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Regioni.it

n. 4049 - venerdì 16 aprile 2021

Sommario
- Fedriga: positiva riapertura ristoranti all’aperto
- Draghi: precedenza per riaperture ad attività all’aperto
- Riaperture: lettera Fedriga a Draghi per invio Bozza Linee Guida il 15 aprile
- Vaccinazioni: Fedriga, firmati con Speranza protocolli con biologi, ostetriche e tecnici sanitari
- Pnrr: Fedriga, Regioni siano rappresentate nella cabina di regia
- Giovannini: nominati Commissari per lo sblocco di 57 opere pubbliche

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Fedriga: positiva riapertura ristoranti all’aperto

Le dichiarazioni dei Presidenti sulle linee guida prooste dalla Conferenza delle Regoni

(Regioni.it 4049 - 16/04/2021) "La notizia che dal 26 aprile i ristoranti potranno riaprire a pranzo e a cena, sia pure per i soli tavoli all’aperto, è molto positiva. Siamo grati al Governo per aver accolto alcune nostre proposte contenuti nelle linee guida”, dichiara il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, commentando le dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, in conferenza stampa oggi pomeriggio (vedi notizia successiva) .
“Proseguiremo lungo il percorso della massima collaborazione istituzionale, nella convinzione che gradualmente – anche grazie ai progressi della campagna vaccinale – sarà possibile con responsabilità rimettere in moto il Paese ed andare incontro alle aspettative di cittadini e di imprese.
Nei prossimi giorni – sottolinea infine il presidente della Conferenza delle Regioni -elaboreremo ulteriori proposte per altri settori in un’ottica di collaborazione Governo-Regioni e in un quadro di massima sicurezza e di rispetto dei necessari protocolli di prevenzione”.
Come Conferenza delle Regioni "consapevolmente e volutamente non abbiamo messo date" nelle linee guida per le riaperture, "non cerchiamo lo scontro". La nostra proposta è "costruttiva" poi "il Governo farà le dovute scelte". Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a Radio Anch'io stamattina su Rai Radiouno. "Ma nella lettera di accompagnamento (vedi notizia precedente) - ha aggiunto - abbiamo chiesto di favorire in via sperimentale le attività che si possono svolgere all'aperto", ciò "potrebbe permettere un anticipo di date e la prudenza necessaria in questo momento". 
Le linee guida per le riaperture proposte dalla Conferenza delle Regioni "sono un po' più stringenti", rispetto a quelle dell'anno scorso, "in alcuni passaggi, soprattutto in considerazione della variante inglese", ha precisato il presidente della Conferenza delle Regioni. Quelle proposte, ha ribadito, "sono le linee guida per quando il Governo deciderà di riaprire le diverse attività, ma la lettera di accompagnamento è la parte fondamentale: suggeriamo anche un passaggio transitorio, perché sono convinto, come ha detto il Presidente del Consiglio Mario Draghi, che serva gradualità" e questa gradualità "può partire dalle attività all'aperto".
"In questo momento, il Paese vive una forte tensione sociale e rischiamo che se le istituzioni non si riallineano con i cittadini il problema diventi non soltanto quello delle attività economiche e lavorative ma ciò che mi preoccupa è il rispetto delle regole che rischiano a quel punto di far saltare la tenuta della lotta alla pandemia. Forse è meglio avere regole forti, ma che vengono rispettate, invece che divieti che invece non vengono rispettati" ha sottolineato Fedriga. a precisato il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga a 'Porta a porta' su Rai "Nell'ultima versione delle Linee guida votata dalla Conferenza delle Regioni si prevede un metro di distanza nei ristoranti se la situazione pandemica lo consente, per aumentare a due ove la condizione di diffusione del virus si dovesse aggravare". Lo h
Quanto alla mobilità tra Regioni, "nel processo di graduale riapertura, ovviamente dovremmo andare in quella direzione". ha aggiunto il presidente del Friuli Venezia Giulia. Parlando poi della campagna di vaccinazione nelle Regioni e di casi di persone renitenti, Fedriga ha osservato che "non possiamo colpevolizzare la Regione dicendo che non sta vaccinando, perché se la gente non vuole vaccinarsi è difficile costringerla a meno che il Governo non decida di fare una legge sull'obbligatorietà". Occorre, ha aggiunto, "fare una campagna vaccinale importante e spingerla di più a livello nazionale, ma se una Regione vaccina tutti coloro che lo chiedono non possiamo penalizzarla, perché non si possono inseguire le persone per strada per inoculare il vaccino".
