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Regioni.it

n. 4559 - venerdì 15 dicembre 2023

Sommario
- Provincia autonoma di Trento: la nuova Giunta Fugatti
- Fedriga su limite mandato Presidenti di Regione
- Lavoro: Intesa su aggiornamento carta job
- Lavoro: inclusione e accesso
- Documento su istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale
- Agenas: dati su mobilità sanitaria e reti oncologiche

+T -T
Lavoro: Intesa su aggiornamento carta job

(Regioni.it 4559 - 15/12/2023) Per quanto riguarda la "Carta job" in materia di lavoro la Conferenza delle Regioni del 6 dicembre ha approvato il seguente documento con delle raccomandazioni per dare l'Intesa in sede di Conferenza Unificata, indicando la necessità del completamento e rafforzamento dei canali della cooperazione applicativa tra sistemi informativi e di prevedere anche un raccordo tra servizi sociali e quelli per l'impiego.

“AGGIORNAMENTO DELLA CARTA DI JOB”
PROSECUZIONE DEL PERCORSO DI LAVORO NELLA COLLABORAZIONE INTERISTITUZIONALE
Ad un anno dall’approvazione della Carta di Job, avvenuta a novembre del 2022, le Regioni e le Province autonome ritengono importante rinnovare la riflessione condivisa sulle priorità strategiche in materia di lavoro e di formazione, operando un primo bilancio e pianificando nuove sfide da inserire nell’agenda dei lavori.
La seconda edizione della Carta di Job si pone in continuità con la precedente e vede la declinazione delle tematiche prioritarie su cui rilanciare l’impegno politico e tecnico nei mesi a venire attraverso un cronoprogramma operativo, quale riferimento utile per il prosieguo del confronto tra le istituzioni. La complessità del momento storico che stiamo vivendo, accanto alle opportunità ambiziose e stringenti offerte dal PNRR, richiede infatti alle istituzioni un approccio proattivo e pragmatico, teso sia a identificare gli obiettivi primari su cui concentrare gli interventi, sia a mettere a terra gli strumenti operativi necessari per il loro conseguimento. In questa direzione, la Carta si basa su una governance multilivello e su una forte sinergia ed integrazione tra gli attori istituzionali, in un quadro di riferimento certo di competenze, ruoli e responsabilità. Una rinnovata governance e un sistema di relazioni interistituzionali forte e solido, che pone al centro le persone come destinatarie di servizi efficienti e strumenti tarati sui loro fabbisogni.
Proposta di Cronoprogramma operativo
1.
La centralità delle politiche attive per l’occupabilità
A fronte del complesso scenario economico, occupazionale e sociale, si conferma la centralità delle politiche attive regionali nel fronteggiare i cambiamenti nel mercato del lavoro, sostenere le persone e le imprese nelle transizioni professionali e organizzative, sviluppare percorsi di formazione e di riqualificazione professionale tesi a superare il mismacth tra domanda e offerta di lavoro.
