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Articoli, recensioni, documenti, notizie redazionali e una rassegna quotidiana sul sistema autonomie e Regioni. Il periodico informativo telematico regioni.it è on line tutti i giorni feriali. La testata è del Cinsedo (Centro interregionale studi e documentazione), che assicura le attività di Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Sono riportati - quando possibile - link ai documenti e alle fonti delle notizie. Un'attenzione particolare è rivolta al lavoro della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Il giornale on line regioni.it può essere inviato via e-mail previa richiesta di abbonamento gratuito, compilando l' apposito modulo . Per cancellarsi cliccare qui .
testata regioni

N. 2034 - Wednesday 16 May 2012

Sommario

Carta delle autonomie:Regioni incontrano PD e IDV

(regioni.it) “Abbiamo consegnato e illustrato in questi primi confronti le posizioni assunte dalla Conferenza delle Regioni sulla Carta delle autonomie” lo ha dichiarato al termine degli incontri con il Partito Democratico e con l’Italia dei Valori, il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani.
“E’ stato possibile – ha aggiunto Errani - approfondire diverse questioni nella prospettiva di poter contribuire ad un testo che sia equilibrato, sostenibile e senza sovrapposizioni”.
I confronti su questo tema proseguiranno con le altre forze politiche la prossima settimana.

 



( red / 16.05.12 )

Sanità: confronto Balduzzi-Vendola

Modello Puglia: scuola per scelta manager

(regioni.it) I risultati della spending rewiew sulla sanità e le cifre che stanno circolando relative ai tagli ''appartengono alla fantasia''. Così il ministro della Salute, Renato Balduzzi, partecipando a Forum P.A. ad un confronto col presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
''In questo momento non abbiamo la possibilita' di dare indicazioni precise sugli effetti della spending review. I risultati si avranno in tempi brevissimi. La revisione della spesa è riuscire a riorganizzare, riqualificare i servizi. Non è un taglio lineare, ma la capacità di intervenire sui fattori che producono la spesa stessa. Sotto questo profilo anche la sanità farà la sua parte''.
E per la scelta dei manager della Sanita' si puo' guardare al 'modello Puglia', basato su una vera e propria scuola di formazione, ha detto Balduzzi. ''L'iniziativa e' importante anche per la sua replicabilita' - ha affermato Balduzzi - spero che il 'modello Puglia' venga esportato in altre realta'. La fiduciarieta' e' necessaria nella scelta dei manager della sanita', ma fiduciarieta' non vuol dire arbitrio, ne' opacità''.
Il progetto pugliese e' iniziato nel 2010 con la selezione di 33 persone ammesse al corso. Dopo sei mesi di lezioni in 30 sono risultati idonei, e il 49% di questi ricopre gia' incarichi dirigenziali nelle Asl pugliesi. ''La politica esercita legittimamente il diritto a nominare i dirigenti - ha ricordato il presidente della Regione Puglia , Nichi Vendola - e nel mio primo mandato ho scelto sulla base di una conoscenza empirica dozzinale, pensavo di essere al riparo dalle accuse di lottizzazione perche' la maggior parte dei manager proveniva dall''ancien regime', ma non e' stato sufficiente. Questa e' una risposta innovativa al problema''.
Ma Vendola ha anche ribadito che la sanità non può subire ulteriori tagli. ''E' difficile pensare che il sistema sanitario possa subire un'ulteriore contrazione della spesa - ha affermato Vendola - perche' si tradurrebbero subito in tagli dei livelli essenziali di assistenza. Si puo' tagliare la spesa inappropriata solo se la si puo' radiografare, ma la spesa per welfare e sanita' e' essenziale per la vita del Paese''.
Per Vendola ''la domiciliarizzazione delle cure e la telemedicina sono sistemi intelligenti per risparmiare  in Puglia abbiamo chiuso 19 piccoli ospedali in un anno, dimostrando che se c'e' un luogo con un piccolo ospedale che viene sostituito da un poliambulatorio e da altre iniziative per spostare le cure sul territorio i cittadini sono piu' contenti di prima. La protesta nasce solo quando si ha la sensazione che si perda qualcosa senza che venga sostitutito''.
La Regione Puglia, attraverso l'Organismo regionale  per la formazione nella sanita' e in partenariato con l'Agenas  (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), sta gia'  lavorando a una seconda edizione del corso: il bando sara' pubblicato  nelle prossime settimane; l'avvio - dopo le selezioni -  presumibilmente a novembre 2012. Un'esperienza inedita e innovativa  nel contesto italiano, raccontata nel libro 'Il metodo come  cambiamento: la cassetta degli attrezzi. Un modello di formazione  etico sostenibile orientato a produrre salute', curato da Felice  Ungaro, direttore dell'Organismo regionale per la formazione nella  sanita', e da Tommaso Fiore, gia' assessore pugliese alle Politiche  della salute.




