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Regioni.it

n. 4186 - venerdì 19 novembre 2021

Sommario
- Emergenza Covid-19: Fedriga, possibile confronto con il Governo ad inizio settimana
- Pesca: preoccupazione per popolazione salmonidi e per disimpegno automatico delle risorse FEAMP 2014-2020
- Legge di Bilancio 2022: audizione delegazione Conferenza delle Regioni lunedì 22 novembre
- Un'Europa più vicina ai cittadini: #madebycitizen4cohesion (progetto Cinsedo), oggi un incontro con gli studenti della scuole medie superiori
- 27 e 28 novembre a Genova: VI Conferenza Nazionale sulle dipendenze "Oltre le fragilità"
- Pubblicati i report della Conferenza Unificata e Stato-Regioni del 18 novembre

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Emergenza Covid-19: Fedriga, possibile confronto con il Governo ad inizio settimana

Le dichiarazioni di diversi Presidenti di Regione

(Regioni.it 4186 - 19/11/2021) Sui contagi Covid-19 "abbiamo chiesto un incontro urgentissimo al Governo, ci incontreremo lunedì o al massimo martedì". Lo dice Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, a Rai Radio1, ospite di "Un Giorno da Pecora" (intervista al 26° minuto). Quanto ai contagi in Friuli Venezia Giulia "oggi ci sono 533 positivi", poco meno di ieri, spiega il governatore del Friuli Venezia Giulia e "speriamo che vi sia una stabilizzazione della curva. Quello che particolarmente mi preoccupa sono le ospedalizzazioni perché quello è il dramma della pandemia".
Rispetto alle frontiere con gli altri Stati, Fedriga precisa: "Abbiamo chiesto di fare i controlli del Green Pass ai confini, così come ha fatto Slovenia e Austria, penso che sia un'opera di tutela senza volerci chiudere, ma garantire perlomeno misure sanitarie che possono proteggere la nostra popolazione".
Quanto agli struimenti di prevenzione, fedigra sottolinea che "Lo strumento del tampone è utile, e insieme al vaccino porta a una riduzione del rischio. Il tampone rapido però verifica una virulenza alta", il che vuol dire "che non annulla il rischio ma lo riduce, così come il vaccino. Sono in campo delle politiche di riduzione del rischio. Se vado in autostrada con la cintura di sicurezza non è che sono sicuro di non fare incidenti e di non farmi male, ma riduco il rischio. Così dobbiamo approcciarci agli strumenti che sono stati messi a disposizione in pochissimi mesi da parte della scienza che dobbiamo ringraziare".
Qunato alle minacce di frange estremiste, il Presidente del Friuli Venezia Giulia dice di riceverne ''quotidianamente", "da una parte di estremismo antiscientifico no vax. Ne ho una collezione ormai, è una cosa quotidiana, mi scrivono via mail, via lettera. Ma non mi fanno paura queste cose''.
"Zona gialla in Friuli Venezia Giulia? Per settimana successiva dovremmo evitarla, ma insomma quella dopo sarebbe in zona gialla a meno di un drastico calo delle ospedalizzazioni", dice Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni,. Quanto all'ipotesi zona arancione, ragiona Fedriga "diventa una misura drammatica per l'economia, da qui la proposta di un incontro con il Governo che va proprio in quella direzione. Mettiamo in campo delle misure che possono tutelare la salute, bene primario, e quindi gli ospedali. D'altra parte non possiamo far pagare all'economia, alle imprese, ai ristoratori, al turismo" questo passaggio. "Vogliamo chiudere gli impianti di risalita sulle piste da sci anche questa stagione? Penso sia inaccettabile", aggiunge. "La proposta che io e altri governatori abbiamo avanzato non è di maggiore restrizione" ma "se lasciamo le cose così, vuol dire che in zona arancione le restrizioni valgono per chiunque". La proposta sarebbe che le misure di restrizione "potrebbero essere non applicate a chi è vaccinato o ha avuto il Covid". In altre parole, "si potrebbe far vivere in zona bianca vaccinati e chi ha avuto il Covid".