Programma GOL: il 2023 è stato caratterizzato da un quadro di forte operatività del sistema regionale, impegnato a raggiungere i target fissati e le milestone fissate dal Programma GOL, rispettando le tempistiche stabilite. Conseguiti nel 2022 i target intermedi del Programma, nel 2023 è proseguito il confronto tra le Regioni e le amministrazioni centrali (Unità di Missione del PNRR e ANPAL) per condividere gli aspetti attuativi di GOL e focalizzare eventuali difficoltà operative nell’ambito del Comitato Direttivo. Con il DM del 24 agosto 2023 sono stati definiti gli obiettivi annuali del programma, in relazione sia al numero di persone da raggiungere, sia alla
partecipazione alla formazione professionale, ed è stata assegnata la seconda tranche finanziaria alle Regioni e Province autonome. Oggi, pertanto, occorre proseguire con impegno e celerità il percorso di attuazione di GOL sui territori. Il nuovo quadro di riferimento, infatti, ha reso necessario un aggiornamento dei PAR, con riferimento sia al quadro finanziario, sia alla complementarità con le risorse del FSE+. A questo proposito, si auspica che nelle prossime annualità del Programma la riprogrammazione avvenga in una prospettiva pluriennale, con una tempistica sostenibile. Sul lato strategico ed operativo, permangono ancora aperte alcune questioni. A monte, si pone l’esigenza una verifica complessiva sull’andamento del Programma e su una sua possibile rimodulazione, ai fini del raggiungimento dei target e dei milestones previsti per il 2025. Ciò alla luce delle evidenze riscontrate sul campo in questi primi anni di vita di GOL ed in linea con le valutazioni espresse sul versante politico dalla Conferenza delle Regioni del mese di luglio 2023, nell’ambito del negoziato del Governo centrale con le istituzioni europee sulla revisione del PNRR. Le Regioni, in tale direzione, hanno già avanzato alcune proposte all’amministrazione centrale per l’implementazione di GOL. Tra queste, si rileva la necessità una riflessione sulla possibile rimodulazione dei target nei PAR, per una maggiore aderenza degli stessi ai fabbisogni del territorio, anche in relazione alle situazioni peculiari dei mercati del lavoro locali. Occorre, inoltre, procedere ad una revisione dello strumento dell’assessment ed una verifica dei percorsi del Programma. A fronte della netta concentrazione dei destinatari sul cluster 1, appare necessario rendere maggiormente flessibile tale strumento, per garantire una maggiore aderenza degli interventi di politica attiva alle caratteristiche dei beneficiari - soprattutto in situazioni di fragilità e/o di carriere discontinue, ovvero in presenza di divari digitali - valorizzando la propensione delle persone nell’accesso ai cluster e la discrezionalità dell’operatore dei servizi. Resta da completare il quadro regolatorio e definitorio che sovraintende all’attuazione efficace ed uniforme del Programma: in particolare, occorre definire con certezza le regole per la reiterazione delle politiche attive nei confronti dei beneficiari, nell’arco temporale di riferimento, nonché chiarire le modalità di conteggio delle persone trattate attraverso le politiche attive del lavoro e della formazione, ai fini del conseguimento dei Target del PNRR. Con riferimento ai beneficiari del Programma, si ritiene necessaria una riflessione per estenderne il novero ad alcune categorie, rimaste escluse dalla sfera di applicazione dell’iniziativa. Infine, occorre proseguire nel 2024 il percorso di adeguamento e implementazione delle unità di costo standard e di semplificazione, anche al fine di ricomprendere nuovi servizi complementari, facilitanti la partecipazione delle persone alle politiche attive (ad esempio, per i servizi di conciliazione, per la mobilità). Tempistica: dicembre 2023/febbraio 2024.
Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro: risulta fondamentale valorizzare le interrelazioni tra il Programma GOL e i nuovi dispositivi nazionali per l’inclusione sociale e lavorativa introdotti dal DL 48/2023
(Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro). Tale norma, infatti, prevede la possibilità di inserire nel patto di servizio stipulato dal beneficiario con il servizio per il lavoro competente, l’adesione ai servizi per il lavoro ed ai percorsi formativi del Programma GOL. In linea generale, le nuove misure per il contrasto alla povertà e per l’integrazione socio- lavorativa previste dal DL 48/2023 confermano la centralità delle politiche di attivazione e coinvolgono da vicino i sistemi regionali del lavoro e della formazione nell’attuazione dei dispositivi. A tal riguardo, si ravvisa l’esigenza di operare nell’ambito di un quadro di regole chiare e condivise che valorizzino le sinergie tra i diversi soggetti che intervengono nell’implementazione degli strumenti, promuovendo una complementarità tra il sistema statale e i sistemi regionali, nel rispetto dei rispettivi ruoli e sfere di azione. In tal senso, si auspica l’adozione di un atto di indirizzo e di interpretazione da parte del livello centrale, anche per supportare gli operatori dei servizi chiamati ad erogare le politiche attive nei confronti dei percettori. Tempistica: dicembre 2023 per l’adozione della circolare sul Supporto per la formazione e per il lavoro; gennaio 2024 per l’Assegno di Inclusione.
