Dalla sanità alla coesione: l’agenda 2026 della Conferenza delle Regioni

venerdì 2 gennaio 2026




Ripartiamo con nuovo impegno, condividendo i risultati ottenuti negli ultimi mesi.
 
Il 2026 si presenta fitto di impegni e ricco di programmi da realizzare: politiche costruite insieme alle comunità, ai territori e alle generazioni più giovani, una sanità più equa e innovativa, una finanza pubblica sostenibile che sia sprone agli investimenti, una politica di coesione europea capace di ridurre i divari, un dialogo istituzionale orientato a dare risposte di prossimità, insieme ai grandi eventi come “LItalia delle Regioni” e “Selecting Italy”.
 
D’altronde, com’è nello spirito della Conferenza, si tratta di incidere positivamente nelle scelte che riguardano i cittadini, di sostenere la coesione economica e sociale, di porre le basi per un futuro prospero per il Paese e per le prossime generazioni.

Lo faremo con dedizione e cura continuando il percorso avviato quest’anno, come dimostrano alcune delle più iniziative più recenti del 2025 che ripercorriamo qui a seguire, convinti che ambiente, sanità, finanza pubblica, sviluppo e imprese, digitale, sport, cultura e nuove competenze siano le sfide su cui costruire il domani di tutti.
 
Sanità, prima di tutto

Nelle ultime settimane del 2025, abbiamo posizionato la sanità sul vettore dell’innovazione e dell’equità. Esempio del primo, il via libera in Conferenza Stato-Regioni alle risorse per la nuova piattaforma nazionale di telemedicina, gestita da Agenas e integrata con le infrastrutture regionali. Il sì delle Regioni è stato accompagnato dalla richiesta di risorse aggiuntive e di un’analisi chiara dei fabbisogni, per orientare meglio i progetti e accelerare lo sviluppo della sanità digitale.

Sull’altro vettore, vale la pena citare che le Regioni hanno espresso l’accordo sul riparto del Fondo sanitario 2025, oltre 136 miliardi di euro. La quota principale resta legata a popolazione, bisogni sanitari per età e indicatori sociali (povertà, istruzione, disoccupazione), per tenere insieme quantità e qualità della domanda di salute. Con una novità: nella parte premiale entrano per la prima volta criteri legati a densità abitativa ed estensione dei territori, per riconoscere il costo aggiuntivo dei servizi nelle aree interne e montane.

Tra le ultime decisioni, sono arrivati anche la proroga di un anno Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025, con precise raccomandazioni delle Regioni su calendario vaccinale e finanziamenti da irrobustire, il via libera al Piano nazionale per la Salute Mentale e a quello per la cronicità, l’aggiornamento dei LEA e l’impegno nell’abbattimento delle liste d’attesa.
 
Finanza pubblica e Manovra: quale bilancio

Le criticità relative al contributo delle Regioni alla finanza pubblica 2025–2029 sono state in parte superate in sede di manovra economica con importanti garanzie sulla riduzione del contributo 2026 e con una diversa contabilizzazione del Fondo anticipazioni di liquidità, che hanno evitato un impatto eccessivo sui bilanci regionali.

La legge di bilancio 2026 ha risposto ad alcune istanze decisive per le Regioni: oltre all’incremento delle risorse destinate a sanità, su cui però le Regioni chiedono maggiore libertà di azione per indirizzare al meglio la spesa, è stato apprezzato il finanziamento di 250 milioni annui per le borse di studio e quello riguardante il Fondo regionale di protezione civile.
Anche le risorse a favore della mobilità inserire in legge di bilancio serviranno a garantire i servizi del trasporto pubblico locale altrimenti a rischio, così come i ristori della perdita di gettito derivanti dalla manovra fiscale per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome.
 
Restano aperti altri capitoli su cui continuerà il confronto tra Regioni e Governo, con la perplessità forte che riguarda l’inserimento dell’articolato sui LEP nel testo della manovra.


Contratti pubblici: sanità, funzioni locali e settore forestale

Nel 2025 si è conclusa la stagione dei rinnovi contrattuali 2022–2024 nei settori di competenza regionale: sanità, funzioni locali e comparto forestale. Centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno visto rinnovati i propri contratti, in tempi ravvicinati, grazie al lavoro congiunto tra parti datoriali e sindacati. Un risultato che rafforza tutele, riconoscimenti economici e attrattività del lavoro pubblico nei territori.
È già aperta la nuova fase: sono in preparazione gli atti di indirizzo per i contratti della prossima tornata, con l’obiettivo di allineare i tempi delle trattative alla durata dei contratti, dando più stabilità al personale e maggiore capacità di programmazione alle amministrazioni.
 