Il confronto con il Governo sull'ipotesi di misure restrittive per i non vaccinati "lo sta portando avanti il presidente Fedriga, ci siamo sentiti anche ieri sera. Noi Regioni stiamo continuando con questa impostazione molto determinata e stiamo trovando orecchie sempre più sensibili nel Governo. Tutti si rendono conto che in questa situazione in cui l'Est Europa, la Germania, l'Austria stanno mostrando numeri molto preoccupanti" e in Italia "c'è un aumento dei contagi "in Friuli, Lombardia e Veneto, noi dobbiamo prendere ora delle misure per prevenire una situazione che possa peggiorare". Lo ha detto il presidente della Toscana, Eugenio Giani, a margine di un evento a Firenze. "Quelle misure devono essere il rigore e lo stimolo a vaccinarsi. Se l'Italia è oggi più a riparo è perché ha condotto una campagna di vaccinazione che ha coinvolto oltre l'80% della popolazione". Le misure restrittive, ha continuato Giani, dovrebbero essere applicate "verso i non vaccinati che sono quelli che a mio giudizio hanno fatto una scelta. Ogni scelta è da accettare, ma chi la fa stia a casa, esca per andare a fare la spesa, ma non porti la sua situazione in luoghi di socialità. Il Green pass, quindi, deve essere reso più rigoroso per dissuadere da questo atteggiamento". "Dovrebbe durare meno la validità del Green pass? Penso di sì, direi sei mesi: se aggiornato prima questo strumento stimolerebbe anche a procedere presto sulla terza dose. E riguardo quest'ultima sono convinto che molti la faranno, perché tanto la rimozione psicologica è quella sulla prima e la seconda dose", ha poi spiegato a Sky Tg24 Eugenio Giani.
"La riflessione sul fatto che chi si è vaccinato non debba subire gli effetti di un nuovo lockdown è molto condivisa tra i presidenti di Regione. il presidente Fedriga avvierà le interlocuzioni necessarie per avere un confronto col premier Draghi". Così il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, anche lui ai microfoni di Sky Tg24. "Valutiamo quali sono le condizioni per tenere aperto - aggiunge -, che si chiami Green pass rafforzato o tampone del giorno in cui uno si presenta". A proposito della stagione sciistica, Cirio ricorda che per il Piemonte "la montagna è il primo prodotto turistico. Siamo fermi da più di un anno: la scorsa stagione non si è sciato, quella prima è stata interrotta. Pensare di interromperla, o di limitarla, vorrebbe dire che in questo Paese non si è fatto nulla e due anni di ricerche scientifiche e di medicina non ci permettono di sciare in montagna. Crediamo e confidiamo molto che la stagione possa ripartire, ne sono certo, ma dobbiamo stare attenti che non si fermi come due anni fa".
"Da settimane noi chiediamo al governo di intervenire consentendoci di adottare misure restrittive a livello locale. La quarta ondata sta arrivando da Nord, dai Paesi dove le temperature sono più basse e si sta all'interno, noi siamo stati i primi ad essere colpiti anche perché, questo va detto, abbiamo un basso tasso di vaccinazioni e siamo stati indisciplinati. Adesso però nella Conferenza delle Regioni c'è una linea condivisa più o meno da tutti, indipendentemente dal colore politico. Il presidente Fedriga ha ricevuto un mandato chiaro. non possiamo stare fermi a guardare la situazione che peggiora". Così Arno Kompatscher, presidente della Provincia autonoma di Bolzano, in un'intervista al Corriere della Sera. Le richieste al governo sono di ""anticipare la terza dose per tutti, dare la possibilità ai governatori di adottare misure restrittive come l'obbligo di mascherina all'aperto anche prima che scatti la zona gialla o che arrivino nuovi lockdown totali. E, terzo, fare in modo che eventuali restrizioni future non ricadano su chi è vaccinato"", ha sottolineato.
