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FISCO: 'TESORETTO' ITALIA DA 871 MLD, CON CARTELLE ARRETRATE DEBITO GIU' ALL'83,7%/ADNKRONOS

mercoledì 8 maggio 2019

ZCZC
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      Roma, 8 mag. (AdnKronos) - L'Italia ha un 'tesoretto' che le
consentirebbe, in teoria, di ridurre il livello del debito pubblico
del paese dall'attuale 132,6% del pil all'83,7%. Sarebbe sufficiente
riscuotere gli 871 miliardi di euro di ruoli non incassati, che
riguarda una platea di oltre 20 milioni di contribuenti. Secondo gli
ultimi dati dell'Agenzia delle entrate, risalenti alla scorsa estate,
il bottino grosso si concentra nella fascia di debito oltre i 500.000
euro. Il numero dei contribuenti che rientrano in questo gruppo
ammontano appena allo 0,9% del totale ma contribuiscono al mancato
incasso per il 66,5% del totale. Al lato opposto ci sono i piccoli
debitori, coni ruoli fino a 1.000 euro, che rappresentano il 55,1% dei
contribuenti che ha un conto aperto con il fisco ma, in termini
economici, arrivano appena all'1,9% del debito complessivo.

      Ma attenzione, tra tutti i 'debitori' in arretrato c'è chi sicuramente
non salderà mai il suo debito, chi potrebbe farlo ma è molto
improbabile, e chi prima o poi pagherà. Gli 871 miliardi di euro
rappresentano, infatti, il carico del residuo contabile, da cui
bisogna scalare la quota che non può essere riscossa perché i soggetti
sono falliti (152,7 miliardi di euro), sono deceduti o le ditte sono
cessate (103,9 miliardi di euro). Poi ci sono i carichi sospesi (47,8
miliardi), coloro che risultano nullatenenti (103,9 miliardi), le
azioni cautelari (364,7 miliardi) o le rate sono fallite su dilazioni
non revocate (13,7 miliardi). Alla fine dei conti quello che resta
sono 84,2 miliardi di euro.

      Ma anche questa cifra andrebbe ulteriormente 'scremata', visto che
comprende anche di debiti per i quali, in ragione delle norme a favore
dei contribuenti, le azioni di recupero sono limitate o inibite. Si
tratta dei misure come la soglia minima per l'iscrizione ipotecaria,
l'impignorabilità della prima casa, i limiti di pignorabilità dei beni
strumentali nonché la limitazione alla pignorabilità di stipendi,
salari e indennità relative al rapporto. (segue)

      (Mis/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
08-MAG-19 18:29

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(2) =

      (AdnKronos) - Ma chi sono i creditori di questi contribuenti? Per
l'81% si tratta di crediti residui di natura erariale, il 14% è di
natura contributiva e previdenziale, il 3% è dei comuni e il restante
2% dai restanti enti impositori (regioni, camere di commercio e ordini
professionali).

      ''L'anomala consistenza del 'magazzino' residuo dei crediti affidati
all'Agente della riscossione -spiega l'Agenzia delle entrate in un
delle audizioni tenute in parlamento- rappresenta un'unicità rispetto
al panorama internazionale. Una parte della colpa va alle strutture
private, che si sono occupate della riscossione fino al 2006.

      Tuttavia, anche oggi, secondo il Fondo monetario internazionale e
l'Ocse, ''il sistema si presenta eccessivamente macchinoso, in quanto
impone lo svolgimento di attività di recupero pressoché indistinte per
tutti i crediti iscritti a ruolo''.

     
     
      (Mis/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
08-MAG-19 18:29

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