Politica di coesione e nuovo quadro finanziario europeo

Sul fronte europeo la seconda metà del 2025 ha visto le Regioni impegnate sulla politica di coesione, sia intervenendo sulla revisione di medio termine della programmazione 2021-2027 sia in difesa della specificità regionale nella programmazione del nuovo bilancio pluriennale dell’Unione 2028-2034.

Le Regioni hanno in più occasioni espresso una posizione unitaria contro la centralizzazione delle risorse per la coesione, chiedendo che il futuro bilancio dell’Unione continui a basarsi su approccio “place-based” e su una governance multilivello, con un ruolo protagonista delle Regioni, e respingendo l’ipotesi di accorpare Coesione e Pac in un Fondo unico. L’obiettivo è quello di costruire una posizione nazionale che tenga insieme esigenze di finanza pubblica e difesa della politica di coesione come pilastro dell’Europa dei territori.

Su questo è aperto un dialogo costante con i principali interlocutori europei, tra cui il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto, intervenuto proprio lo scorso 18 novembre in Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
 
Sviluppo economico, investimenti esteri e imprese

Sul fronte dello sviluppo economico, gli ultimi mesi hanno confermato la volontà di rafforzare l’alleanza tra sistema delle imprese e sistema delle Regioni.

L’incontro a Roma tra Confindustria e la Conferenza delle Regioni ha rilanciato il confronto su coesione, sanità, turismo e investimenti, con l’obiettivo di arrivare alla legge di bilancio e ai principali appuntamenti del 2026 con proposte condivise. Qualche settimana dopo, nel corso della terza edizione di Selecting Italy a Trieste è arrivata la firma dell’accordo tra Conferenza delle Regioni e Confindustria per un coordinamento stabile sull’attrazione degli investimenti, orientato a semplificazione, digitalizzazione e monitoraggio dei risultati.

Proprio durante Selecting Italy, i territori sono tornati al centro delle strategie per attrarre investimenti internazionali, puntando su tre filiere chiave: tecnologie avanzate e manifattura, transizione energetica e tecnologie pulite. Si è trattato di un grande evento che, oltre ai momenti di confronto pubblico, ha offerto spazi operativi e incontri diretti tra Regioni e imprese.
 
Territori, sport, solidarietà e giovani

Il bilancio di fine anno passa anche attraverso sport, solidarietà e nuove generazioni.

Sul versante dello sport, il 4 dicembre si è riunito a Roma il Tavolo permanente tra Governo, Regioni e Province autonome, che a un anno dalla sua istituzione si è allargato alla partecipazione di Coni e CIP. Al centro del confronto, lo stato di attuazione del Patto per lo Sport firmato a Matera lo scorso giugno.
La Coppa Italia delle Regioni 2025 ha vissuto un anno da record per gare, territori coinvolti e pubblico. La manifestazione ciclistica, nata nel 2024, si conferma un progetto che unisce sport, arte e identità locali e che punta, in quest’anno appena iniziato, ad allargare ulteriormente la partecipazione.

Sul fronte della solidarietà internazionale, la Conferenza delle Regioni ha risposto all’appello del Governo mettendosi a disposizione del piano Italy for Gaza, coordinato dalla Protezione Civile nazionale, con una ricognizione sempre aggiornata delle dotazioni regionali – ospedali da campo, mezzi di soccorso, strutture di prima assistenza – per interventi coordinati sugli aiuti sanitari, abitativi, alimentari ed educativi.

Un altro capitolo importante riguarda i giovani. Il volume “I giovani e la Regione del futuro – Riflessioni, prospettive, opportunità” raccoglie l’esito di un percorso di ascolto degli under 35 e individua quattro grandi sfide: transizione digitale, transizione verde, benessere psico-fisico, mobilità sociale ed educativa. Da qui sono nate undici proposte concrete, tra cui una strategia nazionale integrata per le politiche giovanili, il pieno utilizzo del Servizio civile universale e misure per rafforzare competenze digitali e partecipazione civica.
 
 
E poi…

E poi, ambiente e transizione energetica, interventi per il sostegno alla disabilità e per l’inclusione sociale, formazione per chi è fuoriuscito dal mercato del lavoro e per chi ancora studia, progetti per l’housing e la rigenerazione urbana.

Non da ultimo, vanno citati gli investimenti nelle competenze e nell’aggiornamento professionale, con un impegno diretto anche del nostro Centro Studi Cinsedo che promuove seminari di formazione sui temi di maggiore attualità per il personale dirigente e non delle Regioni italiane.

Nel 2026 queste tematiche saranno tutte al centro del nostro lavoro, con un accento ulteriore sulle materie di competenza regionale che saranno interessate dalla conclusione del PNRR a giugno prossimo.

Vi ringraziamo pertanto per l’attenzione con cui avete seguito questo percorso nel 2025 e vi invitiamo ad accompagnarci nelle prossime tappe, tra bilancio 2026, appuntamenti europei e nuovi cantieri di riforma.