"Si sta ragionando proprio in queste ore, come sempre alla bisogna si interverrà ulteriormente, ma dobbiamo fare di tutto per garantire l'apertura delle attività economiche". sottolinea il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che oggi a L'aria che tira, su La7, è stato interpellato sulle nuove misure allo studio per contrastare la quarta ondata del Covid. "E' il Governo che deve decidere, si può ragionare per evitare ulteriori chiusure", dice Bonaccini, ma "ne discuteremo insieme nei prossimi giorni". Sull'atteggiamento tenuto finora dal premier Draghi per quanto riguarda le nuove misure da adottare, "credo che voglia ponderare bene", afferma il Presidente dell'Emilia-Romagna. Intanto però, rileva comunque Bonaccini, "è bene che si acceleri sulle terze dosi per chi ha più di 40 anni, questo è importante. Noi abbiamo il 90% di vaccinati in Emilia-Romagna e siamo ancora sotto la metà delle soglie di saturazione in terapia intensiva e reparti Covid perchè una così diffusa e massiccia vaccinazione ad esempio in terapia intensiva sta impedendo che vengano ricoverate persone che sono state vaccinate". Beninteso, anche in Emilia-Romagna "i ricoveri nei reparti Covid stanno crescendo e qualcosina anche in terapia intensiva, ma in terapia intensiva sono negli ultimi mesi sono pressochè tutti non vaccinati". Il vaccino, sottolinea ancora Bonaccini, "è l'unico strumento che può farci uscire da questa vicenda".
"Ci stiamo predisponendo a prendere le prenotazioni di tutti senza distinzione di eta', quindi dai 12 ai 150 anni. Ovviamente, le prenotazioni potranno diventare vaccinazioni vere e proprie solo per gli over 40 nei prossimi giorni", dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a Bari durante la conferenza stampa di presentazione del potenziamento della campagna vaccinale anticovid19. "Speriamo che nell'immediatezza si possano sbloccare altre fasce di età o addirittura tutte quante". "Fino a stamattina ho premuto, come ha premuto tutta la Conferenza delle Regioni, per vaccinare liberamente tutte le persone che avevano fatto le prime due dosi senza limite di età, perche' faccio ancora fatica a capire qual è il motivo per il quale noi non apriamo la vaccinazione di tutti. Un motivo ancora difficile da comprendere: gli esperti del ministero della Sanita' ci faranno sapere meglio la motivazione"."Resta il fatto, pero', che la pressione che stiamo esercitando - ha aggiunto Emiliano - è enorme al punto che stamattina ho chiamato il generale Figliuolo, per spiegare che la Puglia è pronta a vaccinare tutti coloro che hanno la scadenza del termine e che se non dovesse arrivare l'ok, dovremmo prendere anche decisioni piuttosto radicali". "Abbiamo concordato - ha concluso Emiliano - di attendere ancora un altro po' di tempo" per avere le argomentazioni "scientifiche e giuridiche".
Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, sopiega che "Il 25% dei casi di Covid registrati in questa ultima settimana riguarda i ragazzi sotto i 13 anni, cioè la fascia di età non vaccinata. Quella fino ai 19 ha visto un incremento del 7%: la differenza è evidente. Tuttavia questi bambini non finiscono in ospedale, rischiano però di finirci i più anziani e in questo senso c'è una netta prevalenza di non vaccinati rispetto ai vaccinati tra i ricoverati. Abbiamo dato indicazione alle Asl di intensificare le campagne di tracciamento anche perché molti di quelli che finiscono nel reparto malattie infettive scoprono di essere positivi solo dopo essere andati in ospedale per altre ragioni". Le scuole, dunque, si dimostrano ancora una volta i luoghi dove si registra la maggior crescita dei contagi, ma al momento non vi saranno restrizioni eccetto che nei casi particolari per cui, andando oltre una certa soglia, è necessario tornare in dad. A rendere complicata la gestione della diffusione del virus tra le fasce più giovani i trasporti ora al 100%, ma anche gli ingressi non più scaglionati e lo scarso rispetto delle regole: "Lavoreremo per intensificare controlli e screening", ha concluso Marsilio.
