Sicilia: disavanzo cresce di un miliardo. Rischio blocco spesa

mercoledì 18 settembre 2019


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(AGI) - Palermo, 18 set. - Aumenta di un miliardo di euro circa il
disavanzo a cui la Regione siciliana dovra' far fronte entro la fine
della legislatura. Cifra che potrebbe anche crescere dopo che la
Corte dei Conti avra' concluso l'esame del rendiconto dell'anno
scorso. Numeri allarmanti che potrebbero spingere la Regione a
valutare pure l'ipotesi di un blocco della della spesa fino alla fine
dell'anno. Una notizia che il presidente della Regione siciliana,
Nello Musumeci, ha comunicato stamane a Palazzo d'Orleans incontrando
la stampa per fare il punto dei conti della Regione. "Non c'e' un
buco, ma un disavanzo di 7,3 miliardi di euro che si e' accumulato
per una serie di errori compiuti negli ultimi 30 anni - ha spiegato
il governatore - questa anomalia finanziaria poteva essere corretta
nel 2015, ma noi non eravamo al governo quell'anno".
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(AGI) - Palermo, 18 set. - Lo Stato consentiva, ha proseguito
Musumeci, "di potere in parte pianificare, e quindi spalmare
quella triste situazione che si era evidenziata ma chi doveva
fare non l'ha fatto. Adesso le responsabilita' di risanare il
bilancio cadono sul mio governo: siamo chiamati noi a porre
rimedio agli errori del passato".
    Tutto ruota attorno al decreto legislativo del 2011, ha
continuato Musumeci riferendosi alla riforma contabile che
prevedeva una armonizzazione di tutti i sistemi finanziari
degli enti locali. L'articolo 3 stabiliva che tutti enti
interessati dalla riforma dovessero fare una verifica,
adeguando i residui attivi e passivi al primo gennaio 2015. "E'
tutto qui il nodo della questione - sottolinea - se nel 2015 si
fosse fatto quanto era dovuto, oggi non saremmo dove siamo. E
allora noi non sostenevano quel governo che avrebbe dovuto
applicare il 118". Secondo Musumeci, la regione allora avrebbe
spalmare in 30 anni il disavanzo di bilancio: "Questo e'
accaduto soltanto in minima parte, e questa omissione ha
determinato che tutti i residui oggi cancellati non potranno
piu' esser spalmati nei prossimi tre decenni. Questo il danno
infernale provocato, salvo un nuovo accordo da raggiungere con
lo Stato". (AGI)
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