( red / 16.05.12 )

L'Irpef grava sempre più sui redditi di lavoro e pensione

(regioni.it) Il peso dell'Irpef grava sempre più sui redditi di lavoro e pensione. L’Irpef è salita di 3 punti per dipendenti e pensionati, mentre il reddito degli autonomi sale più delle tasse. Pertanto secondo lo studio di Lef, associazione per la legalità e l'equità fiscale, il peso dell'Irpef tra il 2003 e il 2010 è cresciuto soprattutto per lavoratori dipendenti e pensionati. Per gli autonomi il reddito è aumentato di più, in percentuale, rispetto alle imposte pagate. L'incidenza dei redditi da lavoro e da pensione sull'Irpef è passata dal 79,66% all'81,55%, mentre l'imposta dal 75,6% al 78,4%, con un aumento di 3 punti percentuali.
Lo studio di Lef analizza l'andamento dell'Irpef nel periodo 2003–2010.
In 7 anni il contributo delle due componenti cresce di circa 2 punti percentuali in termini di reddito dichiarato e di quasi 3 punti in termini di imposta. Nello stesso periodo cala il peso percentuale del reddito di lavoro autonomo, d’impresa, di partecipazione e gli altri redditi. Dall'analisi emerge che l'imposta pagata da lavoratori e pensionati registra nel periodo un incremento percentuale superiore al reddito dichiarato.
Nel periodo considerato il reddito dichiarato dai contribuenti italiani passa da 655 miliardi del 2003 a 792 mld del 2010. Una crescita alimentata sostanzialmente da lavoro dipendente e pensioni.
L'aspetto più significativo che emerge dall'indagine è il diverso andamento dell'imposta rispetto al reddito dichiarato. Nel periodo considerato si registra per l'imposta relativa ai redditi di lavoro e pensione una crescita maggiore dell'incidenza percentuale rispetto all'andamento del reddito dei due aggregati. L'Irpef complessiva passa da circa 120 miliardi nel 2003 a 150 mld nel 2010 con una incidenza dei redditi di lavoro e pensione che cresce del 2,8% passando da 75,6% a 78,4%. La crescita viene realizzata tutta nel periodo 2008-2010. L'incidenza dell'aggregato infatti si mantiene sostanzialmente stabile fino al 2007 quando si attesta al 75,5%, per poi passare al 78% nel 2008 e toccare il massimo nel 2009 sfiorando il 78,5%.

Il rapporto integrale è consultabile sul sito di Lef (www.fiscoequo.it) : 
Lef, presentato al Cnel rapporto sulla struttura dell’Irpef nel periodo 2003-2010 http://www.fiscoequo.it/

 



( red / 16.05.12 )

Confcommercio: Libro bianco su Trasporti e Infrastrutture

(regioni.it) L’Italia ha il primato del numero degli autoveicoli presenti su strada in rapporto alla rete a disposizione. Secondo infatti i dati del  Libro bianco su Trasporti e Infrastrutture presentato da Confcommercio con un parco veicoli di 41,4 milioni di unità, l'Italia ha un record mondiale ed europeo per densità in rapporto alla rete stradale.
L'aumento, rispetto al 1970, e' stato del 271%, a fronte di una crescita dell'intera rete stradale del paese del 34%, passando da 81 a 225 veicoli per ogni km di strada disponibile.
Per il rapporto, 27 infrastrutture viarie per un valore di 31 mld attendono di essere realizzate o completate e in 10 anni si sono persi 142 mld di incremento del Pil. In centro città si va a 15km l'ora, veloci come nel '700.
Le opere "incompiute" variano da 5 anni (la terza corsia dell'A11 in Toscana e il prolungamento dell'A27 in Veneto) a un massimo di 50 (il tunnel Rapallo Fontanabuona in Liguria e la trasversale Fano-Grosseto in Toscana
Se si guarda allo stato di attuazione del PIS10 (Programma per le infrastrutture strategiche), attualmente valutato oltre 367 miliardi di euro, c'e' di che pensare: solo il 9,3% delle opere e' stato portato a termine, oltre meta' e' ancora in fase di progettazione. E' senza dubbio doveroso tenere nella debita considerazione gli effetti che la grave congiuntura economica inevitabilmente stanno esercitando sugli stanziamenti previsti. Le risorse per nuove infrastrutture hanno subito nell'ultimo biennio 2009-2011 una riduzione del 34%, toccando il livello più basso da venti anni a questa parte.
Il vice ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Mario Ciaccia, sostiene che i provvedimenti SalvItalia e CrescItalia con le ultime delibere CIPE e Piano sud, attiveranno risorse per investimenti per circa 25 miliardi, ulteriori opere per circa 20 miliardi saranno realizzate entro un triennio nei settori aeroportuale e autostradale.

