LAZIO. RELAZIONE GIUNTA SU POLITICHE UE: 9 PROCEDURE APERTE CONTRO REGIONE

mercoledì 15 maggio 2019


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DIR0513 3 POL  0 RR1 R/LAZ / ROM /TXT 

(DIRE) Roma, 15 mag. - "In data 31 dicembre 2018 risultano aperte
contro la Regione Lazio 9 procedure di infrazione e 9 casi Eu
Pilot, uno dei quali chiuso negativamente. A maggio 2019 il
numero delle procedure di infrazione e dei casi Eu Pilot e'
rimasto invariato". È quanto scritto nella relazione informativa
annuale della Giunta al Consiglio regionale, letta in Aula
dall'assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, relativamente al
2018 sulla partecipazione della Regione Lazio alle politiche
dell'Unione europea.
   Le procedure di infrazione costituiscono lo strumento
attraverso il quale la Commissione europea svolge la propria
funzione di controllo sul rispetto del diritto dell'Unione
europea da parte degli Stati membri, mentre il sistema EU Pilot
rappresenta un meccanismo di risoluzione delle problematiche
nella fase antecedente l'apertura formale della procedura di
infrazione.
  (Mtr/ Dire)
11:22 15-05-19

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DIR0718 3 POL  0 RR1 R/LAZ / ROM /TXT 

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(DIRE) Roma, 15 mag. - Per quanto riguarda, nel dettaglio, le
procedure di infrazione dell'Ue contro l'Italia che riguardano
direttamente il Lazio, oltre a quella sulle discariche abusive o
incontrollate, ce n'e' una sulla non corretta applicazione della
direttiva relativa alla determinazione e alla gestione del rumore
ambientale. 'Gli adempimenti richiesti riguardano il Comune di
Roma e il Comune di Latina- si legge nella relazione della Giunta
al Consiglio regionale- In data 25 gennaio 2018 si e' verificato
l'aggravamento della procedura con l'emissione da parte della
Commissione di un parere motivato ex art. 258 Trattato sul
funzionamento dell'Unione europea (Tfue). La Regione ha reso noto
che il Comune di Latina nel corso del 2018 ha completato tutti
gli adempimenti previsti, mentre il Comune di Roma completera'
gli adempimenti entro luglio 2019. E' tutt'ora al vaglio della
Commissione la documentazione inviata dall'Italia in risposta al
parere motivato del gennaio 2018'.
   Un'altra procedura di infrazione, su cui pende un ricorso alla
Corte di Giustizia dell'Ue, riguarda l'attuazione in Italia della
direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane: 'La Regione
ha indicato una serie di attivita' in corso di esecuzione che
consentiranno il raggiungimento della conformita' entro il
31.12.2019, per l'agglomerato di Orte, ed entro il 31.12.2021 per
gli agglomerati di Anagni e Fontana Liri Arce. Per quanto
riguarda l'agglomerato di Roma, infine, il termine previsto per
il completamento dei lavori e' il 31.12.2021'.
   Altra procedura ancora e' quella aperta sulla qualita'
dell'acqua destinata al consumo umano: 'Il 24 gennaio 2019 la
Commissione europea ha aggravato la procedura emanando un parere
motivato ex art. 258 Trattato sul funzionamento dell'Unione
europea (Tfue)- dice la relazione- La Regione ha risposto alle
contestazioni della Commissione fornendo gli ultimi dati dell'Asl
di Viterbo dai quali risulta che i Comuni che presentano
sforamenti sono 10 e non 16 come scritto nel parere motivato.
Essi sono i seguenti: Bagnoregio, Fabrica di Roma, Farnese,
Grotte di Castro, Monte Romano, Nepi, Proceno, Ronciglione,
Vetralla, Villa San Giovanni. I Comuni di Nepi e Vetralla, gia'
aderenti al Gestore unico del Servizio Idrico Integrato (SII),
Talete Spa, presentano solo piccoli sforamenti ed e' previsto un
intervento di potenziamento per l'impianto di potabilizzazione di
Nepi e ulteriori accertamenti per l'impianto di Vetralla; nei
confronti degli altri Comuni, non ancora gestiti dalla societa'
Talete, in data 15 marzo 2019, la Regione Lazio ha esercitato i
poteri sostitutivi, ai sensi del dlgs. 152/2006, adottando
apposite delibere di Giunta. È prevedibile il raggiungimento
della conformita' per tutti i siti interessati entro i prossimi
9-10 mesi. È tutt'ora al vaglio della Commissione la
documentazione inviata dall'Italia in risposta al parere motivato
del gennaio 2019'.(SEGUE)
  (Mtr/Dire)
12:06 15-05-19

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DIR0719 3 POL  0 RR1 R/LAZ / ROM /TXT 