Servizi per il lavoro: la cornice normativa richiama il ruolo dei servizi per il lavoro, quali infrastrutture cardine per la messa in atto delle politiche attive. Il tema resta rilevante, a fronte della platea delle persone raggiunte dal Programma GOL e dei destinatari delle nuove misure, nonché alla luce della riconduzione del Piano straordinario di potenziamento dei CPI nell’alveo strategico del PNRR, con la fissazione di target di risultato da conseguire e lo stanziamento di risorse aggiuntive ad hoc. Concluso in quasi tutti i territori il processo di rafforzamento della base professionale dei servizi per l’impiego nella cornice del Piano, appare necessario consolidare e assicurare il mantenimento a regime di tale rafforzamento, su cui le amministrazioni regionali e l’amministrazione centrale hanno negli ultimi anni fortemente investito. In questa direzione, si rende urgente e necessario un intervento normativo, per assicurare il turn over del personale dei CPI, a fronte dei processi fisiologici di passaggio in quiescenza o di mobilità dello stesso. Parimenti, le sfide in atto sul mercato del lavoro, con i nuovi dispositivi per l’inclusione sociale e occupazionale e con lo stesso percorso di attuazione di GOL, richiamano la necessità di rafforzare la capacità dei CPI di operare in rete con altri operatori pubblici e privati del mercato del lavoro accreditati secondo la normativa nazionale e regionale, nella presa in carico dei soggetti ritenuti attivabili al lavoro. Tempistica: dicembre 2023
Semplificazione normativa e amministrativa: in connessione a tale priorità, si pone l’esigenza di supportare le attività dei servizi per il lavoro attraverso interventi di semplificazione normativa e amministrativa e di fluidificazione delle procedure operative di erogazione dei servizi, prevedendo l’utilizzo dei canali telematici/digitali per le convocazioni degli utenti e pervenendo ad una disciplina organica del regime di condizionalità, attualmente diversificato in relazione alle categorie di destinatari.
Emerge, in questa logica, anche la necessità di procedere ad un aggiornamento dei LEP dei servizi per il lavoro, adottati nel 2018. Il nuovo contesto di erogazione dei servizi suggerisce, infatti, un ripensamento di alcuni LEP in una prospettiva di razionalizzazione e semplificazione, con la codifica di nuovi livelli essenziali delle prestazioni, ormai consolidati nelle attività ordinarie dei servizi per il lavoro. In questo ambito, vanno allineate e ricondotte ai LEP anche alcune attività svolte nel Programma GOL, tra cui la profilazione qualitativa mediante l’assesment, nonché nuove tipologie di servizi integrativi sviluppati per accompagnare le persone. Più in generale, si pone la necessità affrontare un percorso di modifica del D. Lgs. n. 150/2015, che potrà essere sviluppato nell’ambito del Tavolo tematico congiunto tra il Governo e le Regioni in materia di governance e politiche attive. Tempistica: febbraio 2024, in concomitanza con lo sviluppo dei lavori nel tavolo tematico.
Sistemi informativi: indispensabili, nella chiave della semplificazione, sono i sistemi informativi, al fine di sostenere i sistemi regionali nell’attuazione di GOL, nel funzionamento delle nuove misure di integrazione sociale e lavorativa introdotte dal DL n. 48/2023, nonché nella presa in carico dei percettori di strumenti di sostegno al reddito. Appare fondamentale, infatti, “tracciare” l’attivazione e la partecipazione ai servizi per il lavoro da parte delle persone, anche ai fini della corretta applicazione dell’istituto della condizionalità. Con l’introduzione del Sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa (SIISL), istituito dal DL 48 al fine di consentire l'attivazione dei percorsi personalizzati per i beneficiari delle misure, si conferma la necessità di proseguire sul cammino di implementazione delle infrastrutture informatiche, al fine di assicurare la piena circolarità delle informazioni, realizzare nuove funzionalità e completare i canali di cooperazione applicativa, per l’interoperabilità dei sistemi e lo scambio dei dati tra INPS, Ministero del lavoro e Regioni. Tempistica: primo trimestre del 2024, in concomitanza con lo sviluppo dei lavori nel tavolo tematico ad hoc tra Governo e Regioni.
