ANSA/ Si tratta a oltranza per ex Ilva. Causa verso il rinvio

giovedì 6 febbraio 2020



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Aditya Mittal auspica passi avanti. Ma resta scoglio esuberi
   (di Silvia Gasparetto)
   (ANSA) - ROMA, 6 FEB - Un altro rinvio, di un paio di
settimane al massimo. Perché nonostante le esplicite volontà
politiche l'accordo ancora non c'è. Resta appeso al filo della
trattativa tra governo e Arcelor Mittal il destino dell'ex Ilva
di Taranto. Trattativa che sta proseguendo a oltranza ma ancora
non ha portato a una intesa sui dettagli e, soprattutto, non ha
ancora superato lo scoglio degli esuberi.
   Si va avanti a piccoli tappe, in un percorso che rimane
ancora molto difficile, tanto che i più pessimisti temono che
alla fine saranno i giudici a doversi esprimere, anche perché,
ancora in queste ultime ore, il negoziato avrebbe fatto qualche
passo avanti ma anche diversi passi indietro. E l'azienda
resterebbe ferma sui 3mila esuberi strutturali indigeribili per
il governo, prima ancora che per i sindacati. Il nodo è anche
quello delle risorse che saranno previste dal nuovo piano
industriale, al quale gli esuberi - inutile dirlo - sono
strettamente legati.
   Ma ufficialmente le parti continuano a ostentare ottimismo:
il premier, Giuseppe Conte, si è detto fiducioso dopo l'incontro
a Londra che anche i vertici del colosso dell'acciaio hanno
definito positivo. "Ci sono stati dei progressi e confidiamo che
si possano fare ulteriori passi avanti" ha detto Aditya Mittal,
presidente e direttore finanziario di Am, parlando agli analisti
durante la presentazione dei conti. Il gruppo ha chiuso il 2019
con un rosso di 2,5 miliardi di dollari ma un Ebitda di 925
milioni di dollari, migliore delle stime, e prospettive di
miglioramento per il 2020 che sono piaciute ai mercati (il
titolo ha toccato anche un rialzo dell'11% sui listini di
Parigi, Madrid e Amsterdam). I segnali di "rallentamento della
domanda che inizia a stabilizzarsi", con l'attesa di un "aumento
nei mercati core", indicati nella confernce call potrebbero
giovare anche alla partita che si gioca in Italia.
   Dopo settimane di trattative serrate tra i negoziatori del
governo e il team di legali dell'azienda, Arcelor Mittal e i
commissari dell'ex Ilva si starebbero avvicinando ad un accordo
di massima per arrivare a stilare un nuovo contratto di affitto
e acquisizione degli stabilimenti. Ma i nodi non sono ancora
sciolti e per stabilire i dettagli servirà ancora tempo, tempo
che domani le parti dovrebbero chiedere al giudice di Milano
Claudio Marangoni. In tribunale pendono infatti i due ricorsi,
quello dell'azienda che ha ufficializzato l'intenzione di
recedere dal contratto e quello d'urgenza dei commissari per
bloccare l'addio all'Italia della multinazionale. Ma
nell'udienza di domani non ci dovrebbe essere né la discussione
della causa né alcuno scontro in aula tra le parti, ma la
richiesta di altro tempo, due, tre settimane al massimo, per
mettere a posto l'intesa.
   Non ci sarà, quindi, un nuovo pre-accordo, dopo l' 'heads
agreement' firmato lo scorso 20 dicembre, in Tribunale, prima
dell'udienza, l'ad di Arcelor Italia Lucia Morselli e i tre
commissari dell'ex Ilva, Francesco Ardito, Alessandro Danovi e
Antonio Lupo, perché le parti vorrebbero arrivare direttamente a
chiudere e formalizzare un accordo definitivo. Nel frattempo, i
legali si scambieranno dei testi 'interni', che rimarranno tra
loro, sui punti in discussione per arrivare ad un nuovo piano
industriale in vista del rilancio del polo siderurgico con base
a Taranto. Piano che, sulla base di quel protocollo di intesa e
passando, appunto, attraverso la ristrutturazione del vecchio
contratto tra gli indiani. Viene dato per scontato l'ingresso
nella società anche di Invitalia - un passaggio obbligato
sarebbe una ricapitalizzazione della società per avviare
l'investimento sullo schema seguito per la Popolare di Bari - e
la trasformazione dei crediti di IntesaSanPaolo in una
partecipazione nella società che gestisce l'impianto.
L'amministrazione straordinaria, vedrebbe anche la creazione di
una "newco" e punterebbe sulla "tecnologia verde". Per la
decarbonizzazione, ha ribadito peraltro il premier, il governo
sta puntando anche sull'uso delle risorse del nuovo Just
Transition Fund europeo. (ANSA).

     GAS
06-FEB-20 20:33 NNN