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(DIRE) Roma, 15 mag. - Il superamento dei valori di pm 10 e'
oggetto di un'altra procedura, con ricorso alla Corte di
giustizia europea: 'Sono interessati gli agglomerati di Roma e la
Valle del Sacco- prosegue la relazione- In data 17 maggio 2018 la
Commissione europea ha aggravato la procedura con la decisione di
ricorso ex art. 258 Trattato sul funzionamento dell'unione
europea (Tfue) alla Corte di giustizia dell'Unione europea
(Cgue). Il ricorso e' stato depositato in data 17.10.2018.  Sono
stati previsti i seguenti interventi: aggiornamento del piano di
risanamento della qualita' dell'aria, che dovrebbe concludersi
tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020; accordo di programma
tra ministero dell'Ambiente e Regione Lazio, siglato a novembre
2018, avente ad oggetto misure per il miglioramento della
qualita' dell'aria e il trasferimento di 4 milioni di euro dal
ministero. L'attuazione dell'accordo e' iniziata nel 2019 e
proseguira' almeno fino al 2025; Dgr 688/2016 che prevede un
fondo di 10 milioni di euro per interventi di miglioramento della
qualita' dell'aria. I tempi di attuazione degli interventi sono
compresi tra il 2017 e il 2022. Complessivamente la Regione
prevede il rientro nei limiti di legge dei valori di PM10
(materiale particolato con dimensione inferiore o uguale a 10
micrometri) e di NO2 (biossido di azoto) entro il 2025'.
   L'agglomerato di Roma e' coinvolto anche nella procedura di
infrazione sulla violazione della direttiva europea relativa al
rispetto dei valori limite di biossido di azoto: 'Il 7 marzo
2019, la Commissione ha aggravato la procedura con la decisione
di ricorso alla Corte di Giustizia dell'Ue ex art. 258 Trattato
sul funzionamento dell'Unione europea (Tfue). La Commissione non
ha ancora depositato il ricorso'.
   Il 24 gennaio scorso 'la Commissione europea ha inviato
all'Italia una "lettera di messa in mora complementare" ex art.
258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (Tfue)' in
relazione alla procedura di infrazione aperta per la mancata
designazione delle zone speciali di conservazione. diversi i
punti contestati in quella lettera: 'Mancato completamento della
designazione delle Zone speciali di conservazione (ZSC) nei
termini previsti; mancata definizione di obiettivi di
conservazione sito-specifici dettagliati; insufficienza delle
misure di conservazione relativamente alle esigenze ecologiche
degli habitat naturali'.(SEGUE)
  (Mtr/Dire)
12:06 15-05-19

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DIR0720 3 POL  0 RR1 R/LAZ / ROM /TXT 

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(DIRE) Roma, 15 mag. - La Regione Lazio, dal canto suo, 'ha
evidenziato quanto segue: su 182 siti di interesse comunitario
(SIC) che insistono sul territorio della Regione Lazio, 180 siti
sono gia' stati designati; per uno dei due siti restanti, la
Regione ha gia' completato tutti gli adempimenti di sua spettanza
con la Dgr 813/2017 e si e' in attesa dell'emanazione del decreto
ministeriale di designazione, mentre per l'altro sito la Regione
Lazio prevede di completare l'adozione delle misure di
conservazione entro maggio 2019; la Regione Lazio- si legge nella
relazione della Giunta Regionale- ha recentemente approvato, con
deliberazione di Giunta 234/2019, l'adozione del Quadro di azioni
prioritarie (Prioritized Action Framework - Paf), documento utile
a superare le contestazioni della Commissione europea inerenti la
concretezza delle misure di conservazione degli habitat naturali.
La documentazione inviata in risposta alla messa in mora
complementare del gennaio 2019 e' tutt'ora al vaglio della
Commissione europea'.
   La penultima procedura di infrazione riguarda la non
conformita' alla direttiva sul trattamento delle acque reflue e
nel Lazio vede coinvolti gli agglomerati di Anagni e Civita
Castellana: 'Per il sito di Civita Castellana si prevede di
raggiungere la conformita' entro il 2019- dice la Regione- mentre
per il sito di Anagni entro il 2021'. Infine, c'e' la procedura
di infrazione sul 'monitoraggio delle acque, designai zone delle
zone vulnerabili ai nitrati e contenuti dei piani di azione': 'La
procedura e' stata aperta a novembre 2018- recita la relazione
della Giunta regionale- Le contestazioni sono le seguenti: 1)
diminuzione a del numero delle stazioni di controllo con la
conseguenza di avere un quadro parziale e non veritiero della
situazione di inquinamento da nitrati; 2) mancata designazione
come 'zone vulnerabili' di alcune porzioni di territorio
regionale; 3) insufficienza dei programmi d'azione esistenti,
stante il trend ascendente delle concentrazioni di nitrati nelle
Zone vulnerabili ai nitrati gia' designate. Nel febbraio 2019, la
Regione ha inviato al Ministero dell'Ambiente una dettagliata
relazione in risposta alle contestazioni della Commissione. Con
riferimento al primo addebito relativo alla diminuzione delle
stazioni di monitoraggio, la Regione Lazio ha spiegato che la
Commissione ha effettuato un conteggio errato del numero reale di
stazioni di monitoraggio che, dunque, non e' diminuito'.
   E' prevista inoltre, 'la designazione di ulteriori Zone
vulnerabili da nitrati (Zvn) e la revisione del Piano di azione
per le Zone vulnerabili da nitrati (Zvn);la Regione Lazio porra'
in essere tali adempimenti all'esito dei risultati dei
monitoraggi e dell'aggiornamento dell'analisi pressione e impatti
che si concludera' a fine 2019. Sono in programma, infine, misure
supplementari ai fini del conseguimento degli obiettivi indicati
nella Dgr 244/2018. La delibera, adottata ai sensi del Decreto
Mipaaf del 18 gennaio 2018, contiene l'elenco degli impegni
inerenti le regole di condizionalita' di cui al Regolamento Ue
1306/2013 (relativo al finanziamento, gestione e monitoraggio
della Pac-Politica Agricola Comune)'.
  (Mtr/Dire)
12:06 15-05-19

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