In Liguria rispetto alla tempistica della terza dose di vaccinazione "siamo pronti a fare quello che l'Istituto superiore di sanità e il ministero ci indicano di fare. Il tema non è stato discusso ieri in Conferenza delle Regioni". Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti interpellato circa l'anticipo a cinque mesi della dose booster, dopo le scelte del Regno Unito e soprattutto le sollecitazioni a partire subito con le terze dosi del presidente della Campania Vincenzo De Luca.  "Sono stato tra i precursori dell'introduzione dell'obbligo vaccinale dicendo che avrebbe evitato speculazioni. Ormai ci stiamo avviando all'88% di vaccinati: contando i bambini sotto i 12 anni, domani sotto i 5, la popolazione non vaccinata è in parte uno zoccolo duro difficile da scalfire, sia col green pass sia con l'obbligo vaccinale". Lo ha detto Giovanni Toti, presidente della Liguria e cofondatore di Coraggio Italia, intervistato da RaiNews24. L'obbligo vaccinale, ha aggiunto Toti, "sarebbe un modo di ribadire l'importanza della vaccinazione e di escludere quei cittadini da alcune pratiche di vita, ma è inimmaginabile un Tso per milioni di persone". "Il Covid - ha poi detto il presidente della Regione Liguria a ""Parliamone"" su RaiNews24 -  negli altri Paesi d'Europa fa molta più paura rispetto a quanto sta facendo da noi, segno che le politiche legate al green pass e alla campagna di vaccinazione ci mettono in testa nella classifica dell'efficienza europea"".
"In passato come Umbria siamo stati più esposti, ma ora con le vaccinazioni che stanno andando bene ci siamo messi al riparo": a dirlo è la presidente della Regione Donatella Tesei. A suo avviso però "i buoni comportamenti fanno ancora la differenza". Sulla questione del rispetto delle misure, Tesei ha ricordato che "controlli a campione vengono fatti ed è chiaro che c'è qualcuno che non rispetta le regole". "Ma vedo nella maggior parte degli operatori economici - ha aggiunto - senso di responsabilità. Questo perché sanno che sono i primi che devono fare attenzione, visto che a tornare indietro e a chiudere ci vuole poco". "Non dobbiamo tornare ad ulteriori restrizioni. Ci sono opportunità riconquistate che non possiamo perdere. Oggi, ancora di più, ci vuole responsabilità del singolo e l'invito che rinnovo è quello di vaccinarsi e di mantenere le cautele", ha aggiunto la presidente della Regione Umbria, rispondendo ad una domanda sull'ipotesi di misure per i non vaccinati nelle varie regioni. Lo ha fatto in occasione di una conferenza stampa sulla questione delle liste d'attesa in sanità. "Anche se alcune regioni sono più in difficoltà - ha detto Tesei - il tema delle nuove restrizioni non è ancora all'ordine del giorno della Conferenza ma non escludo che presto si possa trattare la questione". Per la presidente umbra, la cosa che si può continuare a fare al momento è quella di invitare tutti a vaccinarsi, soprattutto a chi non lo ha ancora fatto. "Nessuno ha mai detto che i vaccini ci rendono immuni dal Covid - ha sottolineato - ma possiamo senz'altro constatare che tutti quelli che ora sono in terapia intensiva sono non vaccinati". "Abbiamo riavviato la socialità, l'economia, il turismo, riaperto scuole - ha detto ancora Tesei - e ricordiamoci dove era il nostro Pil. Non vorrei che in questa prospettiva ci si faccia male da soli, con le conseguenze che poi saranno pagate da tutti".
