SANITÀ. TRENTINO SISTEMA MIGLIORE, È FUGA DAL SUD PER CURARSI

martedì 4 giugno 2019


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(DIRE) Roma, 4 giu. - È Il Trentino Alto Adige, la regione in
testa per efficienza del sistema sanitario italiano, strappando
la prima posizione all'Emilia Romagna, mentre Calabria, Campania
e Sicilia si collocano in coda tra le realta' 'piu' malate' del
paese. In totale sono nove le realta' territoriali definite
'sane', sei le aree 'influenzate' e cinque le regioni 'malate'.
Al Sud la migliore perfomance spetta al Molise e alla Basilicata
che migliorano la loro 'condizione' rispetto all'anno precedente.
   Nel 2017, inoltre, quasi 1,6 milioni di famiglie italiane, di
cui ben il 60 per cento concentrate nel Mezzogiorno, hanno
dichiarato di non avere i soldi, in alcuni periodi dell'anno, per
poter affrontare le spese sanitarie necessarie per curarsi. I
meridionali, inoltre, confermano la loro diffidenza a curarsi nei
loro sistemi sanitari locali: secondo gli ultimi dati
disponibili, nei 12 mesi del 2017, la migrazione sanitaria dalle
realta' regionali del Mezzogiorno puo' essere quantificabile in
oltre 319 mila ricoveri generando crediti rilevanti
principalmente per alcune realta' sanitarie del Nord quali
Lombardia, Emilia Romagna e Veneto pari complessivamente a oltre
1,1 miliardi si euro.
   É quanto emerge dall'IPS, l'Indice di Performance Sanitaria
realizzato, per il terzo anno consecutivo, dall'Istituto
Demoskopika sulla base di otto indicatori: soddisfazione sui
servizi sanitari, mobilita' attiva, mobilita' passiva, risultato
d'esercizio, disagio economico delle famiglie, spese legali per
liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, democrazia
sanitaria e speranza di vita. (SEGUE)
  (Gas/ Dire)
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(DIRE) Roma, 4 giu. - 'La nostra indagine annuale- dichiara il
presidente di Demoskopika, Raffaele Rio- conferma la persistente
disparita' tra l'offerta sanitaria presente al Nord rispetto a
quella erogata nel Mezzogiorno. Un divario che, ostacolando il
diritto alla liberta' di scelta del luogo in cui curarsi, genera
un circuito imposto di ricoveri che alimentano costantemente la
migrazione sanitaria. Un fenomeno- continua Raffaele Rio- che
oltre rendere la vita impossibile a chi e' costretto a curarsi
fuori dal proprio sistema sanitario regionale, lo condanna a una
preoccupante 'schiavitu' sanitaria' dai connotati irreversibili e
devastanti. È del tutto evidente che per il Mezzogiorno, la
riorganizzazione del sistema sanitario rappresenti, in assoluto,
l'emergenza principale per affrontare la quale non sono piu'
sufficienti provvedimenti spot ma una vera e propria terapia
shock'.

CLASSIFICA 'IPS 2019': TRENTINO ALTO ADIGE, EMILIA ROMAGNA E
VENETO SUL PODIO - In coda Calabria, Campania e Sicilia. Si gioca
interamente nell'area del centro-nord la contesa sulle posizioni
migliori quali sistemi sanitari piu' 'sani' d'Italia: sei
appannaggio del realta' regionali del Nord e le rimanenti tre al
Centro. A guidare la classifica dell'Indice di perfomance
sanitaria dell'Istituto Demoskopika per il 2019, in particolare,
il Trentino Alto Adige che, con un punteggio pari a 107,5
conquista la vetta al fotofinish, spodestando l'Emilia Romagna
(107,3 punti) immediatamente seguita dal Veneto (105,3 punti).
Seguono, tra i migliori sistemi sanitari locali, l'Umbria (105,2
punti) che, con un balzo in avanti di una posizione rispetto al
2018, conquista il quarto posto. E, ancora, il sistema sanitario
delle Marche (104,9 punti), della Toscana (104,2 punti), della
Lombardia (104,1 punti), del Friuli Venezia Giulia (103,7 punti)
e, infine, del Piemonte (102,5 punti). Nel cluster delle regioni
sanitarie 'influenzate' si collocano altre sei realta': Valle
d'Aosta (101,8 punti), Molise (101,7 punti), Lazio (101,5 punti),
Liguria (101,3 punti), Basilicata (98,7 punti), e Puglia (98,0
punti). Sono tutte del Sud, infine, le rimanenti regioni che
contraddistinguono l'area dell'inefficienza sanitaria, dei
sistemi sanitari etichettati come 'malati' nel ranking di
Demoskopika: Abruzzo ( 96,4 punti), Sardegna (95,8 punti),
Sicilia (93,8 punti), Campania (91,6 punti) e, in coda, il
sistema sanitario della Calabria con 89,1 punti. (SEGUE)
  (Gas/ Dire)
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(DIRE) Roma, 4 giu. - Continua il report sulla sanita' 2019:

