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Agricoltura: assessore lascia, messo sullo sfondo da Emiliano Polemica col governatore per gestione vertenza gilet arancioni

venerdì 11 gennaio 2019

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   (ANSA) - BARI, 11 GEN - L'assessore alle Risorse
agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia, si è
dimesso dall'incarico, come aveva annunciato nei giorni scorsi,
in polemica con il presidente della Regione, Michele Emiliano,
che lo avrebbe "messo sullo sfondo e considerato parte del
problema" nell'affrontare le vertenze del settore. Di Gioia
aveva annunciato le dimissioni giorni fa in occasione delle
proteste dei gilet arancioni a Bari, criticando le modalità con
cui il governatore aveva affrontato la questione. La sua
"esuberanza - ha detto in una lunga conferenza stampa - a volte
gli impedisce di guardare il particolare e io sono il
particolare che Emiliano ha trascurato".(SEGUE).

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11-GEN-19 13:09 NNN

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   (ANSA) - BARI, 11 GEN - "Io penso che il presidente Emiliano
- ha detto ancora Di Gioia - abbia caratterialmente la
propensione ad entrare in tutte la materie e questo attiene al
suo rapporto con gli elettori ed è nelle sue prerogative. So
bene di essere un delegato del presidente, ma non può ergersi in
corso d'opera a risolutore di situazioni che anche lui come me
ha contribuito a creare, traslando le questioni politiche da
questi uffici a quelli che stanno 500 metri più avanti, credo
che non si onesto nei miei confronti e nei confronti degli
agricoltori".
   "Emiliano può sempre occuparsi di agricoltura - ha detto
ancora - ma deve avere il garbo di venire in assessorato e
partecipare a tutti i tavoli di concertazione. Non può essere la
vertenza dei gilet arancioni o della Coldiretti risolta solo
cambiando lo scenario". Di Gioia ha parlato di "errori fatti" e
di una "necessaria operazione verità" con riferimento
all'attività dell'assessorato che ha guidato negli ultimi 3 anni
e mezzo, definendo le sue dimissioni come uno "stimolo per
cambiare". "Consegno la delega all'Agricoltura al presidente
Emiliano - ha detto ancora - insieme con una piccolo testamento
di quello che è assolutamente irrealizzabile se non adottando
strumenti straordinari: potenziare il personale, chiarire se ci
sono risorse, nominare nuovi dirigenti che abbiano la forza di
formare atti complicati, far partire subito nuovi bandi".
   Di Gioia ha ripercorso le principali attività
dell'assessorato e soprattutto le criticità, dai fondi del Psr
alla questione Xylella. "Non voglio mascherare dimissioni
politiche in una sorta di rimando di responsabilità ad altri. Io
mi assumo la responsabilità di quello che abbiamo fatto - dice -
e in alcuni casi ne sono orgoglioso, però c'è da dire che per
fare l'assessore all'agricoltura c'è bisogno di una totale
copertura politica da parte del presidente, che non significa
autonomia gestionale, ma significa sapere che il presidente usa
il suo ruolo per mediare il mio rapporto con quello degli altri,
per mettere l'agricoltura come primo elemento della nostra
strategia". Non penso - continua - che il presidente sia un
super assessore, uno che sta sopra l'assessore con eguali
funzioni, penso che sia un assessore speciale, che ha funzioni
diverse, che deve fare cose aggiuntive, che mi deve dare la
forza e la possibilità di risolvere le cose". "Se tutto questo
forse non è stato chiaro in questi tre anni e mezzo - conclude -
spero che le mie dimissioni lo abbiano palesato in maniera
cristallina, in maniera tale che, al netto del fatto che io vado
via, il presidente prenda in carico questa
responsabilità".(ANSA).

     YB2-LF
11-GEN-19 13:30 NNN