Sicurezza: Rossi, ricorso per noi dovere e nostro diritto

martedì 8 gennaio 2019



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   (ANSA) - FIRENZE, 8 GEN - Il ricorso alla Corte
Costituzionale da parte "è per noi un dovere" e "contro il
decreto Salvini la Regione Toscana esercita un suo diritto
costituzionale". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana
Enrico Rossi intervenendo stamani a Radio Anch'io, su Radio1.
   Il governatore ha ricordato che la Costituzione indica alcune
competenze "esclusive" delle Regioni e tra queste "le politiche
sociali". Rossi, dopo aver ricordato che sul decreto "anche il
presidente della Repubblica, nell'atto della firma, aveva fatto
un richiamo", ha ribadito l'apprezzamento per le critiche dei
sindaci e sottolineato come il ricorso della Toscana riguarda
l'abolizione della protezione umanitaria ("che significa mettere
sul territorio immigrati che non si sa poi che faranno"), e
l'eliminazione dell'obbligo di residenza che rende complicata
l'erogazione dei servizi di competenza di Regioni e Comuni,
principalmente l'assistenza sociale.
    Secondo Rossi "l'obbligo di residenza viene talmente
ostacolato da questo decreto fino al punto da renderlo quasi
impraticabile". Un decreto, ha proseguito "che aumenta
l'insicurezza" con migliaia di "irregolari che diventano
'fantasma'". Tra l'altro l'obbligo di residenza, che consente ai
sindaci di sapere chi c'è sul loro territorio, "è ancora
contenuto in una legge dello stato, la legge sull'immigrazione
del 1998".
   "Salvini dice non si tocca" il nucleo fondamentale dei
diritti umani, "e noi lo prendiamo con serietà, anche se spesso
con la sua propaganda ne ha fatte spesso in senso contrario...
Se è vero che quel nucleo non viene toccato - ha concluso Rossi
- vuole dire che la Corte Costituzionale farà un chiarimento su
come questo principio non viene toccato e intralciato e che noi
siamo obbligati a rispettare nelle nostre realtà".(ANSA).

     MU
08-GEN-19 11:25 NNN