Fondi Ue: Corte conti, impegni spesa al 54% ma rischio stop uso

giovedì 9 gennaio 2020



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Fondi Ue: Corte conti, impegni spesa al 54% ma rischio stop uso =
(AGI) - Roma, 9 gen. - "Con una percentuale media di impegni
pari a poco piu' del 54% e di pagamenti al di sotto del 27%, si
registra una significativa accelerazione, anche se, quasi al
termine del sesto anno del periodo esaminato (riferito alla
programmazione 2014-2020). Potrebbe quindi esserci il rischio
di non riuscire ad assumere tutti gli impegni entro la fine del
2020, ultimo termine utile per bloccare, dopo aver selezionato
i progetti, tutti i fondi disponibili per il nostro Paese". E'
quanto emerge dalla "Relazione annuale 2019 - I rapporti
finanziari con l'Unione europea e l'utilizzazione dei fondi
comunitari", relativa all'anno 2018, approvata dalla Sezione di
controllo per gli Affari Comunitari e Internazionali della
Corte dei conti, che analizza i flussi finanziari in entrata e
in uscita e le tipologie di risorse che hanno alimentato il
bilancio europeo, valuta l'utilizzo dei fondi destinati alla
Politica di coesione e alla Politica agricola comune per poi
analizzare i Programmi operativi regionali e nazionali. (AGI)
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Fondi Ue: Corte conti, impegni spesa al 54% ma rischio stop uso (2)=
(AGI) - Roma, 9 gen. - L'ammontare delle procedure attivate,
nell'ambito dei Programmi Fesr e Fse 2014-2020 (con esclusione
dei programmi Cte), al 30 giugno 2019, e' di 45,64 miliardi,
pari all'83,78% delle risorse totali programmate. Con
riferimento ai Pon, l'ammontare delle procedure attivate al 30
giugno 2019 e' di 13,53 miliardi, pari al 76,14% delle risorse
programmate, tutte in incremento rispetto al 2018. "Perche' i
programmi vengano realizzati - avverte la magistratura
contabile - e', tuttavia, necessario, che all'attivazione
seguano le fasi dell'impegno e del pagamento". La Corte
osserva, inoltre, che "permane, generalmente, la differenza, in
termini di effettivita' della capacita' di spesa, tra le
regioni piu' sviluppate e quelle meno sviluppate, nel senso che
le prime spendono meglio e piu' delle seconde. La (paradossale)
conseguenza di cio' e' che decenni di politiche di coesione non
sembrano avere sortito, in Italia, gli effetti per i quali esse
sono state ideate, cioe' ridurre il divario tra le aree piu'
sviluppate e quelle meno sviluppate".
    L'analisi dei flussi finanziari intercorsi tra l'Italia e
l'Unione europea, nell'esercizio 2018, ha confermato, poi, la
tradizionale posizione di contributore netto: nel 2018 l'Italia
ha versato all'Unione, a titolo di risorse proprie, la
complessiva somma di 17 miliardi (+23,1% rispetto all'anno
precedente), mentre l'Unione ha accreditato complessivamente al
nostro Paese nel 2018 la somma di 10,1 miliardi, con una
significativa forbice tra contributi ed accrediti. Il "saldo
netto negativo" si accentua quindi sensibilmente e cio' accade
nonostante si registri un aumento sensibile degli accrediti
(+6,5%) rispetto al precedente esercizio, in cui l'importo
delle assegnazioni era pari a 9,5 miliardi in termini assoluti.
(AGI)
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AGI0375 3 ECO 0 R01 /
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Fondi Ue: Corte conti, impegni spesa al 54% ma rischio stop uso (3)=
(AGI) - Roma, 9 gen. - Una specifica attenzione e' stata anche
riservata al monitoraggio dell'efficacia dei controlli in tema
di frodi e irregolarita' in materia di risorse proprie. Secondo
i dati prodotti dalla Commissione europea, l'Italia si colloca
in nona posizione per numero di irregolarita' segnalate (104
segnalazioni; erano 145 nel 2017) e in settima posizione per
quanto attiene gli importi comunicati, con circa 9,8 milioni di
euro di irregolarita' totali registrate a sistema, che
rappresentano lo 0,43% del totale delle risorse proprie
tradizionali versate al bilancio Ue (in miglioramento rispetto
al 2017, anno in cui lo stesso indice era pari allo 0,57%).
    Tra le aree piu' significative in termini di irregolarita'
e frodi, si segnala il settore degli appalti, con prevalenza
dei fenomeni di violazione della normativa. Infine, nonostante
le misure adottate per contrastarne l'evasione, il gap dell'Iva
(che da' la misura dell'imposta perduta per evasione ed
elusione) per l'Italia e' ancora molto elevato (33,6 miliardi
in valore assoluto), benche' in diminuzione (dal 26,6% al 23,8%
del gettito potenziale), a fronte di una media europea
attestata comunque su valori molto piu' contenuti (11%). (AGI)
Mau
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