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Sardegna: la visione di Solinas, riforme e lavoro come priorità

lunedì 13 maggio 2019

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(AGI) - Cagliari, 13 mag. - Ruota attorno all'"identità
sarda", cui dedicare uno specifico dipartimento, il programma
di governo in 92 pagine illustrato dal neo presidente della
Regione Sardegna Christian Solinas la scorsa settimana al
Consiglio regionale e su cui domani pomeriggio si aprira' la
discussione in Aula. Il documento promette di smantellare
alcune delle riforme piu' importanti della precedente
legislatura a guida centrosinistra, a cominciare da quelle
sulla sanita' e sugli enti locali. Solinas promette, inoltre,
di ripristinare le Province a elezione diretta, abrogando le
Unioni di Comuni su cui si fondava la riforma delle autonomie
varata sotto al Giunta Pigliaru, di modificare la legge
statutaria elettorale e di dare una nuova legge urbanistica che
il neo assessore Quirico Sanna, sardista come il presidente, si
dice deciso a presentare entro un anno.
    "La nostra azione verra' giudicata oggi dai cittadini
elettori, domani dalla Storia", azzarda il presidente,
indicando il lavoro fra le priorita' "E' il momento storico a
dirci che non c'e' posto per una politica di sopravvivenza, per
l'ordinaria amministrazione e neppure per un riformismo
moderato".
    REGIONE. Dopo 70 anni il nuovo statuto di autonomia
speciale dovra' essere rivisto a cura di un'Assemblea
costituente, prospetta Solinas, rilanciando una vecchia
proposta tornata periodicamente in auge, in particolare negli
ultimi 20 anni. Inoltre, andranno superate le leggi regionali 1
del 1977 sull'organizzazione degli attuali 12 assessorati e la
n.31 del 1998 che riguarda la struttura degli uffici della
Regione. Il personale andra' aggiornato e riqualificato, enti e
agenzie andranno rivisti. Il presidente ha anche annunciato la
semplificazione della disciplina legislativa regionale per
snellire e accelerare le procedure. Per accorpare le leggi in
testi unici omogenei "saranno costituite apposite commissioni
di esperti", la gran parte interni e con "un numero
assolutamente limitato di esterni particolarmente qualificati".
(AGI)
Rob (Segue)
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(AGI) - Cagliari, 13 mag. - VERTENZE CON LO STATO. La Sardegna
rivendichera' "la definizione delle vertenze aperte in materia
di entrate e di accantonamenti, anche rivendendo le norme di
attuazione per il calcolo delle quote di compartecipazione e in
particolare delle accise".
    L'isola, inoltre, non intende stare a guardare mentre
Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna riaprono la questione del
regionalismo differenziato. Al Consiglio regionale Solinas ha
chiesto di fare propria l'iniziativa che la Giunta intende
promuovere subito per "riunire in Sardegna i rappresentanti
delle Regioni ad autonomia differenziata per un complessivo
rilancio delle regioni della specialita'" e per avviare un
confronto con le altre Regioni "sull'ipotesi di riaprire il
percorso di una riforma in senso federale della Stato".
    UE. La Regione rivendica il riconoscimento "di una
soggettivita' internazionale per la negoziazione con l'Unione
europea di particolari forme di applicazione dei Trattati e dei
regolamenti" per compensare gli svantaggi della condizione di
insularita', "con particolare riferimento a energia, trasporti,
zona franca, incentivi alle imprese e al regime Iva e fiscale".
    DIPARTIMENTO IDENTITA': Sara' istituito presso la
presidenza della Regione, con "risorse umane di alto profilo
professionali ed esperti". Quattro le aree d'intervento: lingua
e cultura, riscrittura dello statuto, della legge statutaria e
riforma della Regione, promozione dei segni e simboli
identitari (sa Die de sa Sardigna, bandiera e inno nazionale
sardo), rapporti con gli emigrati sardi.
    ENTI LOCALI. "Ci proponiamo di riservare alla Regione, in
linea di principio, le fondamentali funzioni legislative, di
programmazione e controllo, trasferendo agli enti locali la
maggio parte delle funzioni gestorie ed esecutive", ha
annunciato Solinas. Quanto ai Comuni rurali, Solinas prospetta
la costituzione di una "rete", secondo "regole stabilite
democraticamente" dagli stati Comuni e "il coordinamento
dell'assessorato regionale competente": potra' partecipare alla
destinazioni delle risorse finanziarie dedicate
all'agricoltura, al turismo, all'artigianato e alla piccola
media industria. In quella che il presidente chiama "Strategia
rurale sarda" rientrano anche il programma 'case a un euro' per
il riutilizzo di immobili e la sperimentazione del "turismo
delle esperienze", per coinvolgere i turisti nella cultura
locale. (AGI)
Rob
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