SODDISFAZIONE: I SISTEMI PIÙ APPREZZATI IN TRENTINO ALTO ADIGE,
VALLE D'AOSTA E FRIULI VENEZIA GIULIA - Circa 3 italiani su 10
(31,7%) dichiarano di essere soddisfatti dei servizi sanitari
legati ai vari aspetti del ricovero: assistenza medica,
assistenza infermieristica, vitto e servizi igienici. Un
andamento in calo dell'1,5% rispetto all'anno precedente.
L'indicatore conferma un divario piu' che significativo tra le
diverse realta' regionali. I piu' 'appagati' vivono in Trentino
Alto Adige (116,6 punti), con oltre la meta' tra coloro che hanno
dichiarato - secondo Istat - almeno un ricovero nei tre mesi
precedenti l'intervista, di avere un livello medio di
soddisfazione per vari aspetti del ricovero pari al 53,2%. A
seguire Valle d'Aosta (111,3 punti), Friuli Venezia Giulia (111,2
punti), Molise (110,1 punti), Umbria (109,8 punti) e Emilia
Romagna (107,6 punti). Distanze piu' significative nei livelli di
soddisfazione dei servizi sanitari sono stati espressi, inoltre,
per il Veneto (106,1 punti), la Toscana (104,5 punti), la
Lombardia (103,6 punti), l'Abruzzo (102,6 punti), la Liguria
(101,6 punti), il Piemonte (100,8 punti) e le Marche (99,2
punti). In coda alla graduatoria per il minor livello di
soddisfazione, pari mediamente al 20%, si collocano le rimanenti
sette realta' regionali: Lazio (94,0 punti), Sardegna (93,0
punti), Basilicata (87,3 punti), Puglia (86,4 punti), Sicilia
(86,2 punti), Campania (84,8 punti) e, infine, Calabria (83,3
punti). 

MOBILITÀ SANITARIA ATTIVA: MOLISE IN TESTA, SARDEGNA IN CODA -
Per Molise e Sardegna confermati i primati positivo e negativo
relativi alla mobilita' sanitaria attiva in Italia. In
particolare, analizzando gli ultimi dati disponibili relativi al
2017, e' il Molise, con 130,4 punti, a mantenere la prima
posizione della graduatoria parziale relativa alla mobilita'
attiva, l'indice di 'attrazione' che indica la percentuale, in
una determinata regione, dei ricoveri di pazienti residenti in
altre regioni sul totale dei ricoveri registrati nella regione
stessa, e che in Molise, per l'appunto, e' pari al 28,7%. Sul
versante opposto, si colloca la Sardegna con un rapporto tra i
ricoveri in regione dei non residenti sul totale dei ricoveri
erogati pari all'1,5%.  In valori assoluti, sono principalmente
cinque le regioni che attraggono il maggior numero di pazienti
non residenti: Lombardia (165 mila ricoveri extraregionali),
Emilia Romagna (108 mila ricoveri extraregionali), Lazio (79 mila
ricoveri extraregionali), Toscana (66 mila ricoveri
extraregionali) e Veneto (60 mila ricoveri extraregionali).(SEGUE)
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(DIRE) Roma, 4 giu. - Tra gli argomenti toccati, anche la
mobilita' sanitaria passiva:

MOBILITÀ SANITARIA PASSIVA: OLTRE 319 MILA 'VIAGGI DELLA
SPERANZA' DAL SUD - I meridionali confermano la loro diffidenza a
curarsi nelle loro realta' di regionali. In particolare, con un
indice medio di 'fuga', pari al 10,7%, che misura, in una
determinata regione, la percentuale dei residenti ricoverati
presso strutture sanitarie di altre regioni sul totale dei
ricoveri sia intra che extra regionali, il Sud si colloca in
fondo per attrattivita' sanitaria dopo le realta' regionali del
Centro con un indice di fuga pari all'8,8% e del Nord (6,8%).
Cio' significa che, nei 12 mesi del 2017, la migrazione sanitaria
dalle realta' regionali del meridione puo' essere quantificabile
in oltre 319 mila ricoveri. Come per la mobilita' attiva, anche
per la mobilita' passiva, lo studio di Demoskopika ha generato
una classifica parziale che vede collocate, nelle 'posizioni
estreme', il Molise in cima per 'diffidenza' con un indice di
mobilita' passiva pari al 28,1%; sul versante opposto, i piu'
'fedeli' al loro sistema sanitario si confermano i lombardi. La
Lombardia, infatti, con appena il 4,7%, registra il rapporto
minore di ricoveri fuori regione dei residenti sul totale dei
ricoveri totalizzando il massimo del punteggio (111,0 punti). Un
quadro del 'turismo sanitario' che alimenta crediti per alcuni
sistemi sanitari penalizzando, in termini di debiti maturati,
tutto il meridione ad eccezione del Molise. E, analizzando la
situazione nel dettaglio, si parte dalla Lombardia, quale sistema
piu' virtuoso che ha attratto, secondo gli ultimi dati
disponibili, circa 165 mila ricoveri generando un credito al
netto dei debiti, stando al dato relativo all'acconto di riparto
per il 2019, pari a 692 milioni di euro per finire alla Calabria,
quale sistema piu' penalizzato, che a fronte di poco meno di 55
mila ricoveri fuori regione, ha maturato un debito pari a oltre
274 milioni di euro.(SEGUE)
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(DIRE) Roma, 4 giu. - Liti e contenziosi, quanto e' stato speso
nel 2018?

SANITÀ LITIGIOSA: SPESE LEGALI PER OLTRE 190 MILIONI DI EURO
NELL'ULTIMO ANNO - Nel solo 2018, le spese legali per liti, da
contenzioso e da sentenze sfavorevoli, sostenute dal comparto
sanitario italiano ammontano a oltre 190 milioni di euro, circa
522 mila euro al giorno, con un incremento dell'8,9% rispetto
all'anno precedente. Sono le strutture sanitarie meridionali ad
essere piu' litigiose concentrando ben il 63% delle spese legali
complessive, pari a 120 milioni di euro, seguite da quelle del
Centro con 42,6 milioni di euro (22,4%) e del Nord con una spesa
generata per 28,2 milioni di euro (14,8%). È la Calabria a
guidare la graduatoria dei sistemi sanitari pubblici piu'
'avezzi' a contenziosi e sentenze sfavorevoli con una spesa
pro-capite di 10 euro determinando un esborso, in valore
assoluto, pari a 19,5 milioni di euro. Un dato ancora piu'
rilevante se si considera che la spesa pro-capite lombarda,
realta' con una popolazione cinque volte superiore a quella
calabrese, e' inferiore a 1 euro. Nella parte piu' bassa della
classifica dei sistemi sanitari piu' 'litigiosi', inoltre, si
posizionano Toscana e Abruzzo con 8 euro di spesa pro-capite e
con una spesa rispettivamente pari a 29,9 milioni di euro e a
10,5 milioni di euro. A seguire la Sicilia con 6,3 euro
pro-capite (31,5 milioni di euro), la Sardegna con 5,5 euro
pro-capite (9 milioni di euro) e la Puglia con 5,2 euro
pro-capite (21,2 milioni di euro). Sul versante opposto, i meno
litigiosi si sono rilevati i sistemi sanitari di Lombardia (0,8
euro pro-capite), Liguria (0,7 euro pro-capite) e Piemonte (0,6
euro pro-capite) rispettivamente con 8,4 milioni di euro, 1,1
milioni di euro e 2,5 milioni di euro di spese legali.(SEGUE)
  (Gas/ Dire)
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(DIRE) Roma, 4 giu. - Continua il report di Demoskopika:

RISULTATO D'ESERCIZIO: QUADRO PIÙ PERFORMANTE, NONOSTANTE TUTTO -
Sono 12 su 20, i sistemi sanitari regionali capaci di ottimizzare
le risorse finanziarie disponibili per garantire l'efficienza del
comparto. In particolare, accanto ad un risultato d'esercizio in
rosso complessivamente per oltre 612 milioni di euro nel 2017
comunque piu' performante rispetto all'anno precedente quando il
disavanzo aveva superato la soglia del miliardo di euro, le
realta' piu' 'sane' si sono contraddistinte, al contrario, per un
attivo pari a poco piu' di 148 milioni di euro. Spostando
l'analisi a livello territoriale, si palesa maggiormente lo
squilibrio economico strutturale in alcuni contesti regionali,
nonostante lo strumento del piano di rientro. E cosi', nel 2017
il risultato d'esercizio desumibile dal conto economico degli
enti sanitari locali premia prioritariamente la Basilicata con un
avanzo pari a 45,2 euro pro capite (25,8 milioni di euro), il
Trentino Alto Adige con un avanzo pari a 12 euro pro capite (12,8
milioni di euro) mentre relega nelle posizioni 'meno virtuose' il
Molise con un disavanzo del sistema sanitario pari a 111,8 euro
pro capite (34,7 milioni di euro) e la Sardegna con un disavanzo
del sistema sanitario pari a 179 euro pro capite (295,9 milioni
di euro).