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a proposito del cosiddetto Super Green pass per penalizzare i non vaccinati afferma di aver "già espresso la mia posizione, abbiamo chiesto proprio recentemente un incontro con il Governo perché l'unica cosa certa è che si deve intervenire. Si deve cercare di capire come organizzarci, l'ho detto ieri in occasione dell'incontro con le Regioni e in questo caso dobbiamo cercare di prevenire il virus, non dobbiamo correre sempre dietro a quello che lui fa, e quindi dobbiamo incontrarci con il Governo e valutare". Quanto all'Austria, che ha annunciato il lockdown anche per i vaccinati, Fontana ha evidenziato che la situazione in quel Paese "sta peggiorando in maniera molto più rapida di quanto si potesse immaginare, ma tutto dipende dalla barriera che la vaccinazione consente di creare. Più alta è la vaccinazione, più alta è questa barriera. Più bassa è, più alta è la possibilità che il virus ricominci a galoppare"" ha concluso.
"Non abbiamo voglia di perdere tempo con i no vax e con tutti gli 'sfrantummati' d'Italia. La Campania è fra le Regioni che chiedono misure rigorose, dure e specifiche nei confronti di chi decide di essere un creativo e di non vaccinarsi". Lo dice, nel corso di una diretta Facebook, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. "Noi stiamo lavorando su due priorità: terza dose per il personale sanitario obbligatoria di fatto, anche se sarà resa obbligatoria tra qualche ora, e poi la priorità del personale scolastico. Oramai la gran parte ha superato i 6 mesi dall'ultima somministrazione"". Così il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, durante la diretta Facebook. "Tra l'ultima settimana di novembre e le prime due di dicembre dobbiamo completare le terze dosi o le seconde dosi al personale scolastico, arrivare all'immunizzazione. Io non credo che dobbiamo perdere più tempo con i no vax. Quando si parla un alfabeto che non è uguale si perde tempo, è come se noi parlassimo la lingua italiana e loro in afgano. Andiamo avanti, non perdiamo tempo. Il nostro obiettivo oggi - aggiunge - è di tutelare per quanto più possibile la salute dei nostri concittadini e abbiamo l'obiettivo di non far chiudere la nostra regione e l'Italia. Provate a immaginare se nel giro delle prossime due o tre settimane siamo costretti a richiudere alberghi, ristoranti, bar, palestre, teatri e cinema. Sarebbe un disastro. Ma è inutile raccontare queste cose a chi non ha alcuna intenzione di utilizzare la ragione. A questi dobbiamo dire semplicemente che la stupidità non è un argomento, punto e basta".
"In Conferenza delle Regioni ieri ho  chiesto formalmente che si torni a riaprire un tavolo con il governo  per fare un punto della situazione in maniera più frequente, visto che rientriamo nella fase acuta, e ho chiesto un incontro con il ministro  Speranza. In ogni caso, ieri non si è parlato del modello Austria", ha spiegato il presidente del Veneto, Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa. "A mio avviso, stante oggi la Costituzione, pensare di fare il  lockdown per i non vaccinati, non si riesce. Secondo me non è  praticabile dal punto di vista giuridico. Il ragionamento è stato un  altro:evitare di chiudere e fare il lockdown. Ve li ricordate i  tromboni che ci spiegavano quanto fosse brava la Germania? Il  risultato è che la Germania si è fatta una sfilza di lockdown.", ha  sottolineato. "Il nostro modello dei colori comunque ci ha permesso di evitare  queste chiusure totali. Questo modello prevede un primo passaggio in  zona gialla - con mascherine ovunque, anche all'aperto, 50% teatri e  cinema, poi si passa all'arancione - dove non si esce dai confini  comunali - e alla rossa dove si esce solo per andare a lavorare e fare la spesa. E' possibile che si valuti una differenziazione di queste  misure in base allo stato vaccinale del cittadino, ma ad oggi non si è deciso nulla e la decisione dovrà comunque essere presa a livello  nazionale", ha assicurato Zaia.



( red / 19.11.21 )
Regioni.it

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