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Ass. sociali: reddito cittadinanza a rischio se welfare precario Audizione al Senato: coordinare e rafforzare strutture

lunedì 4 febbraio 2019

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Roma, 4 feb. (askanews) - ""Nessuna misura può funzionare se non
affrontiamo la questione di un welfare che è sempre, e resta,
precario - sia in termini di professionisti che nel decreto si
legge verranno assunti per due anni, sia che di finanziamenti
assicurati fino al 2020 - e soprattutto se non si interviene per
renderlo veramente omogeneo riducendo le disparità territoriali.
Dagli asili nido ai Centri per l'Impiego...la Lombardia non è la
Sicilia!"". Lo ha detto il presidente del Consiglio dell'Ordine
degli assistenti sociali, Gianmario Gazzi, durante l'audizione
presso la commissione Lavoro del Senato sull'attuazione del
reddito di cittadinanza.
""Serve quindi un intervento, quale quello sul reddito di
cittadinanza, che oltre a normare il processo di erogazione
intervenga - ha spiegato - a coordinare Stato, regioni e comuni
nel contrasto alla povertà e dare dignità alle persone. La sola
misura economica, senza un'adeguata rete di servizi sociali e
opportunità rischia di essere un'arma spuntata di fronte alla
complessità delle vite che si incrociano nel Paese"".
""Non dimentichiamo le esperienze già tentate, le attese e le
delusioni: dal Sia al ReI - ha concluso -  Senza un rinforzo
importante di tutte le strutture territoriali, siano essi centri
per l'impiego o servizi, cambierà poco o nulla. E gli assistenti
sociali, a diretto contatto con il disagio, saranno vittime e
bersaglio, come già lo sono quotidianamente, della rabbia di chi
non trova risposte. Se questo investimento  non vedrà tutti i
protagonisti istituzionali e professionali attorno ad un tavolo
per definire organicamente le tappe di un profondo cambiamento,
anche questo importante  investimento potrebbe diventare
inefficace"".

Pol/Arc


Roma, 04 FEB 2019 15:56
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