 

Le "incompiute"

 

Regione - Infrastruttura - Tempi di attesa

 

Sicilia Autostrada Ragusa-Catania 11 anni

Campania Polo d’interscambio Striano-Palma Campania 9 anni

Puglia Completamento statale 96 Bari-Matera 9 anni

Lazio Roma-Latina 11 anni

Abruzzo Collegamento Montesilvano-Collecorvino 27 anni

Toscana Bretella Prato-Lastra a Signa 10 anni

Umbria e Marche Trasversale Fano-grosseto 50 anni

Liguria Tunnel Rapallo-Fontanabuona 50 anni

Gronda di ponente a Genova 30 anni

Piemonte Pedemontana piemontese 30 anni

Lombardia

Autostrada Brescia-Bergamo-Milano (Bre-Be-Mi) 16 anni

Tangenziale est esterna di Milano 9 anni

Connessione ferroviaria al Gottardo, gronda NE 10 anni

Emilia Romagna Bretella Campogalliano-Sassuolo 24 anni





( red / 16.05.12 )

Lavoro: Simoncini, le 4 priorità per la riforma dei servizi per l'impiego

(regioni.it) Territorialità, efficienza, intreccio pubblico-privato e uniformità dei servizi sul territorio nazionale: sono questi i quattro capisaldi attorno ai quali dovrà ruotare il dibattito, a livello regionale e nazionale, sui servizi per l'impiego. lo ha ricordato l'assessore alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini intervenuto su questi temi all'iniziativa “lavoro al centro” all'istituto Gramsci-Keynes di Prato.
“Il dibattito sui servizi per l'impiego – afferma l'assessore che e' anche coordinatore degli assessori al lavoro e formazione per la Conferenza delle Regioni - è oggi ad uno snodo ineludibile per tre ragioni: perché, anche nelle Regioni più efficienti come la Toscana, i nostri servizi sono al di sotto dei livelli più alti europei, in secondo luogo per il portato della crisi che nel 2012 rischia di raggiungere i livelli più elevati di questi ultimi anni, in terzo luogo per la decisione del governo monti di riorganizzare le province, che oggi non avrebbero più la competenza su lavoro e formazione”.La Toscana non intende sottrarsi a questo dibattito, pur rivendicando, sottolinea Simoncini, la qualità crescente di servizi la cui dimostrazione più alta si è avuta con la gestione della cassa integrazione in deroga e le politiche attive fornite a migliaia di lavoratori. “Non ci sottraiamo da questo dibattito, al quale vogliamo partecipare anche in relazione alla responsabilità nazionale che abbiamo nel coordinamento delle regioni sulle politiche del lavoro e della formazione. la discussione deve però partire dalla consapevolezza di quelli che sono i riferimenti e gli obbiettivi prioritari che il nuovo modello dei servizi deve perseguire e raggiungere” e, per l'Assessore Simoncini, gli obiettivi devono essere essenzialmente quattro. il primo è la territorialità, perché non ci sono servizi per il lavoro efficaci che non abbiano un legame strettissimo col territorio, sia per favorire l'incontro domanda offerta di lavoro, sia per accompagnare i lavoratori nella ricerca di occupazione o nelle crisi aziendali, sia per l'individuazione del fabbisogno formativo. il secondo è l'efficienza, efficacia e semplificazione, anche attraverso sedi uniche per le politiche attive e passive. terzo, l'intreccio pubblico privato, evitando ogni ipotesi che lasci le soluzioni facili al privato e quelle difficili al pubblico, ma realizzi una reale integrazione degli interventi. quarto punto, una maggiore uniformità dei servizi, che devono offrire pari opportunità a tutti sull'intero territorio nazionale”. Quanto all'idea, delineatasi nel dibattito, di una “agenzia per il lavoro”, “ne possiamo discutere - dice Simoncini - escludendo però ogni idea di agenzia nazionale e centralizzata, che riporterebbe ad esperienze fallimentari del passato e che non potrebbe assicurare il raggiungimento dei quattro obbiettivi che richiamavo. anche per questo non condividiamo alcune ipotesi di ampliamento delle funzioni dell'inps in questo settore, del tutto improprie rispetto alle competenze ma anche alle capacità dell'istituto”. “Personalmente - prosegue - ritengo invece che un'agenzia federale, con tipologie organizzative e servizi equivalenti su tutto il territorio nazionale, ma a titolarità regionale, oltre ad essere quella prevista dalla costituzione, garantirebbe quella territorialità che e' ineludibile, con la possibilità di un pieno coinvolgimento delle parti sociali e delle strutture private che è necessario”. Su questo le Regioni sono disponibili a discutere e un confronto e' aperto anche con le Province a livello nazionale.”E’ chiaro però - conclude l'assessore - che tutta la discussione sui servizi per il lavoro ha senso solo se ci saranno politiche nazionali per l'occupazione e per la crescita. Per far incontrare offerta e domanda di lavoro, per formare per l'occupazione, il lavoro ci deve essere. questa è e deve essere la sfida fondamentale per i prossimi mesi”.