SPERANZA DI VITA: TRENTINO ALTO ADIGE E VENETO LE REALTÀ PIÙ
LONGEVE - Lo studio di Demoskopika utilizza la speranza di vita,
data dal numero medio di anni che una persona puo' aspettarsi di
vivere al momento della sua nascita, quale indicatore per
misurare l'efficacia dei sistemi sanitari regionali: piu' alta e'
la speranza di vita in una regione, maggiore e' il contributo al
miglioramento delle condizioni di salute dei cittadini prodotto
dall'erogazione dei servizi sanitari in quel determinato
territorio. Nel dettaglio, a guadagnare il podio della classifica
parziale della speranza di vita, quale dimensione della
perfomance sanitaria individuata da Demoskopika, si conferma il
Trentino Alto Adige che con una speranza di vita media piu'
elevata rispetto al resto d'Italia pari a 83,8 anni ottiene il
punteggio massimo (117,0 punti). Seguono Veneto (110,9punti),
Lombardia, Toscana, Marche e Umbria a pari merito con 109,3
punti. Quattro le realta' regionali, infine, ad essere
caratterizzate da una vita media piu' bassa: la Campania (75,6
punti) con una speranza di vita pari a 81,1 anni produce la
perfomance peggiore, seguono Sicilia (83,3 punti), Valle d'Aosta
(89,4 punti) e Calabria (91,0 punti).(SEGUE)
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(DIRE) Roma, 4 giu. - Democrazia e disagio nella sanita' italiana:

DEMOCRAZIA SANITARIA: SPESA STABILE RISPETTO AL 2017 - Mantenere
il management delle aziende ospedaliere, delle aziende sanitarie
e delle strutture sanitarie, piu' in generale, e' costato oltre
356 milioni di euro nel 2018 con una contrazione poco
significativa, pari allo 0,3%, rispetto all'anno precedente (357
milioni di euro).  A livello locale, a emettere piu' mandati di
pagamento, in termini pro-capite, per indennita', rimborsi,
ritenute erariali e contributi previdenziali per gli organi
istituzionali sono state le strutture sanitarie della Campania
con 12,1 euro di spesa pro-capite pari a complessivi 70,7 milioni
di euro. Seguono le 'democrazie sanitarie' della Lombardia con
10,3 euro di spesa pro-capite (103,8 milioni di euro), e
dell'Abruzzo con 9,6 euro di spesa pro-capite (12,7 milioni di
euro).  Sul versante opposto, a spiccare per maggiore
'parsimonia' nell'impiego di risorse finanziarie per la gestione
del management sanitario, si posizionano sei regioni: Marche con
1,7 euro di spesa pro-capite (2,6 milioni di euro), Toscana con
1,8 euro di spesa pro-capite (6,7 milioni di euro), Molise con
1,9 euro di spesa pro-capite (600 mila euro), Puglia con 2,3 euro
di spesa pro-capite (9,3 milioni di euro), Calabria con 2,5 euro
di spesa pro-capite (4,8 milioni di euro) e, infine, Sardegna con
2,8 euro di spesa pro-capite (4,6 milioni di euro).   

DISAGIO ECONOMICO: COLPITE OLTRE 1,6 MILIONI DI FAMIGLIE ITALIANE
- Record in Calabria e Sicilia. Nel 2017 quasi 1,6 milioni di
famiglie italiane hanno dichiarato di non avere i soldi, in
alcuni periodi dell'anno, per poter affrontare le spese
necessarie per curarsi. A finire nell'area del disagio economico,
a causa della mancata disponibilita' economica per fronteggiare
la cura di malattie, tutte le realta' del Mezzogiorno. Sono,
infatti, soprattutto le famiglie in Calabria con una quota del
14,9%, quantificabile in circa 120 mila nuclei familiari, a
denunciare il fenomeno. Seguono la Sicilia con una quota del
14,2% pari a ben 283 mila famiglie,  la Campania (10,3%), la
Basilicata (9,2%) e la Puglia (9,1%) coinvolgendo nel processo di
impoverimento rispettivamente 223 mila, 22 mila e 146 nuclei
familiari. Capovolgendo la classifica, sono Emilia Romagna,
Liguria e Trentino Alto Adige a meritare il ranking migliore in
questa graduatoria parziale dell'Indice di Performance Sanitaria
(IPS 2019) di Demoskopika, con una quota percentuale, per queste
realta', di appena il 2% di nuclei familiari in condizioni di
disagio economico che ha coinvolto rispettivamente 39 mila, 16
mila e 9 mila nuclei familiari.
  (Gas/ Dire)
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