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MIGRANTI: TOTI, ''PARLAMENTARI A BORDO SEA WATCH AZIONE OPPOSIZIONE A GOVERNO''

domenica 27 gennaio 2019

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      Roma, 27 gen. (AdnKronos) - ''''Mi sembra evidente che l''iniziativa di
alcuni parlamentari di salire a bordo della Sea Watch sia una azione
di opposizione e provocazione alle politiche del Governo più che di
ispezione. È chiaro pure che non saranno alcune decine di migranti in
più o in meno a fare la differenza nella gestione del fenomeno
migratorio". Lo scrive su Facebook Giovanni Toti presidente della
regione Liguria in merito alla visita a bordo della nave al largodi
Siracusa dei parlamentari Nicola Fratoianni, Stefania Prestigiacomo e
Riccardo Magi.
      "Ma è altrettanto chiara -aggiunge- la provocazione di molte
organizzazioni cosiddette ''umanitarie'', che sembrano avere come primo
scopo quello di contestare le politiche italiane di contenimento degli
sbarchi usando il loro carico umano, alla cui sofferenza nessuno può
restare indifferente. Continuare a parlare di rivedere il Trattato di
Dublino è solo una foglia di fico, dal momento che riguarda solo una
parte minimale del flusso migratorio". (segue)
      (Red/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
27-GEN-19 17:45
NNNN


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     (2) =

      Riaprire i porti a una nave vorrebbe dire riaprirli a tutte
      (AdnKronos) - Per Toti, dunque, "quelle che abbiamo di fronte sono
tutte scelte difficili che non meritano né propaganda né provocazioni.
Riaprire i porti a una nave, vorrebbe dire riaprirli a tutte, perché
non c''è una sofferenza che valga più delle altre, mentre gli altri
Stati resterebbero a guardare un problema ancora una volta solo
nostro. Tutti i paesi, anche le più antiche democrazie del mondo,
controllano i propri confini e la propria immigrazione, non possiamo
sentirci in colpa per questo".
      "Assumiamoci semmai -sottolinea ancora Toti- le nostre responsabilità:
se l''Europa, giustamente tanto solerte nell''intervenire, sempre e solo
a parole, nelle questioni venezuelane, non è in grado di fare qualcosa
per stabilizzare il Nord-Africa, se ne faccia seriamente carico
l''Italia. Serve una fascia di sicurezza sulle coste libiche, difesa e
protetta da truppe internazionali, sotto la bandiera dell''Onu o della
Ue, se possibile, per poter riaccompagnare a terra chi parte, senza il
rischio che finisca vittima delle milizie libiche di ogni genere.
L''Italia si faccia carico di tutto questo perché, il sacro compito di
difendere i nostri confini e l''altrettanto sacro dovere di solidarietà
non si esercitano a un miglio da Siracusa e a favore di telecamere, ma
dall''altra parte del mare con le responsabilità e i rischi che questo
comporta''''.
      (Red/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
27-GEN-19 17:45
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