La data delle riaperture ''non siamo noi a stabilirla. Abbiamo fatto una proposta ed io personalmente ho invitato il Governo a dare un 'segnale', con una fase che ho definito non a caso di 'sperimentazione' - e quindi anche prima della scadenza del decreto in vigore (30 aprile ndr) - per i ristoranti all'aperto e il ritorno in palestra per lezioni individuali''. Lo afferma il presidente della Conferenza delle Regioni e Governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga in un'intervista al 'Sole 24 ore'. ''La gradualità deve servire a muoversi, non dobbiamo né avere paura di riaprire né farlo senza tener conto che il virus circola ancora tra noi. Ma pensare di risolvere mantenendo i cittadini chiusi in casa rischia di provocare danni peggiori e mi riferisco anzitutto alla salute, alla diffusione dei contagi''. Per Fedriga ''se i parrucchieri vanno nelle case anziché esercitare nel loro salone con la mascherina, se le persone fanno le cene nelle case invece di andare in un ristorante con obbligo di distanziamento certo il rischio contagio aumenta. Anche per questo la curva si piega lentamente''. Sul mantenimento dei colori e il ritorno del giallo, il presidente della Conferenza delle Regioni sottolinea che ''non sono importanti i colori, ma cosa significano. Penso che delle differenziazioni servano se ci sono situazioni diverse. Ma bisogna calibrare bene come valutare queste differenze''. I parametri devono essere ''aderenti alla situazione reale. Va bene inserire il numero dei vaccinati ma deve essere in rapporto alle adesioni. Altrimenti il rischio è che una Regione virtuosa che vaccina tutti i cittadini che aderiscono alla campagna vaccinale sia penalizzata perché alcune persone non vogliono vaccinarsi.''
''È importante riaprire le attività in sicurezza. Essere pronti con delle misure che tutelino la salute acconsentire però alla vita economica e sociale del Paese di riprendere gradualmente. Non a caso dietro quelle linee guida c'è il lavoro anche dei Dipartimenti di prevenzione delle Regioni''. Lo dice in un'intervista alla Stampa Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia e nuovo vicepresidente della Conferenza delle Regioni, sottolineando che ''la gradualità è il segreto del successo di questa operazione, che deve essere effettuato dal concerto con il ministro della salute Speranza e prestando attenzione all'andamento epidemiologico''.
Sul fatto che la Lega spinga per le riaperture, Emiliano afferma che "Salvini dà voce al suo elettorato, ma mi pare che su questi temi lo faccia in modo sufficientemente garbato''. Il Presidente della Puglia parla poi del suo nuovo ruolo di vicepresidente della Conferenza delle Regioni a fianco al presidente Massimiliano Fedriga: ''La Conferenza delle Regioni tiene insieme personalità molto differenti tra loro, di schieramenti politici diversi e territori diversi. Eppure quando ci riuniamo lavoriamo senza distinzione di partito, trovando sempre un'intesa unanime su tutte le questioni. Non esagero se dico che per me quel luogo incarna l'Unità d'Italia. Lavorare con la guida di Stefano Bonaccini è stato un privilegio e il lavoro come vice di Massimiliano Fedriga si fonda sugli stessi principi e valori''.
Quanto al piano vaccinale in Campania, Emiliano sostiene che "la strategia di De Luca non sia molto diversa da quella delle altre regioni. De Luca è certamente per rispettare i criteri che riguardano fragili, disabili, over 80 e over 70. Completati questi, sostiene De Luca, considerato che fra gli over 60 ci sono molte persone che lavorano, suggerisce di mettere in parallelo al fattore età anche criteri professionali di interesse strategico che per altro potrebbe consentire di velocizzare le vaccinazioni. La Conferenza delle Regioni è attenta a questi suggerimenti ma non può che raccomandare a tutti di rispettare gli indirizzi del commissario Figliuolo e di concerto con lui eventuali idee innovative''. 
''Sono per un'equa distribuzione dei vaccini fra le Regioni - conclude - secondo la popolazione e in coerenza con i principi costituzionali. Non credo che sia possibile altro criterio perché chiunque potrebbe impugnare in giudizio una decisione che crei sperequazione. Fare opposizione in tempi di Covid - dice a proposito delle recenti critiche al ministro della salute Speranza - non è facile per Fratelli d'Italia e non è semplice il ruolo di chi deve appoggiare un governo fortemente legato ai principi dell'Unione Europea che ha come pilastro politico il Pd e il Movimento 5 stelle. Ci vuole quindi molta comprensione per la Lega e per Fdi accettando che la Meloni, che ha fatto la scelta politica di rimanere fuori dal governo, svolga il ruolo di opposizione che si è ritagliata. Nulla migoverno, svolga il ruolo di opposizione che si è ritagliata. Nulla mi pare che sia fuori dalle regole. Speranza è un ottimo ministro della salute che si è caricato di una responsabilità immensa, venendo per questo anche minacciato da gruppi estremisti, e ha il totale appoggio da parte mia e posso immaginare anche dell'intero governo''.
