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Regioni.it

n. 4208 - mercoledì 22 dicembre 2021

Sommario
- Emergenza Covid-19: Draghi ogni decisione sarà guidata dai dati, non dalla politica". Fedriga: "condivido pienamente"
- PNRR: Draghi riconosce "Governo, Regioni ed Enti locali si muovono con determinazione e con forza"
- Istruzione: borse di studio 2021, intesa sul decreto, ma attivare presto tavolo di confronto in Conferenza Unificata
- Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni: serve confronto prima dei bandi
- Nei conti territoriali dell'Istat l'impatto della crisi provocata nel 2020 dall'emergenza Covid-19
- Prodotti forestali: osservazioni sul programma di rilevazione dei prezzi

+T -T
Nei conti territoriali dell'Istat l'impatto della crisi provocata nel 2020 dall'emergenza Covid-19

(Regioni.it 4208 - 22/12/2021) L'impatto della crisi provocata dal Covid  nel 2020 è stato minore al Sud ma il Mezzogiorno rimane comunque fanalino di coda per il reddito procapite. E' quanto emerge dai dati dell'Istat sui conti territoriali.
Nel 2020, il Pil in volume è diminuito del 9,2% nel Nord-est, del 9% nel Nord-ovest, dell'8,9% nel Centro e dell'8,6% nel Mezzogiorno. Il Nord-ovest mantiene il primo posto nella graduatoria del Pil pro-capite, con un valore in termini nominali di circa 34mila euro, mentre nel Mezzogiorno il livello risulta appena superiore a 18mila euro annui.
Nel 2020, il reddito disponibile pro-capite delle famiglie del Mezzogiorno (14,3mila euro) si conferma - secondo il dossier Istat - il più basso del Paese, sebbene si riduca la distanza con quello del Centro-nord (21,1mila euro). Tra le diverse regioni la contrazione maggiore del pil si è verificata in Toscana,-9,8%, la minore in Friuli-Venezia Giulia -7,5%.
La flessione del reddito delle famiglie sostenuto dalle prestazioni sociali ha registrato un calo dell'1,5%; a livello nazionale è del 2,9%. In ogni caso con 34,1mila euro nel 2020 (37mila nel 2019) il Nord-ovest resta l'area geografica con il Pil per abitante più elevato (misurato in termini nominali). Seguono il Nord-est, con 33 mila euro (35,8mila euro nel 2019) e il Centro, con 30,4mila euro (32,9mila euro l'anno precedente).
Il Mezzogiorno si conferma ultimo con 18,3mila euro, ma riduce le distanze con il Centro-nord: la differenza infatti scende dai 15,8mila euro per abitante del 2019 ai 14,4mila del 2020.
Fondamentale la voce del valore aggiunto generato dall' economia sommersa e illegale: nel Mezzogiorno nel 2019 era più del 18% a fronte del 12,6% a livello nazionale. 


( red / 22.12.21 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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