Misure di sostegno al reddito per i lavoratori: occorre, infine, proseguire con la definizione adeguate misure di sostegno al reddito per i lavoratori, anche a fronte della crisi occupazionale ed economica causata dal conflitto in Ucraina e dei fenomeni alluvionali connessi all’emergenza climatica. Sul piano nazionale, si evidenzia la necessità di un approccio tempestivo per sostenere le imprese e i lavoratori e per risarcire le attività economiche colpite, aiutando la ricostruzione ed il ripristino delle infrastrutture nonché la ripartenza delle aziende, assicurando una continuità nel reddito. Sul piano regionale, si ravvisa l’importanza di accompagnare le politiche passive di valenza nazionale con efficaci misure di politica attiva, a supporto dei processi di transizione occupazionale dei lavoratori in situazione di crisi aziendale, anche in continuità con quanto realizzato nell’ambito del Percorso 5 del Programma GOL. Occorre, inoltre, prevedere forme di incentivo incentivazione per la riqualificazione e ricollocazione delle categorie più fragili, tra cui le persone con meno competenze e/o
prive di titoli di studio, oltre che giovani e donne. Tempistica: entro dicembre 2023, nell’ambito della definizione della nuova manovra di Bilancio 2024
2. La filiera formativa tecnologica professionalizzante
Da anni ormai le Regioni, nell’ambito delle competenze costituzionalmente assegnategli, lavorano alla costruzione di una offerta formativa stabile finalizzata per un verso al contenimento della dispersione scolastica e dall’altro a promuovere l’occupazione giovanile. Un sistema che si sviluppa verticalmente nella logica di accrescimento progressivo delle competenze di base e tecnico specialistiche dando vita a quella “filiera professionalizzante” che porta chi la sceglie ad un rapido e qualificato accesso al mercato del lavoro. I tasselli che compongono il sistema nazionale di istruzione e formazione sono:
Percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) che terminano con l’acquisizione di una qualifica di istruzione e formazione professionale, a seguito di un percorso di base di tre anni, ovvero di un diploma di istruzione e formazione professionale a seguito di un percorso quadriennale o di un percorso annuale di quarto anno. Possibile anche ottenere il diploma di maturità professionale dopo aver ottenuto il Diploma di IeFP e svolgendo un anno integrativo presso un istituto professionale statale, risultando ammessi all’Esame di Stato di Istruzione Professionale;
Percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) che, dopo aver ottenuto il Diploma professionale, portano all’ottenimento di un certificato di IFTS dopo un ulteriore anno di specializzazione;
Percorsi di Istruzione Tecnica Superiore che, a seguito della recente riforma operata dalla L. 99/2022, portano all’ottenimento di un diploma di specializzazione per le tecnologie applicate, ad esito di un percorso biennale, ovvero al diploma di specializzazione superiore per le tecnologie applicate al termine di un percorso triennale.
I titoli della “filiera professionalizzante” sono riconosciuti sul territorio nazionale e correlati allo standard di qualificazione europeo. Tutti i corsi offrono la possibilità di articolare percorsi personalizzati per allievi con esigenze di apprendimento specifiche.
Su questo sistema, radicato sui territori e connesso al sistema produttivo, si innestano le azioni previste dal PNRR volte al potenziamento del sistema educativo nel suo complesso. Azioni che, coinvolgendo una molteplicità di attori, non possono prescindere dal prevedere momenti di raccordo per il tramite di strumenti più operativi, come i tavoli di collaborazione istituzionale, fino agli strumenti di vigilanza normativamente previsti come l’espressione dei pareri o delle previste intese in sede di Conferenza Stato-Regioni.
