Supercoppa: Toti, discriminazione va combattuta con realismo

venerdì 4 gennaio 2019



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(AGI) - Genova, 4 gen. - "La discriminazione delle donne in
Arabia Saudita e' odiosa e intollerabile. Noi, in Liguria, il
velo integrale lo abbiamo vietato in tutti i luoghi pubblici.
Ma mi chiedo: ce ne accorgiamo ora perche' li si gioca una
partita di calcio?". Lo ha detto il governatore ligure,
Giovanni Toti, intervenendo sulle polemiche per la finale di
Supercoppa italiana Juve-Milan in programma a Gedda, dove le
donne potranno assistere solo nei settori dello stadio
riservati alle famiglie. "Siamo seri, basta ipocrisie -
aggiunge il presidente di Regione Liguria - La discriminazione
va combattuta ogni giorno, con realismo, e non con proclami
adatti ad una assemblea studentesca ma non alla politica estera
della seconda potenza europea". "Il nostro mondo ha molti
rapporti con quello arabo tradizionalista: compriamo e
viaggiamo con il loro petrolio, e con il loro petrolio le
nostre compagnie fanno molti affari, i fondi sovrani di quei
paesi sono nell'azionariato di molte aziende italiane ed
europee, gli investimenti immobiliari - ricorda Toti - non si
contano, i loro centri commerciali traboccano (per fortuna) di
merci Made in Italy. Le nostre aziende da sempre costruiscono
strade e autostrade, infrastrutture in genere in quei paesi. E
perfino molte delle squadre di calcio che gli europei
applaudono ogni settimana sono di proprieta' araba. E ora ci
accorgiamo della discriminazione? Certo che le donne sono
discriminate. Purtroppo in molti paesi del mondo i diritti
civili e sociali che esistono nelle nostre democrazie non ci
sono". Il governatore ricorda che "nella maggior parte del
mondo vi sono categorie di persone discriminate e addirittura
perseguitate. Ma senza problemi abbiamo fatto partecipare quei
paesi ai campionati mondiali dei vari sport, abbiamo disputato
con loro Olimpiadi e, se mi e' consentito, ancor piu' grave
moralmente, quei paesi siedono in tutti gli organismi
internazionali, dall'Onu in giu'. E con quei paesi abbiamo
rapporti diplomatici e facciamo quotidianamente affari. Per il
bene della nostra economia. Se ci indigniamo e vogliamo
sospendere una partita di calcio per le tribune separate allo
stadio dovremmo, per coerenza, sospendere l'acquisto di
petrolio da compagnie dove le donne non possono lavorare o non
possono fare carriera, dovremmo sospendere la vendita dei
nostri prodotti nei centri commerciali dove le donne possono
entrare solo velate, dovremmo - conclude Toti - evitare di
costruire strade dove, fino a ieri, le donne non potevano
guidare". (AGI)
Ge4/Ari
041325 GEN 19

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