Toscana: Lavoro, Simoncini (Toscana): ”Quattro obiettivi per riformare i servizi per l’impiego”



( red / 16.05.12 )

Barca: anche la Sardegna tra le deroghe al Patto di Stabilità

(regioni.it) Anche la Sardegna tra le deroghe al Patto di Stabilità. Lo dichiara il Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca. “La richiesta di deroga al Patto di Stabilità interno per la Regione Sardegna avanzata dal Presidente Ugo Cappellacci –– mi dà l’opportunità di annunciare che martedì 8 maggio 2012 ha superato i controlli di legittimità ed è quindi divenuto operativo il Decreto Ministeriale relativo al «Fondo di compensazione per gli interventi volti a favorire lo sviluppo», in attuazione dell’art.3 D.L. 201/2011 (cosiddetto “Decreto Salva Italia”) (http://bit.ly/fondo-compensazione - file PDF, 1.080 KB).
Con tale intervento – precisa il Ministro Barca – viene introdotta una deroga per tutte le Regioni italiane, del Sud e del Centro Nord, per un importo complessivo di un miliardo di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, a valere sul cofinanziamento nazionale dei fondi comunitari. L’importo spettante alla Regione Sardegna ammonta a 48 milioni di euro per ciascuno degli anni indicati”.

Scarica il comunicato stampa (file PDF, 360 KB)

Tags: Comunicati stampa, Dichiarazione

 

 

RIPARTIZIONE DEL FONDO DI COMPENSAZIONE PER GLI INTERVENTI VOLTI A FAVORIRE LO SVILUPPO

 

Regioni

Limite di spesa assegnato a ciascuna   regione/provincia autonoma a valere sulle

risorse dei cofinanziamenti nazionali   dei fondi

strutturali

2012-20132014

Chiave di riparto

Abruzzo

13

1.3%

Basilicata

21

2.1%

Calabria

95

9.5%

Campania

197

19.7%

Emilia-Romagna

21

2.1%

Friuli Venezia Giulia

10

1.0%

Lazio

37

3.7%

Liguria

16

1.6%

Lombardia

27

2.7%

Marche

11

1.1%

Molise

5

0.5%

PA Bolzano

4

0.4%

PA Trento

4

0.4%

Piemonte

41

4.1%

Puglia

161

16.1%

Sardegna

48

4.8%

Sicilia

213

21.3%

Toscana

32

3.2%

Umbria

12

1.2%

Valle D’Aosta

3

0.3%

Veneto

28

2.8%

Totale

1000

100.0%

 

 

 



( red / 16.05.12 )
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