''Da oggi parte una road map verso la libertà. Cominciare a parlare di riaperture vuol dire soffiare una ventata di ottimismo al sistema''. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in un'intervista a 'Repubblica., sottolineando che ''il cronoprogramma e le proposte delle Regioni sono giustificate sia dal calo dell'incidenza della malattia che dall'andamento della campagna di vaccinazioni. Prima della conferenza delle Regioni ho trascorso un'oretta col presidente del Consiglio Draghi: si rende conto che il Paese è allo stremo. Ha ragione lui: dobbiamo ''riacquistare il gusto del futuro''. Ecco perché un calendario delle aperture diventa fondamentale''. Riaprire, dunque, perché ''i dati in prospettiva lo consentono''. Toti sottolinea che non sin sono ''fissato delle date ma abbiamo chiesto un confronto col governo, che ci sarà. Io ho detto che al più tardi bisognerebbe iniziare il 3 maggio. O anche prima, dove i dati lo consentiranno. A patto di continuare a utilizzare le zone di rischio che finora hanno funzionato. E poi, occorre modificare i parametri tenendo conto delle vaccinazioni''. La svolta aperturista delle Regioni, per Toti non è legata alla nuova guida della Conferenza delle Regioni, con il leghista Fedriga. ''No, questo è un eccesso di malizia che non credo faccia bene a nessuno. L'anno scorso la Conferenza ha svolto lo stesso ruolo di sprone al governo sotto la guida di Bonaccini e la mia da vice. Non vedo cambio di linea. La politica non c'entra. C'entra il fatto che le Regioni, avendo i terminali ben piantati nella società, avvertono la spinta delle categorie e la disperazione della gente più di quanto percepisca Roma''. 
"È giusto rivendicare le riaperture ma è doveroso chiedere il rispetto delle regole". ha dichiarato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel corso di un punto stampa convocato presso la sede della Protezione Civile di Marghera (Venezia). "Dobbiamo essere rigorosi" perché il rischio "è che il combinato disposto delle aperture e del mancato rispetto delle regole faccia precipitare la situazione" ha concluso il Presidente.
"Sulle riaperture servono soluzioni concrete e praticabili, per dare una speranza e una prospettiva vere ad attività che da troppo tempo non vedono la luce". E' quanto scrive, sulla sua pagina Facebook, il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, secondo cui "è molto positivo che oggi la Conferenza delle Regioni abbia approvato le linee guida per la ripartenza delle attività economiche in piena sicurezza". A giudizio del governatore emiliano-romagnolo queste indicazioni, "tengono insieme da un lato la prevenzione e la tutela della salute, che deve restare la nostra priorità assoluta, dall'altro la necessità di dare respiro a categorie allo stremo: commercianti, ristoratori, baristi, gestori di piscine e palestre, operatori della cultura e della creatività, il mondo dello sport. Sono la proposta delle Regioni al Governo per poter riaprire, con precauzione, presto". E questo, argomenta ancora Bonaccini, "è il metodo giusto. Stare al merito, definire le regole necessarie e condivise con la sanità pubblica e la comunità scientifica, unità e collaborazione istituzionale. Senza dividersi, magari solo per poter fare ogni volta una nuova promessa. Promesse - conclude - che servono a poco, non certo a rimettere in moto tutto il Paese.
"Il documento che come Regioni abbiamo presentato al governo in tema di riaperture non è emotivo, è un  documento scientifico perché è fatto dai dipartimenti di prevenzione  delle regioni italiane"Lo ha detto il presidente della Regione  Piemonte, Alberto Cirio sottolineando che al documento "il Piemonte ha lavorato attivamente".
Cirio ha, quindi, precisato che il documento "prevede sostanzialmente  di garantire sempre in assoluto la tutela della sicurezza, che viene  prima di tutto, ma dice anche che laddove la sicurezza può essere
coniugata con la riapertura, lì si riapra".
"La prossima settimana il governo esaminerà le linee guida contenute  nel documento e credo che come avvenne già nella scorsa primavera,  possano un essere un tavolo reale di discussione per dare delle  prospettive certe a chi deve riaprire", ha concluso Cirio.




Link al post sul profilo Facebook del Presidente Bonaccini

Covid: Fedriga, linee guida più stringenti dell'anno scorso

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( red / 16.04.21 )
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