza sociale, che vede nello Stato l’attore principale e causale del fenomeno.
Sappiamo che il gioco d’azzardo per lo Stato è un’attività molto utilizzata per incamerare risorse sotto il profilo dell’offerta di lavoro, per migliaia di addetti al settore e conosciamo quanto le risorse e il lavoro siano necessarie, particolarmente in questo momento di gravissima crisi economica. Sappiamo, però nel contempo, che centinaia di migliaia di cittadini italiani stanno rovinando se stessi e le loro famiglie a causa del gioco, per cui lo Stato, non può più continuare ad ignorare il problema.
Pertanto:
- Considerato che è sempre più urgente avviare azioni preventive e protettive soprattutto per i giovani di informazione e di educazione sui rischi del gioco d’azzardo;
- Rilevato che come sopra descritto le Regioni stanno già oggi erogando prestazioni di assistenza e cura nei confronti di queste persone;
- Vista la necessità di limitare la pubblicità sui giochi d’azzardo, vietare quella che possa raggiungere soggetti minorenni, vietare la pubblicità ingannevole,
si ritiene improcastinabile dotare le Regioni di strumenti legislativi e finanziari che consentano alle stesse di programmare, pianificare e organizzare servizi e interventi sia sociali che sanitari capaci di attuare percorsi di cura e assistenza ai giocatori d’azzardo patologici e ai loro familiari (il diritto alla cura, come già sottolineato dall’articolo 32 della Costituzione, assimilando le misure che già sono in vigore nel campo delle dipendenze, anche a questo tipo di patologia: diritto alla cura, diritto al mantenimento del posto di lavoro, diritto di usufruire dei benefici di legge, etc.). A tal fine si segnala che si potrebbe dare risposta a quanto sopra precisato attraverso la ripresa dei lavori, in sede di Conferenza Unificata, del documento recante“Schema di decreto interdirigenziale AAMS – Ministero della Salute, d'intesa con la Conferenza Unificata, concernente le linee d'azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo – art. 1, comma 70, legge 13 dicembre 2010, n. 220 - disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2011)”, attualmente sospeso.
Si ritiene che un eventuale inserimento nei LEA di questa patologia non potrà non essere accompagnato da una necessaria copertura finanziaria. Si segnala che l’entità del fatturato derivante dal gioco d’azzardo è pari a circa € 80 miliardi.
Roma, 19 aprile 2012



( red / 27.04.12 )

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Rambaudi: welfare a rischio

(regioni.it) Con il taglio nazionale del 93% delle risorse per servizi indispensabili il welfare nel nostro Paese è davvero a rischio. Lo denuncia l'assessore alle politiche sociali della Regione Liguria e coordinatrice della commissione affari sociali della Conferenza delle regioni, Lorena Rambaudi.
Dopo il grido di allarme lanciato dal Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani (cfr. "Regioni.it" n. 2022)anche gli assessori regionali al welfare chiedono al Governo la difesa dello stato sociale e dei più deboli attraverso il riassetto dei servizi. “Non si può proseguire sulla strada dei pesanti tagli imposti negli ultimi anni - dice Rambaudi - soprattutto in un momento in cui la richiesta di servizi e' triplicata. Serve un riassetto del sistema che punti su pochi obiettivi strategici: infanzia, non autosufficienza, lotta alla povertà, emergenza abitativa e disagio''. A livello nazionale per far ripartire il sistema servirebbero almeno 1,5 miliardi e a livello ligure 45 milioni di euro. ''Le risorse - dice Rambaudi - potrebbero essere ricavate dal  ripristino delle somme destinate alle politiche sociali e previste dalle norme sul prolungamento dell'eta' pensionabile delle donne, dall'altro dalla lotta all'evasione fiscale, dalle entrate del gioco e dai risparmi derivanti dalle spese per gli armamenti''. Secondo Rambaudi ridurre le politiche sociali vuol dire anche contrarre e i posti di lavoro diffusi sul territorio e accessibili ad una vasta platea di giovani. ''Se le politiche del Governo non saranno modificate – conclude l'assessore ligure - il risultato e' che i cittadini avranno il 40% in meno dei servizi''.
WELFARE: RAMBAUDI, SISTEMA A RISCHIO CON TAGLIO RISORSE

 



( red / 27.04.12 )
Regioni.it

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