In tal senso, dovrà proseguire il costante confronto tra MLPS, Unità di Missione del PNRR e Regioni nell’ambito dell’Osservatorio sul sistema duale, per ciò che attiene alle modalità gestionali ed attuative sia degli interventi previsti dal PNRR - M5C1 - Investimento 1.4. Rafforzamento del Sistema Duale, sia per l’ordinario. Su sollecitazione del MLPS le Regioni hanno avviato una riflessione sulla revisione dei criteri di riparto delle risorse per l'anno finanziario 2023. L’obiettivo è stato quello di introdurre un criterio di riparto basato sulla valorizzazione degli esiti formativi/relevant certification superando, al contempo, il criterio dei percorsi modulari NEET che non trovava riscontro specifico negli standard definiti dalle Linee Guida del Duale adottate con DM 139 del 2 agosto 2022. Tempistica: entro dicembre 2023
Anche sul tema degli ITS, le Regioni avevano richiesto la tempestiva attivazione di un Tavolo congiunto Regioni-Ministero dell’Istruzione per la definizione dei decreti attuativi della L. 99/2022. Il confronto, avviato a febbraio 2023, ad oggi ha portato al perfezionamento di sette decreti attuativi. Alcuni di questi, come quello in tema di accreditamento delle Fondazioni ITS e quello sulle aree tecnologiche e le figure di riferimento, rivestono un ruolo fondamentale per la piena attuazione del nuovo quadro normativo. Sono attualmente in corso gli approfondimenti tecnici per il perfezionamento di ulteriori nove decreti attuativi arrivando, di fatto, a completare il quadro dei provvedimenti da perfezionare per il tramite di apposite Intese in sede di Conferenza Stato-Regioni. Il costante confronto a livello tecnico e politico ha portato, inoltre, alla ripartizione di circa l’80% della dotazione complessiva pari ad 1,5 miliardi di € stanziati dal PNRR con la Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università – Investimento 1.5 “Sviluppo del sistema di formazione professionale terziaria (ITS)”.
Nell’ottica di procedere in modo sinergico in tema di governance e sviluppo del sistema degli ITS Academy, le Regioni chiedono di conoscere le intenzioni del Ministero in merito ai tempi e ai modi di utilizzo dei circa 300 milioni di euro residui a valere sulla M4C1 –1.5 Sviluppo del sistema di formazione professionale terziaria (ITS). Tale informazione risulta di fondamentale importanza con particolare riferimento alle Fondazione di nuova costituzione che, essendo state escluse dai riparti fino ad oggi effettuati, risultano a carico dei bilanci regionali. Appare inoltre fondamentale, per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal PNRR, programmare e finanziare, per il tramite delle risorse richiamate, anche azioni di sistema per l’orientamento in coerenza con quanto previsto nelle linee guida per l’orientamento, che equiparano gli ITS alle Università.
Con riferimento, invece alle tempistiche, si esprime preoccupazione sia per la scadenza di dicembre 2023 prevista dal PNRR per l’attuazione della riforma, sia in merito al termine del 30 novembre per le procedure che le fondazioni devono aver aggiudicato con le risorse della prima tranche del PNRR per i laboratori. In merito a questa ultima, infatti, si condivide quanto evidenziato dall’Associazione Rete
Fondazioni ITS ITALIA circa la possibilità di prevedere uno slittamento del termine previsto. Il mancato perfezionamento degli strumenti operativi necessari alla piena operatività delle procedure tecnico amministrative non ha difatti permesso l’attivazione dei bandi. Qualora il termine rimanesse invariato, molte Fondazioni si troverebbero costrette a rinunciare alle risorse PNRR, nonostante abbiano già sostenuto spese relative alle sedi.
Più in generale si tratta di individuare e condividere metodi e strumenti che favoriscano la piena integrazione e la sinergia delle diverse fonti di finanziamento (statali, FSE+, PNRR), evitando elementi di sovrapposizione o incoerenza, anche alla luce di regole e dispositivi già consolidati a livello regionale e nazionale, permettendo in tal modo di ottimizzare e accelerare l'attuazione delle azioni sui territori. In questo senso, si accoglie con favore quanto previsto nel Decreto Direttoriale n. 1385 del 10 agosto 2023 di riparto delle risorse ordinarie 2023 che potranno essere utilizzate altresì per la dotazione di nuove sedi degli ITS Academy e per potenziare i laboratori e le infrastrutture tecnologicamente avanzate, comprese quelle per la formazione a distanza, utilizzati, anche in via non esclusiva, dagli ITS Academy. Infatti, sia a livello tecnico che politico, le Regioni hanno sottolineato la necessità di poter destinare parte delle risorse messe a disposizione dal PNRR M4C1 –1.5 Sviluppo del sistema di formazione professionale terziaria (ITS) per investimenti finalizzati all’adeguamento o all’acquisizione di spazi e di attrezzature per le attività formative. Una necessità che le Regioni ribadiscono, a partire dalle risorse destinate al potenziamento dell’offerta formativa, e rispetto alla quale si chiede di avviare un confronto con l’Unità di Missione al fine di verificarne la praticabilità. Ad oggi, nella normativa legata all’attuazione del PNRR, non si rintraccia nessun elemento ostativo a tale opportunità che consentirebbe sia la sostenibilità del crescente numero di corsi da attivare nonché l’aumento dell’attrattività di tali percorsi in vista del raggiungimento degli obiettivi definiti dal PNRR.
Infine, si ribadisce come l'incremento dell'offerta debba essere sostenuto da subito dall’incremento delle risorse ordinarie al fine di rendere sostenibile l'incremento dell'offerta fino al raddoppio degli iscritti al sistema ITS nel suo complesso come previsto dal PNRR. Tempistica: dicembre 2023
Oltre agli strumenti appena illustrati ne emergono poi di nuovi volti ad una sempre maggior integrazione tra educazione e mondo del lavoro. Il 18 settembre è stato approvato in Consiglio dei Ministri lo schema di disegno di legge di istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale. Il provvedimento intende rispondere alle nuove esigenze culturali, produttive e sociali del Paese e, dunque, ampliare l’offerta formativa per adeguare le competenze acquisite dagli studenti ai fabbisogni espressi dal mercato del lavoro. Il disegno di legge intende consentire l’integrazione degli interventi formativi statali con quelli regionali tra loro interconnessi nel rispetto delle competenze costituzionali in materia di istruzione e formazione, assicurando pari dignità ai diversi
percorsi coinvolti. Si prevede infatti che le Regioni possano stipulare accordi con gli Uffici scolastici e aderire alle reti, denominate campus, di cui possono fare parte i soggetti che erogano percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP), i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), gli ITS Academy, gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado che erogano i percorsi sperimentali, altre istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, le Università, le istituzioni AFAM e altri soggetti pubblici e privati. Un sistema che integra diversi soggetti con la finalità unica di ridurre il mismatch ormai insostenibile tra l’evoluzione del lavoro e le risposte che la scuola è in grado di preordinare. Le Regioni si stanno quindi adoperando per contribuire al perfezionamento del quadro normativo di riferimento in una logica di massima valorizzazione e piena efficienza dei sistemi già operanti sui territori in una logica di evoluzione complessiva del sistema di istruzione e formazione professionale. Tempistica: adozione del provvedimento dicembre 2023, fine della sperimentazione dicembre 2025
Tra le prospettive evolutive del sistema educativo occorre infine citare il Disegno di legge recante “disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del Made in Italy”. Il provvedimento, attualmente in discussione, prevede l’istituzione del Liceo del Made in Italy per promuovere le conoscenze e le abilità connesse all’eccellenza dei prodotti e della tradizione italiana attraverso un percorso liceale in grado di dare competenze storico-giuridiche, artistiche, linguistiche, economiche e di mercato idonee alla promozione e alla valorizzazione dei singoli settori produttivi nazionali che tengano conto delle specifiche vocazioni dei territori. Inoltre, per favorire il passaggio di competenze e di abilità tra generazioni si prevede l’istituzione di un programma di trasferimento delle competenze generazionali per le imprese private con non più di 15 unità da svolgere attraverso il tutoraggio di formazione di un lavoratore andato in pensione, da non oltre 2 anni, a un nuovo assunto a tempo indeterminato di età inferiore a 30 anni. Appare quindi evidente come tali percorsi possano e debbano operare in stretto raccordo con i sistemi formativi regionali rendendo sempre più integrata l’interconnessione tra imprese, licei ed enti di formazione professionale. In tal senso le Regioni sollecitano sin d’ora l’avvio di un confronto che porti all’individuazione di idonei strumenti per una collaborazione sinergica tra Stato e Regioni, tra istruzione e formazione, tra imprese ed istituzioni per la piena valorizzazione delle eccellenze italiane. Tempistica: anno formativo 2024 2025.


( gs / 15.12.23 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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